E APRE ALLA RUSSIA, ‘BASTA SANZIONI’
‘Saro’ garante del contratto. Noi populisti? Ascoltiamo la gente’. Giuseppe Conte presenta al Senato il governo M5s-Lega e si richiama al testo sottoscritto dai leader e sottoposto a gazebo e voto online. Un progetto di ‘radicale cambiamento’, rivendica il presidente del Consiglio mentre cita i capitoli del programma: dai diritti sociali alla legittima difesa, dal fisco piu’ equo al daspo ai corrotti al carcere ‘vero’ per i grandi evasori al taglio delle pensioni d’oro. ‘Metteremo fine al business dell’immigrazione, cresciuto a dismisura sotto il mantello della finta solidarieta”, ha detto, citando la vicenda del bracciante maliano ucciso in Calabria. In politica estera, l’Italia resta nella Nato e con gli Usa come ‘alleato privilegiato’, ma ‘ci faremo fautori di una apertura alla Russia e della revisione delle sanzioni’.
“Ove non ricorrano i presupposti di legge per la loro permanenza, ci adopereremo al fine di rendere effettive le procedure di rimpatrio e ci adopereremo affinche’ anche in sede europea tutti i Paesi terzi che vorranno stringere accordi di cooperazione con un Paese membro dell’Unione acceda alla sottoscrizione di accordi bilaterali di gestione dei flussi migratori”. Questo uno dei passaggi dell’intervento del premier Giuseppe Conte che dedica largo spazio al tema dell’immigrazione. “Difendiamo e difenderemo gli immigrati che arrivano regolarmente sul nostro territorio, lavorano e si inseriscono nelle nostre comunità rispettandone le leggi e dando un contributo decisivo allo sviluppo. Ma per garantirne l’indispensabile integrazione, dobbiamo non solo combattere con severa determinazione le forme più odiose di sfruttamento legate al traffico di esseri umani, perpetrate da scafisti privi di scrupoli, ma anche riorganizzare e rendere efficiente il sistema dell’accoglienza, assicurando trasparenza sull’utilizzo dei fondi pubblici ed eliminando ogni forma di infiltrazione della criminalità organizzata”, dice Conte. E aggiunge: “Ove non ricorrano i presupposti di legge per la loro permanenza, ci adopereremo al fine di rendere effettive le procedure di rimpatrio e ci adopereremo affinche’ anche in sede europea tutti i Paesi terzi che vorranno stringere accordi di cooperazione con un Paese membro dell’Unione acceda alla sottoscrizione di accordi bilaterali di gestione dei flussi migratori”. Poi conclude: “Non siamo e non saremo mai razzisti. Vogliamo che le procedure mirate all’accertamento dello status di rifugiato siano certe e veloci, anche al fine di garantire più efficacemente i loro diritti”.
“Vogliamo ribadire la convinta appartenenza all’Alleanza Atlantica con gli Stati Uniti come alleato privilegiato, ma saremo fautori di una apertura verso la Russia che ha consolidato negli ultimi anni il suo ruolo internazionale in varie crisi geopolitiche. Ci faremo promotori di un sistema di revisione delle sanzioni, a partire da quelle che rischiano di mortificare la società russa”: lo ha detto il premier Giuseppe Conte nel suo discorso programmatico in aula al Senato.
Il governo di Giuseppe Conte si presenta al Senato per la fiducia: in 80 minuti di discorso il premier ottiene una cinquantina di applausi da parte della maggioranza di Lega e Movimento Cinque stelle, incassando su certi temi anche il plauso di Fratelli d’Italia. L’opposizione, soprattutto il Pd, mugugna e protesta quando Conte invoca, appunto, “un’opposizione ferma ma costruttiva” ma condivide con la maggioranza due applausi: quello sulla fedeltà dell’Italia all’Alleanza atlantica e quello in ricordo del migrante ucciso due giorni fa in Calabria. Le parole del capo del governo rompono quello che il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, definisce un “silenzio vergognoso”. Per il resto i senatori dell’opposizione – Matteo Renzi in testa che ascolta dal suo scranno e anzi cerca di calmare, laddove necessario, gli animi – sono immobili davanti agli applausi e alla standing ovation che va in scena almeno in tre casi – quando Conte parla della lotta alla mafia, dell’introduzione dell’agente provocatore contro la corruzione e alla conclusione del suo discorso – e che accompagna e scandisce il lungo intervento del prof. Che come tale si comporta quando dagli scranni del Pd salgono proteste e mugugni davanti alla richiesta di un’opposizione costruttiva nell’interesse del buon funzionamento delle Camere: “Così non si afferma la centralità del Parlamento” bacchetta l'”avvocato degli italiani”. Ma anche la maggioranza va incontro a qualche richiamo da parte della presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che frena il coro “onestà, onestà” che sale a un certo punto dai banchi del Movimento Cinque stelle con un secco “non mi pare il caso”.