Alta tensione fra i partiti di governo sul dl fiscale. Di Maio a ‘Porta a porta’ denuncia: “Non e’ possibile che vada al Quirinale un testo manipolato” sulla pace fiscale e annuncia la presentazione di una denuncia alla Procura. Ma il Colle precisa: il testo del decreto legge in materia fiscale per la firma del Presidente della Repubblica non e’ ancora pervenuto al Quirinale. E La Lega ribatte: “Noi siamo gente seria”. Da Bruxelles, il premier Conte fa sapere: “Venerdi’ torno a Roma e si chiude. Abbiamo approvato un testo in Consiglio dei Ministri, quello deve essere”. Lo spread apre in rialzo a 310 punti.
“Venerdì sarò a Roma: lo controllerò come si fa sempre, articolo per articolo. Verrà mandato al Quirinale un testo conforme alla volontà deliberata nel corso del Consiglio dei ministri”. Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, risponde, a Bruxelles, in merito al decreto legge in materia fiscale, il cui testo secondo quanto affermato dal vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio sarebbe stato “manipolato” da qualche “manina”. Tra Lega e M5S, continua Conte non c’è “nessuna frattura. Controlleremo il testo dell’articolo e sarà inviato”. Di Maio parla di una “manina”: “Adesso sono dedicato alle questioni del vertice e alla manovra. Il discorso è molto semplice: tornerò venerdì e lo controllerò articolo per articolo. Sarà inviato al Quirinale in forma ufficiale”, conclude Conte.
“Nessun trucco. Legge di bilancio e decreto fiscale sono passati in Consiglio dei ministri all’unanimità. Nessuno ha votato contro. Anche perché quello che chiamate condono, un condono non è”. Così a Repubblica il vicepremier Matteo Salvini, dopo l’allarme lanciato da Luigi di Maio su una manina nel dl fiscale. “La manovra non cambierà di una virgola. Ma non si permettano di inviare troike o commissari. La smettano, facciano lavorare il governo degli italiani. Mi appello al buon senso, come Draghi”, ha aggiunto.
Una “manina” ha modificato il testo del decreto fiscale, collegato alla manovra, inserendo delle norme sul condono e lo scudo fiscale per i capitali all’estero prima di inviarlo al Quirinale. L’accusa choc arriva direttamente dal vicepremier e leader dei 5 stelle, Luigi Di Maio che, durante iPorta a Porta, annuncia che presentera’ una denuncia in procura. Non solo. Il ministro dello Sviluppo e del Lavoro avverte: se il testo del decreto non sara’ modificato “noi non lo votiamo”. Passano pochi minuti e dal Quirinale, con una nota secca, fanno sapere che non e’ pervenuto alcun testo. Una precisazione irritata con la quale il Colle prende le distanze molto duramente da una polemica che cerca di tirare in ballo le istituzioni in un braccio di ferro che e’ tutto politico. Un tentativo che Mattarella stoppa subito, mentre la Lega controreplica al M5s e Giuseppe Conte cerca di rimettere in ordine i passaggi come Costituzione e prassi prevedono. Dopo la durissima nota del Colle, Di Maio, sempre ospite del salotto di Vespa, corregge il tiro e abbassa i toni: “Ai miei uffici e’ stato riferito che il testo era giunto al Quirinale. Se il testo non e’ ancora arrivato al Quirinale allora bastera’ lo stralcio di quella parte e non sara’ nemmeno necessario riunire il Cdm”, spiega. Parole ben differenti da quelle pronunciate prima, quando aveva detto: “Non so se e’ stata una manina politica o una manina tecnica, in ogni caso domattina si deposita subito una denuncia alla procura della Repubblica perche’ non e’ possibile che vada al Quirinale un testo manipolato”.