DA DOMANI POMERIGGIO AL VIA LE CONSULTAZIONI
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Avv. Giuseppe Conte, il quale ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto. Il Presidente della Repubblica – annuncia la nota ufficiale del Quirinale – si e’ riservato di decidere e ha invitato il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti. Le consultazioni avranno inizio nel pomeriggio di domani, mercoledi’ 27 gennaio. Il calendario delle consultazioni sara’ reso noto attraverso l’Ufficio Stampa.
Alle 12 il capo dell’esecutivo e’ salito al Quirinale per un colloquio con Sergio Mattarella durato mezz’ora. La crisi dunque e’ formalmente aperta e passa nelle mani del Presidente della Repubblica che avviera’ domani pomeriggio le consultazioni. Poco prima del passo indietro ufficiale, Conte ha riunito a palazzo Chigi il Consiglio dei ministri. Nel corso dell’incontro il premier ha ringraziato uno ad uno i suoi ministri, ricevendo dai capi delegazione della maggioranza Pd, M5s e Leu “sostegno e compattezza”. “Pensiamo a questa maggioranza anche in prospettiva – ha sottolineato nel corso del Cdm Dario Franceschini – come un’area di forze riformiste alleate non solo temporaneamente”. Gli ha fatto eco Alfonso Bonafede ribadendo: “E’ il momento di confermare la compattezza attorno a Conte”. L’obiettivo del premier dimissionario e’ ora quello di allargare la maggioranza in modo da poter dare vita ad un Conte Ter. E proprio in questa prospettiva, il Pd sottolinea come non sia il momento dei veti “Nessuno puo’ metterli”, dice Deborah Serracchiani al Tg1, “prendiamo atto che lo stesso Renzi ha detto che non debbano esserci veti su Conte“.
Il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, ha commentato sul suo profilo Facebook le dimissioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, definendo la crisi di governo “senza alcun senso”. “Rendiamoci conto di cio’ che sta succedendo in Italia. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha appena rassegnato le dimissioni per via di una crisi di governo senza alcun senso, mentre stiamo lottando contro i colossi farmaceutici che ci hanno bloccato le forniture di vaccini. Dovrebbe esserci un governo solido che fa sentire la propria voce e invece siamo alle prese con una inspiegabile fase di incertezza. E intanto il virus avanza, con medici e infermieri impegnati in prima linea per salvare vite umane”, ha dichiarato Di Maio. “Gli effetti di questa pandemia sono devastanti, anche e soprattutto per la nostra economia. Ogni ora persa mette a rischio le nostre imprese. Commercianti, ristoratori, titolari di partite IVA mi stanno scrivendo per sapere dove sono i ristori per fronteggiare i cali di fatturato. Ma con un governo dimissionario sara’ tutto piu’ lento e difficile”, ha osservato il responsabile della Farnesina. “La vera crisi da affrontare a viso aperto e’ quella degli italiani e finche’ saremo in carica ce la metteremo tutta. L’Italia deve reagire in fretta. E’ il momento della verita’, in queste ore capiremo chi difende e ama la Nazione e chi invece pensa solo al proprio tornaconto”, ha dichiarato Di Maio. “Il Movimento cinque stelle rimane il baricentro del Paese e insieme al presidente Giuseppe Conte offriremo il nostro contributo per la stabilita’. Questo e’ il nostro impegno, a questo fine stiamo lavorando”, ha concluso.
Sessantasei governi in 74 anni. Il primo record, tutto italiano, sta in questi due numeri. Il governo Conte II è stato, appunto, il sessantaseiesimo governo della Repubblica italiana e il secondo della XVIII legislatura. In carica dal 5 settembre 2019, Giuseppe Conte al suo secondo mandato ha guidato Palazzo Chigi per 509 giorni fino ad oggi, quando si è dimesso al Quirinale. Come da prassi il governo resta in carica per il disbrigo degli affari correnti fino al giuramento di un nuovo esecutivo. Ma “l’avvocato del popolo” ha già diversi record all’attivo: dopo quello di essere stato chiamato due volte, nel 2018, a distanza di otto giorni, per ricevere dal capo dello Stato l’incarico di formare un esecutivo, quello di aver guidato due esecutivi con due maggioranze, per alcuni versi opposte, nell’ambito della stessa legislatura e, infine, se ottenesse un terzo incarico entrerebbe nell’albo d’oro, al settimo posto, dei premier con il maggior numero di incarichi. Il Conte I, che vedeva l’alleanza tra Movimento Cinquestelle e Lega, è durato 461 giorni, dal 1° giugno 2018 al 5 settembre 2019. Ma i due governi più longevi portano il nome di Silvio Berlusconi che ha stabilito il record di oltre 1.400 giorni in carica come presidente del Consiglio. L’esecutivo più duraturo per giorni in carica – che vengono calcolati dal giorno del giuramento al Colle fino al momento in cui non c’è un nuovo governo che assuma la funzione esecutiva – resta il Berlusconi II con all’attivo 1.412 giorni, dall’11 giugno 2001 fino al 23 aprile 2005. Subito dopo il Berlusconi IV con 1.287 giorni, dall’8 maggio 2008 al 16 novembre 2011. Mentre al terzo posto, con 1.093 giorni, il governo Craxi I, che fu in carica per circa tre anni tra il 1983 e il 1986. Il governo Renzi è stato il più duraturo degli anni recenti e si piazza al quarto posto, con 1.024 giorni, dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016. Tutti gli altri governi sono sotto la soglia dei mille giorni, a cominciare dal governo Prodi I, con 886 giorni, dal 18 maggio 1996 al 21 ottobre 1998. Se Conte ricevesse l’incarico dal presidente della Repubblica di sondare l’esistenza di una maggioranza in Parlamento che possa appoggiare un suo nuovo governo e riuscisse a trovarla, taglierebbe il traguardo di essere alla guida di un governo per la terza volta nell’ambito di una stessa legislatura. Ma la novità vera sta nella diversa composizione della maggioranza che lo sostiene tra un governo e l’altro, con un vero e proprio valzer di partiti diversi. Unica costante, il Movimento Cinquestelle che l’ha espresso per Palazzo Chigi. Non c’è da dimenticare, infatti, che nella IV legislatura, fra il 1963 e il 1968, ci furono ben tre governi Moro e un governo guidato da Leone, ma si trattava sempre di democristiani. La settima legislatura poi, tra il 1976 e il 1979, sarà tutta guidata dai governi Andreotti, bis di governi nella stessa legislatura anche per Moro, Craxi e D’Alema. I premier che hanno guidato un maggior numero di governi, sette, sono Alcide De Gasperi e Giulio Andreotti, seguiti da Amintore Fanfani, sei volte presidente del Consiglio, e da Aldo Moro, cinque volte a Palazzo Chigi. Subito dopo Moro, Silvio Berlusconi quattro volte alla guida del governo nell’arco di quasi venti anni, dalla prima volta nel 1994 fino all’ultima nel 2011. Tre volte premier solo Mariano Rumor e, se nascerà il Conte ter, Giuseppe Conte. ‘Solo’ due mandati a Palazzo Chigi per Segni, Spadolini, Cossiga, Craxi, D’Alema, Prodi.