La pace, in Ucraina ma anche in Medio Oriente, è stato il tema principale di quelli al centro dei colloqui di questi due giorni in Israele e Palestina da parte del presidente del consiglio Mario Draghi. “L’Italia sostiene e continuerà a sostenere in maniera convinta l’Ucraina, il suo desiderio di far parte dell’Unione Europea”, ha detto il premier italiano, al termine dell’incontro con il primo ministro Naftali Bennett, che ha ringraziato “per il suo sforzo di mediazione” nella crisi. L’esecutivo israeliano, infatti, può avere un ruolo rilevante nella mediazione con Mosca, grazie a una linea che, pur di condanna per l’invasione, è stata sin qui meno netta nei confronti della Russia. Draghi ha ribadito che il governo italiano continua a lavorare perché “si giunga quanto prima a un cessate il fuoco e a negoziati di pace, nei termini che l’Ucraina riterrà accettabili”.


Con Bennett Draghi ha affrontato anche la questione dell’emergenza alimentare, che può diventare una “catastrofe” se non verranno aperti in “pochissimo tempo” dei “corridoi sicuri per il trasporto del grano”. Poi si è parlato di energia. L’obiettivo è quello di ridurre la dipendenza strategica dalla Russia, anche accelerando sulla transizione energetica e in questo Israele è un partner importante. Israele e Italia lavorano “insieme nell’utilizzo delle risorse di gas del Mediterraneo orientale e per lo sviluppo di energia rinnovabile”, ha assicurato Draghi, trovando il pieno accordo del primo ministro, secondo cui “Israele potrà aiutare l’Europa e l’Italia producendo gas naturale e queste sono ottime notizie per il mondo”.

Con il primo ministro israeliano, Draghi ha parlato di un “rilancio del processo di pace” con la Palestina, sottolineando la necessità di portare avanti il dialogo. Una convinzione ribadita, nel pomeriggio a Ramallah, nell’incontro con il primo ministro palestinese Mohammad Shtayyeh. A margine del colloquio sono state firmati sei accordi di cooperazione, per un valore complessivo di 17 milioni di euro.