Pence avverte la Corea del Nord: difenderemo i nostri alleati in Asia, “la spada resta pronta”. E’ previsto intanto tra il 25 e il 28 aprile l’arrivo della ‘armada’ Usa nella parte sudcoreana del mar del Giappone: Seul e Washington stanno discutendo l’ipotesi di tenere un ciclo dimostrativo di manovre congiunte.
Continua la guerra di parole tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti. E’ la Corea del Nord ad alzare la posta, affermando che continuera’ regolarmente i suoi test missilistici e – attraverso l’ambasciatore di Pyongyang all’Onu, Kim In Ryong – mette in guardia che ”una guerra nucleare potrebbe scoppiare da un momento all’altro nella penisola coreana”. Mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ribadisce di sperare in una soluzione pacifica ma ammonisce: ”Devono comportarsi bene”.
La Corea del Nord ha minacciato di compiere test missilistici “ogni settimana”, nelle stesse ore in cui il vice presidente degli Stati uniti Mike Pence è impegnato in una visita in Giappone per rafforzare la cooperazione sulla sicurezza di fronte ai rischi del programma di armamento atomico di Pyongyang. Il vice ministro degli Esteri Han Song-Ryol ha detto che il programma atomico nordcoreano può solo subire un’escalation. “Condurremo ulteriori test missilistici su base settimanale, mensile e annuale”, ha detto Han in un’intervista alla Bbc, minacciando “guerra totale” se gli Stati Uniti decideranno di prendere iniziative contro Pyongyang.
L’amministrazione del presidente Usa, Donald Trump, ha optato per la linea dura contro la Corea del Nord. Dopo il test balistico fallito dello scorso fine settimana, il vicepresidente Usa Mike Pence, che ha trascorso il giorno di Pasqua tra le truppe statunitensi in Corea del Sud, ha avvertito che “l’era della pazienza strategica e’ finita”, ed ha ribadito che Washington e’ pronta a ricorrere alla forza per risolvere la crisi con Pyongyang. “La Corea del Nord farebbe bene a non mettere alla prova la nostra determinazione e la forza delle Forze armate statunitensi in questa regione”, ha detto Pence. Dal regime nordcoreano sono giunte parole ancora piu’ dure: il vice-ambasciatore nordcoreano all’Onu, Kim In Ryong, ha accusato gli Usa di aver gettato la Penisola coreano sull’orlo di una crisi, ed ha avvertito che una “guerra termonucleare”, ha avvertito Pyongyang, potrebbe scoppiare in qualunque momento.
Il presidente Usa, Donald Trump, ha messo in guardia il dittatore nordcoreano Kim Jong-un: “Fara’ meglio a darsi una regolata”, ha detto Trump ieri, tornando a criticare i suoi predecessori per aver lasciato mano libera a Pyongyang nello sviluppo dei suoi programmi balistico e nucleare. Al di la’ della retorica, sottolineano pero’ i principali quotidiani statunitensi, la Casa Bianca spera ancora di poter risolvere la crisi con la mediazione della Cina, secondo un copione non troppo dissimile da quello della precedente amministrazione presidenziale Obama. Il vicepresidente Pence ha dichiarato che gli Usa auspicano di risolvere le tensioni “attraverso metodi pacifici, tramite i negoziati”. Secondo Victor Cha, esperto di studi asiatici presso la Georgetown University, la politica estera dell’amministrazione Trump si conferma un mix di “imprevedibilita’ e decisionismo”. “Non credo che vedremo questo presidente tracciare linee rosse sulla sabbia, ma credo che l’azione che ha intrapreso in Siria (il bombardamento della base aerea da cui sarebbe partito l’attacco aereo di Idlib, ndr) dimostri che quando appropriato, il presidente sa intraprendere azioni decise”, ha commentato invece il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer. Susan Thornton, assistente del segretario di Stato Usa per gli affari nell’Asia Orientale e nel Pacifico, ha dichiarato ieri che il presidente Trump “ha messo in chiaro con la Cina che dovrebbe considerare la Corea del Nord un peso, e non un asset, e che Pyongyang rappresenta una minaccia globale urgente che andrebbe affrontata da qualsiasi paese aspiri alla pace; primo tra tutti la Cina, data la sua influenza”.