Il presidente della Repubblica: “No a incertezza ed esitazione, la scelta e’ tra la volonta’ popolare e la violenza della forza. La situazione e’ rilevante anche per l’Italia”. Intanto è scaduto l’ultimatum a Maduro e l’Europa si schiera con Guaido’. Diciannove Paesi dell’Ue hanno pubblicato una dichiarazione congiunta confermando il riconoscimento di Juan Guaido’ presidente a interim del Venezuela. I Paesi firmatari sono: Gran Bretagna, Spagna, Portogallo, Germania, Danimarca, Olanda, Francia, Ungheria, Austria, Finlandia, Belgio, Lussemburgo, Repubblica ceca, Lettonia, Lituania, Estonia, Polonia, Svezia e Croazia. Tra quelli che mancano c’e’ anche l’Italia. Il Pd e FI sollecitano il governo: si allinei. Per la Lega il dittatore deve andarsene subito, elezioni al piu’ presto.
Solo nella tarda serata di ieri la Presidenza del Consiglio ha diffuso una nota nella quale si legge: “L’Italia appoggia il desiderio del popolo venezuelano di giungere in tempi più rapidi a nuove elezioni presidenziali libere e trasparenti, attraverso un percorso pacifico e democratico, nel rispetto del principio di autodeterminazione”. “È urgente – prosegue la nota – intervenire subito per alleviare le sofferenze materiali della popolazione e per consentire l’immediato accesso agli aiuti umanitari. Va inoltre garantita la sicurezza dei cittadini astenendosi da ogni forma di violenza e va garantita la libera e pacifica manifestazione del dissenso e della protesta, senza alcuna forma di coercizione”. “L’Italia – conclude la nota – parteciperà attivamente ai lavori del Gruppo di contatto internazionale, attraverso il suo ministro degli Esteri, a partire dalla prima riunione fissata per il 7 febbraio a Montevideo”.
“Oltre due milioni di venezuelani sono fuggiti dal proprio Paese trovando asilo provvisorio nei Paesi intorno al Venezuela. L’America Latina, con gli accordi di Quito, ha messo in campo un’azione solidale, concertata, fra i Paesi dell’America Latina. È una scelta di grande importanza, un’iniziativa significativa che è anche un richiamo e un insegnamento per l’Europa, per Unione Europea che non è ancora riuscita a elaborare un approccio e un programma comune per un fenomeno che è globale”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Quella del Venezuela è una condizione particolarmente rilevante anche per l’Italia perché il legame tra Italia e Venezuela è strettissimo, per i tanti italiani che vivono in Venezuela e per i tanti venezuelani di origine italiana”. Secondo il Capo dello Stato “questa condizione ci richiede senso di responsabilità e chiarezza su una linea condivisa con tutti i nostri alleati e tutti i nostri partner dell’Unione europea. D’altronde nella scelta che si propone non vi può essere né incertezza né esitazione: la scelta tra volontà popolare e richiesta di autentica democrazia da un lato, e dall’altro la violenza della forza e le sofferenze della popolazione civile”.
I principali paesi dell’Unione Europea hanno riconosciuto la legittimità di Juan Guaidò, il presidente dell’Assemblea nazionale del Venezuela che lo scorso 23 gennaio si era autoproclamato leader del paese sudamericano a scapito del presidente Nicolas Maduro. Guaidò aveva da subito ottenuto il riconoscimento degli Stati Uniti, mentre l’Europa aveva chiesto a Maduro di convocare entro una settimana delle elezioni democratiche: l’ultimatum però è ormai scaduto. Il premier spagnolo Pedro Sanchez in una conferenza stampa ha detto: “Guaidó deve convocare il prima possibile elezioni libere perché il popolo del Venezuela deve poter decidere del proprio futuro. La comunità internazionale dovrà rispettare il risultato e verificare questo processo. Promuoveremo all’Unione Europea e alle Nazioni Unite un piano di aiuti umanitari per affrontare con urgenza la grave situazione del Venezuela”. Subito dopo il ministro degli Esteri britannico Jeremy Hunt ha aggiunto: “Maduro non ha convocato le elezioni presidenziali entro gli 8 giorni che avevamo stabilito. Così il Regno Unito insieme agli alleati europei riconosce adesso Guaidò come presidente costituzionale ad interim fino allo svolgimento di elezioni credibili. Speriamo che questo possa porre fine al più presto alla crisi umanitaria in atto”. Il presidente francese Emmanuel Macron ha spiegato: “I venezuelani hanno il diritto di esprimersi liberamente e democraticamente. La Francia riconosce Guaidò come presidente in carica per mettere in atto un processo elettorale. Sosteniamo il gruppo di contatto, creato con l’Unione Europea, durante questo periodo di transizione”.
Nicolas Maduro risponde duramente: “La stessa oligarchia che ha messo in atto il colpo di Stato nel 2002 oggi pretende di consegnare la patria all’imperialismo nordamericano. Continuano a sottostimare la forza e la determinazione del popolo bolivariano: li sconfiggeremo”. L’Italia ufficialmente non ha espresso una posizione, ma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato che “quella del Venezuela è una condizione particolarmente rilevante anche per l’Italia perché il legame tra Italia e Venezuela è strettissimo, per i tanti italiani che vivono in Venezuela e per i tanti venezuelani di origine italiana” e quindi”questa condizione ci richiede senso di responsabilità e chiarezza su una linea condivisa con tutti i nostri alleati e tutti i nostri partner dell’Unione europea. D’altronde nella scelta che si propone non vi può essere né incertezza né esitazione: la scelta tra volontà popolare e richiesta di autentica democrazia da un lato, e dall’altro la violenza della forza e le sofferenze della popolazione civile”.