Ampia maggioranza per il premier Draghi, che interviene in Parlamento alla vigilia del Consiglio Europeo.Al Vaticano che si lamenta formalmente per il ddl Zan, in discussione a palazzo Madama, il premier replica: “L’Italia e’ uno Stato laico, non confessionale. Sulla Costituzione e sugli impegni internazionali, tra cui il Concordato, vigilano le Camere preventivamente e la Corte Costituzionale successivamente. L’Italia ha sottoscritto con altri 16 Paesi europei una dichiarazione comune in cui si esprime preoccupazione sugli articoli di legge in Ungheria che discriminano in base all’orientamento sessuale”.
Anche i cattolici presenti in Parlamento hanno votato a favore del premier. Draghi nella sua replica al Senato, sottolinea i principali punti: 1) nella Ue il Patto di stabilita’ e di crescita e’ “superato”. Le nuove regole non arriveranno prima del 2023. La politica espansiva durera’ per qualche anno; 2) gli Usa non vogliono essere coinvolti in Libia. La Francia non persegue piu’ interessi nazionali e la Ue non agisce piu’ “in ordine sparso”; 3) c’e’ “sollievo” per il cambio della guardia alla Casa Bianca da Trump a Biden; 4) con i Paesi autocratici bisogna cooperare e allo stesso tempo essere “coraggiosi” sui diritti umani. Ad esempio serve la cooperazione con la Cina sul clima, visto che dal ‘Celeste Impero’ scaturisce il 30% delle emissioni globali.

Sulla Cina e sulla concorrenza sleale Draghi afferma: “Noi siamo concorrenti della Cina e dobbiamo, percio’, difenderci. La concorrenza non e’ sempre leale; e’ spesso sleale (non la nostra), percio’ dobbiamo difenderci dalla concorrenza sleale. Questo secondo me e’ naturale”. Sul Covid invece: “Non e’ un liberi tutti. Questa esperienza l’abbiamo avuta l’anno scorso; abbiamo avuto una lezione, ora dobbiamo imparare a essere pronti”. La priorita’ rimangono i vaccini per gli over 50: “Si vaccinano i minori per il morbillo e per la meningite. I vaccini si fanno ai minori. Il problema e’ vedere se ora questa sia una priorita’. Oggi la priorita’ e’ cercare di vaccinare le persone al di sopra dei cinquanta anni, cercando di persuadere anche coloro che non si vogliono vaccinare. Questo e’ adesso l’obiettivo principale, proprio in vista di un autunno che non sappiamo come potra’ essere”.
“Oggi appare che siamo tutti europei. Se si confronta l’atmosfera di oggi nei confronti dell’Europa con quella di circa sei mesi fa, per non parlare di un anno fa, prima della presentazione del PNRR da parte della Commissione, si vede l’enorme differenza” dice Draghi, che senza citare Conte, sottolinea di avere chiesto e ottenuto che il tema migranti fosse nell’agenda del Consiglio Europeo di domani: “Questo non accadeva dal giugno 2018”.