LEGGE ELETTORALE, NUOVI DECRETI SICUREZZA, CAMBI IL PATTO UE
L’aula della Camera ha approvato la FIDUCIA al Conte bis con 343 si’ e 263 no. Via libera dai gruppi di M5S, Pd e Leu, nonché dalle componenti del Misto +Europa-Centro Democratico e Civica Popolare-Ap-Psi-Area civica. “Questo progetto politico segna l’inizio di una nuova, risolutiva stagione riformatrice”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel suo discorso.
“Bene il presidente Conte e la fiducia alla Camera . Un altro passo in avanti per cambiare l’Italia e renderla più verde, giusta e competitiva”. La Camera ha appena votato la fiducia al governo giallorosso e Nicola Zingaretti affida a Twitter il suo commento. Il segretario dem segue il discorso programmatico del premier e la lunga giornata tra Parlamento e piazza dal suo studio al Nazareno. Il leader lascia trasparire soddisfazione, ma predica cautela: Ora al lavoro. Fondamentale per raggiungere l’obiettivo, è convinto, sarà il clima tra alleati. E non solo.Lo “spirito di squadra”, Dario Franceschini lo chiede innanzitutto ai ministri Dem. Il capodelegazione riunisce i suoi prima del discorso di Giuseppe Conte alla Camera e ribadisce la linea: il governo giallorosso sarà un governo “di coalizione, che lavora con spirito costruttivo: di collaborazione, non di contrapposizione”. Conte presenta alla Camera il nuovo esecutivo e parla di governo sobrio e non arrogante, che dara’ il via ad una ‘nuova stagione riformatrice, che confidiamo risolutiva’, e del cui programma il premier sara’ garante e primo responsabile. Nel programma, il taglio dei parlamentari ma anche una nuova legge elettorale e garanzie costituzionali; la revisione dei decreti sulla base delle osservazioni del Colle, una Legge di Bilancio che scongiuri l’aumento dell’Iva e tagli il cuneo fiscale, ma al contempo la richiesta all’Ue di un nuovo Patto di Stabilita’. Fra le altre sfide, il lavoro per giovani, donne e al sud, le misure per la scuola e la famiglia. Per le concessioni autostradali una ‘progressiva e inesorabile revisione’. Quanti ai rapporti con Bruxelles, il governo chiede di gestire la questione migranti con rigore e responsabilita’. ‘Un discorso progressista, oggi si chiude la stagione dell’odio’, commenta Franceschini, capo della delegazione Pd al governo.
No “a un Paese a due velocita’”, caratterizzato da un “aggravio del divario tra il Nord e il Sud”. E’ l’obiettivo che intende porsi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in Aula alla Camera. “E’ intenzione del Governo – ha spiegato il premier – completare il processo che possa condurre a un’autonomia differenziata giusta e cooperativa”, salvaguardando “il principio di coesione nazionale e di solidarieta’ e la tutela dell’unita’ giuridica ed economica”. Per Conte “occorre definire i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali e i fabbisogni standard” attraverso “l’istituzione di un fondo di perequazione”. L’obiettivo e’ non “creare un Paese a due velocita’, che aggravi il divario fra il Nord e il Sud”. “Lo sviluppo locale – ha insistito il premier – e’ un prezioso motore di crescita e sviluppo”. Da qui la necessita’ di “rivedere il testo unico per gli enti locali, introducendo un’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile delle citta’ e delle citta’ metropolitane”, di “attuare la legge per la valorizzazione dei piccoli comuni” e di “sopprimere gli enti inutili”.
Equilibrio, misura, sobrieta’ e rigore: sono questi i punti fermi del programma di governo, illustrato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte nell’Aula della Camera, che oggi dovra’ votare la fiducia al nuovo esecutivo. Prima di dare inizio alle sue comunicazioni, il premier ha ringraziato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ricordando che durante la fase di gestazione del nuovo governo con il suo “equilibrio” e la sua “saggezza” e’ stato un “riferimento imprescindibile per tutti”. “Il programma che mi accingo a illustrare – ha precisato Conte – non e’ un mero elenco di proposte eterogenee, ne’ una sommatoria dei programmi delle diverse forze politiche della maggioranza. Al contrario, e’ una sintesi programmatica, un progetto del paese a favore dei cittadini. Il progetto del governo ambisce a recuperare con umilta’, puntando sull’aiuto di tutti, un metodo di condotta politica che valorizzi equilibrio e misura, sobrieta’ e rigore affinche’ i cittadini possano guardarci con rinnovata fiducia”. Per Conte, questo progetto “segna l’inizio di una nuova, risolutiva stagione riformatrice”, di cui sara’ “garante” e “primo responsabile”. “Vogliamo volgerci alle spalle il frastuono dei proclami inutili e delle dichiarazioni bellicose e roboanti – ha promesso -. Io e tutti i miei ministri prendiamo il solenne impegno, oggi davanti a voi, a curare le parole, ad adoperare un lessico piu’ consono e piu’ rispettoso delle persone, della diversita’ delle idee. Ci impegniamo a essere pazienti anche nel linguaggio, misurandolo sull’esigenza della comprensione”. Insomma, “la lingua del governo sara’ una lingua mite, perche’ siamo consapevoli che la forza della nostra azione non si misurera’ con l’arroganza delle nostre parole”.
Conte si e’ poi soffermato sulla manovra. “Sono molte le sfide che ci attendono, a partire dalla prossima sessione di Bilancio – ha ricordato – che dovra’ indirizzare il paese verso una solida prospettiva di crescita e di sviluppo sostenibile, pur in un quadro macroeconomico internazionale caratterizzato da profonda incertezza. Siamo consapevoli che questa manovra sara’ impegnativa e la sfida piu’ rilevante, per quest’anno, sara’ evitare l’aumento automatico dell’Iva e avviare un alleggerimento del cuneo fiscale”. E per fare questo saranno necessari “un controllo rigoroso della qualita’ della spesa corrente, efficaci attivita’ di spending review e un attento riordino del sistema di tax expenditures nonche’ un’efficace strategia di contrasto all’evasione, da condurre con strumenti innovativi e un ampio ricorso alla digitalizzazione”. Tutto questo “tenendo conto dei vincoli di finanza pubblica e della sostenibilita’ del debito”.
Il nuovo governo, ha assicurato Conte, avra’ come faro i principi costituzionali e la sua azione ruotera’ intorno alle persone, nell’ambito di un “nuovo umanesimo”, che comprende anche una maggiore attenzione per il tema della disabilita’, di cui si occupera’ direttamente il premier mantenendo le delega. Il primo, immediato intervento sara’ sugli asili nido. “Rafforzare l’offerta e la qualita’ di un’educazione fin dal nido – ha sottolineato il premier – e’ un investimento strategico per il futuro della nostra societa’ perche’ combatte le diseguaglianze sociali, che purtroppo si manifestano sin nei primissimi anni di vita, e favorisce una piu’ completa integrazione delle donne nella nostra comunita’ di vita sociale e lavorativa. Questo governo, quale prima misura di intervento a favore delle famiglie con redditi bassi e medi, si adoperera’ con le Regioni per azzerare totalmente le rette per la frequenza di asili nido e micro nidi a partire dall’anno scolastico 2020-2021 e per ampliare, contestualmente, l’offerta dei posti disponibili, soprattutto nel Mezzogiorno”. Per quanto riguarda sempre la scuola, per Conte e’ fondamentale “contrastare il precariato, attraverso lo strumento di concorsi ordinari e straordinari”. Inoltre, per assicurare l’effettivita’ del diritto allo studio, saranno valutate “misure a sostegno delle famiglie meno abbienti, soprattutto nell’ottica di un innalzamento dell’obbligo scolastico”. Un’altra sfida del nuovo esecutivo sara’ quella di “aumentare il lavoro” per le donne e per il Sud con azione coordinata sul piano interno e su quello europeo e di dar vita a “una legge sulla rappresentanza sindacale”.
Il presidente del Consiglio ha toccato poi il tema delle concessioni. “Renderemo piu’ efficiente e razionale il sistema delle concessioni dei beni e dei servizi pubblici, operando una progressiva ma inesorabile revisione di tutto il sistema – ha affermato -. Quanto al procedimento in tema di concessioni autostradali avviato a seguito del crollo del ponte Morandi, voglio chiarire che questo governo portera’ a completamento il procedimento senza nessuno sconto per gli interessi privati, avendo quale obiettivo esclusivo la tutela dell’interesse pubblico e con esso la memoria delle 43 vittime”. Allo stesso tempo, ci sara’ lo stop a nuove trivellazioni, attraverso una normativa che “non consenta piu’ il rilascio di nuove concessioni per l’estrazione di idrocarburi”. Il discorso si e’ poi spostato sulle zone terremotate. “Desidero ripetere in questa Aula che la ricostruzione sara’ una questione prioritaria di questo governo – ha promesso Conte – . E’ un impegno che e’ stato e sara’ sempre molto serio. E Il mio primo impegno pubblico in Italia sara’ proprio la visita in alcuni comuni colpiti dal sisma”. Un altro capitolo importante del programma del Conte bis e’ quello relativo alle imprese e al fisco. “L’azione di rilancio degli investimenti passa necessariamente dall’abbattimento del divario fra Nord e Sud del paese – ha ricordato il premier -. A questo scopo, occorre rilanciare un piano straordinario di investimenti per il Mezzogiorno, anche attraverso la istituzione di una banca pubblica per gli investimenti, che aiuti le imprese e dia impulso all’accumulazione di capitale fisico, umano, sociale e naturale del Sud”. Per quanto riguarda, invece, le imprese e il loro sviluppo in Italia e all’estero, Conte ha precisato: “La crescita patrimoniale e dimensionale delle nostre aziende dovra’ essere incoraggiata anche attraverso un’attenta politica fiscale, evitando che quest’ultima diventi disincentivante nei confronti delle imprese che assumono dimensioni piu’ consistenti”. Conte ha poi auspicato una “riforma fiscale che contempli la semplificazione della disciplina e una piu’ efficace alleanza tra contribuenti e amministrazione finanziaria”, con l’obiettivo di alleggerire “la pressione fiscale, nel rispetto dei vincoli di equilibrio del quadro di finanza pubblica”. Questo governo, ha garantito, “perseguira’ una strategia molto chiara: tutti devono pagare le tasse, ma proprio tutti, questo affinche’ tutti possano pagare meno”. Inoltre, secondo il premier, occorrera’ “anche migliorare il Patto di stabilita’ e di crescita e la sua applicazione, per semplificarne le regole e sostenere gli investimenti a partire da quelli legati alla sostenibilita’ ambientale e sociale”.
Tra le prossime tappe del Conte bis ci sono poi la legge sul taglio dei parlamentari e la riforma della legge elettorale. Quanto poi al tema dell’autonomia, Conte ha ribadito che “e’ intenzione del governo completare il processo”, purche’ “salvaguardi il principio di coesione nazionale e di solidarieta’ e la tutela dell’unita’ giuridica ed economica”. E sulla Capitale ha aggiunto che il suo Statuto “dovra’ essere profondamene riformato, perche’ sia piu’ aderente al ruolo che la citta’ riveste, anche in quanto sede delle massime istituzioni della Repubblica”. Il nuovo governo intende andare avanti anche con la riforma del Csm, per ridurre tempi della giustizia e rivedere il metodo di elezione dei membri del consiglio. Sulla politica estera Conte ha spiegato: “Ritengo che l’Italia debba proseguire lungo i tre assi fondamentali che storia, geografia e tradizione politico-culturale ci impongono. Senza con questo perdere di vista le opportunita’ e le sfide offerte dai nuovi assetti internazionali. Tali assi, oltre alla nostra responsabilita’ di Stato membro della Unione europea, sono, come e’ noto, le relazioni transatlantiche, con il corollario della nostra appartenenza alla Nato e l’imprescindibile legame con gli Stati Uniti e la stabilizzazione e lo sviluppo del Mediterraneo allargato”. In materia di immigrazione, invece, ha sottolineato che “non possiamo piu’ prescindere da un’effettiva solidarieta’ tra gli Stati membri dell’Unione europea. Questa solidarieta’ finora e’ stata annunciata, ma non ancora realizzata”. A questo proposito, il presidente del Consiglio ha confermato che verranno rivisti i decreti sicurezza “alla luce delle osservazioni critiche formulate dal presidente della Repubblica”.
Massima attenzione poi all’Africa. “Il mio personale impegno non intende certamente fermarsi alla sponda sud del Mediterraneo – ha detto -. Intendo infatti continuare a porre massima attenzione all’Africa, sia rafforzando ulteriormente il dialogo ai piu’ alti livelli, sia facendomi interprete in Europa del ruolo positivo che questo continente deve poter svolgere nelle dinamiche internazionali”. L’impegno profuso nella stabilizzazione della Libia, per Conte conferma poi “quanto sia prioritaria l’area del Mediterraneo allargato per la politica estera dell’Italia”. Il governo intende anche “continuare a sviluppare i rapporti con i grandi attori globali, come India, Russia e Cina, e con le aree di maggiore interesse per il nostro sistema produttivo, come il sud-est asiatico”. L’Italia poi puntera’ a rilanciare la sua “azione nei Balcani all’altezza del tradizionale ruolo nella regione e delle sfide e opportunita’ che da essa nascono”. Infine, Conte ha fatto un appello alle forze politiche affinche’ il “confronto sui temi, sulle proposte, sugli indirizzi da perseguire si svolga sempre nelle sedi istituzionali, nelle Aule parlamentari, nelle commissioni, nei Consigli dei ministri” e non sui social. I cittadini “richiedono alle istituzioni coraggio e alle forze politiche di mettere da parte nuovi egoismi e vecchi rancori, di proiettare lo sguardo in avanti”, ha concluso.
E’ durato un’ora e 25 minuti il discorso programmatico che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha pronunciato nell’Aula della Camera in piedi tra i ministri dell’Interno, Luciana Lamorgese, e degli Esteri, Luigi Di Maio. Le sue parole sono state piu’ volte sovrastate da applausi di M5s, Pd e Leu e contestate dall’opposizione. Circa una cinquantina di volte in tutto. I temi che hanno scaldato maggiormente gli animi dei deputati e hanno mostrato in maniera evidente la nuova composizione della maggioranza dell’Assemblea di Montecitorio sono stati: riforma fiscale e lotta all’evasione, taglio del cuneo fiscale. Brusii, pugni sui banchi e cori da stadio (al grido di “elezioni-elezioni”, “poltrone-poltrone”, “Bibbiano-Bibbiano”) hanno interrotto piu’ volte il premier e ha costretto all’intervento il presidente della Camera, Roberto Fico, che ha richiamato i deputati all’ordine: “Dobbiamo far concludere il presidente del Consiglio. Rispettiamo il luogo in cui siamo. E’ la democrazia parlamentare”. Quando Conte ha rivolto un saluto e un ringraziamento al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, Lega e FdI non hanno applaudito al contrario di Pd, M5S e Leu, e di qualche deputato di Forza Italia. Brusio polemico in Aula, dai banchi della Lega in particolar modo, quando il presidente del Consiglio ha detto che con l’istituzione del nuovo ministero per l’Innovazione si vuole “portare l’Italia a essere una smart nation”.
Apprezzati, dalla nuova maggioranza, gli interventi su riforma fiscale e lotta all’evasione, infortuni sul lavoro, riduzione del cuneo fiscale, politiche su scuola, famiglia, sanita’, e quelle attive di genere, nonche’ quelle riguardanti i giovani. Sono riecheggiati forte e chiaro i fischi rivolti dai banchi di FdI e Lega che hanno intonato un coro “Ursula- Ursula” quando Conte parla di “Patria prima di tutto” e dice “no alle pressioni di poteri economici”. Non sono stati unanimi gli apprezzamenti dai banchi di Montecitorio al passaggio del premier su migranti e sulla necessita’ dell’integrazione. Pd e Leu hanno applaudito, meno convinti quelli del M5s e forte contestazioni in particolare di Lega e FdI. Accolgono con favore i deputati pentastellati i passaggi del discorso del premier Conte su: revisione delle concessioni autostradali “senza sconti”, no alle trivellazioni, acqua pubblica, valorizzazione dell’economia circolare e innovazione. Standing ovation della maggioranza, in Aula alla Camera, quando il premier definisce “ignobili” gli attacchi rivolti ai due ministri Teresa Bellanova e Paola De Micheli. Anche da parte di qualche deputato del centrodestra ci sono stati degli applausi.