Sulla crisi M5s il premier assicura: la miglior cosa lavorare fino all’ultimo giorno per gli interessi degli italiani. Piano da 330 milioni in 3 anni contro la Xylella, “andava estirpata prima”. Poi presenzia a firma accordo Eni-Cnr per 4 laboratori nel sud per lo sviluppo sostenibile.
“Io personalmente ho detto che non ho la prospettiva di lavorare per una nuova esperienza di governo. La mia esperienza di governo termina con questa”. Lo ha affermato il premier Giuseppe Conte, parlando con la stampa a Lecce, a margine della firma dell’accordo per sostenere la ricerca in Puglia fra l’ad Eni Claudio De Scalzi, il presidente del Cnr Massimo Inguscio e il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.
Conte ha invitato la sua maggioranza a lavorare insieme e concentrarsi tutti insieme per dare prova di buongoverno..”Non esiste per me – ha sottolineato rispondendo sulla crisi di consenso M5s attestata dalle ultime elezioni Regionali e dai sondaggi in vista delle elezioni europee di maggio – una strategia per salvare il Movimento. Ora stiamo parlando di sondaggi e i sondaggi di oggi potrebbero non essere quelli di domani o di dopodomani. La cosa migliore è che io personalmente, come tutti gli esponenti del Movimento 5 Stelle ma anche ovviamente gli esponenti della Lega, ora lavoriamo insieme per gli italiani. In questo momento abbiamo una grande chance: noi siamo al governo. E quello che dobbiamo fare è lavorare incessantemente senza sosta con la massima concentrazione per individuare l’interesse degli italiani”.
Nel sottolineare l’importanza dell’accordo siglato a Lecce con Cnr ed Eni, il premier ha evidenziato come “questo Governo continuerà a battere sul tema della ricerca, che deve essere un pilastro del nostro Paese”. “Siamo consapevoli – ha riconosciuto il premier sugli sviluppi della vicenda Ilva – che il problema salute ancora non è risolto” ma “il ministro Luigi Di Maio ha svolto un grande lavoro e me ne sono complimentato personalmente con lui”. Ribadendo anche, quanto invece al Tap, che “se l’annullamento sarà possibile lo faremo: valuteremo se c’è la possibilità di fermare il protocollo”.
Inoltre, sulla devastazione causata dall’epidemia di Xylella, “ho innanzitutto ascoltato gli olivicoltori che ho incontrato: le loro istanze che già conoscevamo”. Ed “è uno scandalo – ha denunciato il premier- che si è ingigantito perchè noi stiamo parlando non di una pianta ma dell’immagine storico-culturale di queste comunità. L’ulivo identifica tutta quest’area”.