IL PREMIER: “POSTA IN GIOCO E’ TENUTA ECONOMIA E COESIONE SOCIALE”
Informativa del premier: “Con l’Unione Europea trattativa in corso sui fondi per la ripresa, il Parlamento si esprimera’ a luglio prima della riunione decisiva”. Gualtieri rilancia il Mes: “A negoziato chiuso, decideremo se utilizzarlo”. Meloni: la maggioranza scappa dal voto in Parlamento. Salvini: “Il governo se ne frega delle nostre proposte”.
“Vi confermo che il governo vuole farsi trovare pronto all’appuntamento con gli strumenti di finanziamento europeo e già in questi giorni ha avviato un’ampia consultazione con tutte le forze politiche, produttive, sociali e culturali del Paese per elaborare un piano di rilancio da cui potrà essere successivamente ricavare il più specifico Recovery Plan che l’Italia presenterà in adesione al programma Next Generation Eu il prossimo settembre in particolare”. Così il premier Giuseppe Conte, nell’informativa alla Camera in vista del Consiglio Ue del 19 giugno.
“La nostra posizione e’ che non ci si discosti dalla proposta della Commissione, quanto al volume e alla composizione ad ampia prevalenza di ‘grants’ e che rimanga fermo il principio di un finanziamento straordinario e a lungo termine tramite debito comune europeo”. Cosi’ sul piano ‘Next generation Eu’, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nell’Aula della Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. E, ha ribadito, “l’accordo dovra’ giungere in tempi rapidi, per consentire, dopo le necessarie approvazioni al Parlamento europeo e ai Parlamenti nazionali, un celere avvio dell’attuazione di ‘Next Generation Eu’ e del prossimo Quadro finanziario pluriennale”.
“Non possiamo permetterci di riprodurre la liturgia delle decisioni dei consigli europei che sulle questioni di bilancio, necessitano di lunghi negoziati che sfociano quasi sempre in compromessi al ribasso. Non lo meritano le decine di migliaia di vittime del Covid-19, non lo meritano le famiglie, giovani e imprese che ne stanno affrontando le conseguenze sociali ed economiche. Per questa ragione tutti gli Stati membri sono chiamati a una decisione di elevato profilo”, ha detto il premier.
Conte ha poi concluso: “La posta in gioco sul piano europeo e’ la tenuta dell’economia e della coesione sociale dell’Unione, e’ il funzionamento stesso del mercato unico che e’ uno dei cardini dell’Europa unita, la possibilita’ di rendere le economie resilienti di fronte a future e analoghe crisi a cominciare da una seconda ondata del Covid-19 che siamo tutti impegnati a contenere e prevenire forti dell’esperienza gia’ maturata”.
L’opposizione non risponde all’appello per la coesione lanciato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel corso dell’informativa in Parlamento in vista del Consiglio Europeo di venerdi’. La Lega lascia l’aula di Camera e Senato, al termine degli interventi del capogruppo Riccardo Molinari e del leader Matteo Salvini, Fratelli d’Italia diserta dall’inizio, resta solo un rappresentante del gruppo per l’intervento di replica, mentre Forza Italia rimane tra i banchi per tutto il dibattito. La polemica nasce dall’impossibilita’ di votare su un appuntamento cosi’ importante per il Paese. Con il voto del Parlamento, infatti, per le opposizioni, il Premier avrebbe incontrato i partner europei con un forte mandato dell’Italia. Per il capogruppo di Fdi alla Camera, Francesco Lollobrigida: “Il Parlamento e’ il luogo delle scelte, non delle informative di quel che viene deciso altrove, le scelte si fanno attraverso un voto chiaro e trasparente. Abbiamo contestato la fuga della maggioranza che ha imposto di evitare il voto perche’ non ha trovato un accordo sulla politica europea”. A rimarcare il concetto e’ stata anche Giorgia Meloni, leader del partito. “La maggioranza scappa dal voto in Parlamento – ha detto – per non dare a Conte un mandato chiaro durante il Consiglio Europeo. Vogliono fare il gioco delle tre carte per non assumersi la responsabilita’ delle loro scelte”.
Sulle scelte delle opposizioni, duro e’ stato il commento della maggioranza. per Maria Elena Boschi, Italia Viva: “Decidere di non partecipare ai lavori e’ inspiegabile” mentre per il senatore del Partito Democratico, Andrea Marcucci “Serve unita’, sbaglia chi si sottrae al confronto, chi rinuncia a dare il proprio controbito anche in dissonanza con maggioranza e Governo”. Il Movimento Cinque Stelle, con il portavoce alla Camera Filippo Scerra ha accusato Salvini e Meloni di “Sperare nel fallimento del Paese, un’opposizione che non e’ all’altezza di questo tragico momento”. Di Europa ha parlato dall’aula di Palazzo Madama, anche il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, riconoscendo che “In questo scenario drammatico, l’Europa ha battuto un colpo. Quello su Mes si’ o no – ha detto – e’ un dibattito piccolo, quello vero e’ sul ruolo dell’Europa nei prossimi dieci anni. La pandemia – ha concluso Renzi – e’ stata una prova drammatica, la prossima crisi globale sara’ legata alla cyber security. Questi temi vedono un’Europa protagonista? Il mondo dei prossimi anni e’ un mondo di innovazione, di robotica”. (