Al vertice tra Draghi ed Erdogan ad Ankara fronte comune sulla condanna della guerra in Ucraina e per la ricerca di soluzioni, a partire dalla crisi del grano. Preoccupata dal vicino russo, la Lettonia reinserisce il servizio militare obbligatorio. Canada primo paese a ratificare la richiesta di adesione di Finlandia e Svezia alla Nato.
Italia e Turchia sono unite nel “cercare una soluzione negoziale” al conflitto ucraino “che garantisca una pace stabile e duratura”. Lo ha detto il presidente del Consiglio che ad Ankara ha incontrato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. I due leader hanno parlato del blocco del grano. “Voglio ringraziare la Turchia per lo sforzo di mediazione”, ha aggiunto Mario Draghi sottolineando la necessita’ di “liberare al piu’ presto queste forniture e anche quelle dei fertilizzanti”.
Il premier ha auspicato che la Russia possa dare il via libera “a questa iniziativa” di mediazione “anche come segnale distensivo”. Sarà accolto come “primo atto di concordia, un fine che deve coinvolgerci tutti perche’ riguarda la vita di milioni di persone nel mondo”. Il premier ha spiegato che il “gruppo” che sta lavorando all’intesa “deve garantire che le navi passino in sicurezza, che non ci siano attacchi russi e che queste navi non portino armi. Le tre parti – Nazioni Unite, Ucraina e Turchia – sono pronte; si sta aspettando l’adesione finale del Cremlino”. Sulla vicenda ucraina ha parlato anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita di Stato in Mozambico. “L’aggressione della Federazione Russa all’Ucraina vede il riemergere di dottrine, come il militarismo e l’imperialismo, condannate dalla storia e che eravamo persuasi avessero lasciato spazio alla pacifica convivenza fra i popoli e alla collaborazione internazionale. Non si puo’ tollerare che – come avvenuto in passato – Paesi piu’ piccoli e deboli vengano considerati prede dagli Stati piu’ grandi e potenti”, ha affermato il Capo dello Stato durante il pranzo di stato offerto dal presidente Filipe Jacinto Nyusi.