MINISTERO VALUTA QUARANTENA PER CHI RIENTRA
Il ministro: abbiamo allestito da alcuni giorni una task force dedicata. Lufthansa, Air France e British Arways bloccano i voli per la Cina, al via domani il rientro degli italiani, che saranno sottoposti a sorveglianza sanitaria. I dati ufficiali parlano di 6.000 contagiati, piu’ della Sars. Ma per l’Iss il numero e’ piu’ alto. Morte 132 persone. Xi: “Situazione cupa e complicata”. Toyota ferma la produzione fino al 9 febbraio, stop di Starbucks a oltre 2.000 negozi.
Il ministro della Salute, Roberto Speranza, spiega che “ci sono ancora voli che dall’Italia vanno in Cina, ma li sconsigliamo se non strettamente necessari”.Ad ogni modo, è bene non lasciarsi travolgere dalla psicosi. “È evidente che non si può stare tranquilli, la situazione è molto seria e non può essere sottovalutata”, invita Speranza, che tiene una informativa urgente nell’Aula del Senato e della Camera sulla diffusione dell’epidemia. “Abbiamo istituito una task force attiva 24 ore su 24 al ministero. Il livello di attenzione va tenuto altissimo, però – aggiunge – non bisogna spargere allarmismo”. Resta un’incognita, oltre alla questione trasporti, la ricaduta del virus sul turismo. “Non abbiamo ancora dei numeri, immagino che ci saranno problemi nei due flussi. Stiamo aspettando l’evoluzione”, ammette il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini.
Si comincia ad avvertire l’impatto sull’economia: la previsione e’ di una crescita sotto il 5% nel primo trimestre. “Il nuovo coronavirus in Cina crea incertezza per le prospettive di crescita dell’economia globale, anche se parte dei rischi collegati alle tensioni commerciali sono diminuiti”, ha ddeto il capo della Fede, Jeorme Powell. Le ultime ore sono state segnate dai rimpatri dei non cinesi, e dalle decisioni con cui le grandi compagni aeree hanno lasciato a terra alcuni voli da e per Wuhan e , in alcuni casi, per altre rotte come Shangai: British Airways, Klm, Lufthansa, Air France, Iberia.Gli europei che hanno chiesto di essere rimpatriati sono circa 600: una volta tornati, saranno messi in quarantena fin quando non sara’ accertata l’assenza di sintomi del virus. E’ il caso, anche, di 60 italiani, al cui rientro lavora il governo e che potrebbe avvenire nelle prossime 48/72 ore. La quaranena “sara’ limitata ad un quindicina di giorni, che e’ il periodo d’incubazione del virus”, ha annunciato il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri (M5s). Dove? Non in un atollo del Pacifico centrale, come fa il governo australiano, ma, ha fatto sapere il ministero della salute, presso gli ospedali che sono i centri di riferimento regionale per le malattie infettive. Nei casi piu’ gravi, qualora servissero cure particolari, si puo’ essere portati all’ospedale Sacco di Milano o allo Spallanzani a Roma, i due centri nazionali di riferimento. In Italia non vi sono casi, dopo che quello di Napoli e’ risultato negativo. “In Italia abbiamo i controlli piu’ alti. Ho chiesto una riunione internazionale di tutti i ministri della Salute della Ue per capire come affrontare la situazione”, ha affermato il ministro della Salute, Roberto Speranza. “La situazione – ha aggiunto – e’ molto seria e non va sottovaluta, abbiamo allestito da alcuni giorni una task force dedicata, ma non va sparso allarmismo, stiamo parlando al momento di 9 casi di contagio in tutta Europa. Vorrei che anche gli altri Paesi Ue facessero altrettanto e ci coordinassimo tutti quanti”. E’ corsa contro il tempo per la realizzazione di un vaccino. Ci provano, tra gli altri, Stati Uniti e, congiuntamente, Russia e Cina. “Spero di sbagliarmi ma non credo che possa essere pronto entro un anno o comunque molti mesi. Ho la sensazione che questa epidemia dovremo affrontarla con quello che abbiamo. Non abbiamo farmaci, non abbiamo vaccini, ma abbiamo la possibilita’ di fare diagnosi e noi in Europa dobbiamo mettere tutto il nostro impegno nell’ostacolare la diffusione”, ha spiegato il virologo Roberto Burioni. “Se una malattia – ha aggiunto – ha il 3% di mortalita’ ed e’ molto diffusa e’ una catastrofe. La Spagnola nel 1918 ha avuto il 2% di mortalita’. Ai seimila casi diagnosticati bisognerebbe aggiungere come minimo uno zero”.