ANALIZZATI UN MILIONE DI POST DA CIRCA 98MILA PROFILI SOCIAL
La macchina della propaganda russa si e’ concentrata sull’Italia negli ultimi mesi, attuando una campagna di disinformazione sull’immigrazione, favorendo i partiti di estrema destra alla vigilia del voto. Secondo un’analisi di oltre un milione di post fatti da circa 98mila profili social, osservati dal quotidiano spagnolo El Pais, una rete di attivisti anti-immigrazione e anti-ong ha condiviso storie pubblicate prevalentemente da Sputnik, un media di proprieta’ del governo russo attivo in varie lingue tra cui l’italiano, con l’intento di diffondere un’immagine non veritiera della situazione italiana.
“In questa descrizione, l’Italia e’ stata invasa da rifugiati, che vengono considerati la causa di disoccupazione ed inflazione, nel mezzo di una crisi peggiorata dall’atteggiamento di politici pro-Europa, e l’Ue stessa e’ considerata una colpevole”, scrive il quotidiano spagnolo, che fa un esempio di storie diffuse da Sputnik: ‘Nel 2065 la quota di immigrati in Italia superera’ il 40% della popolazione’, oppure, ‘Caos migranti, l’inizio di una guerra sociale’. Alto Data Analytics, un’azienda globale che usa ‘big data’ e intelligenza artificiale per analizzare l’opinione pubblica sui media e le reti sociali, ha mostrato al Pais uno studio di 3.164 fonti contenenti notizie, post di blog e video pubblicati tra il primo febbraio e il 31 luglio 2017. La conclusione e’ che Sputnik Italia e’ stato molto influente nella radicalizzazione del dibattito pubblico sulla crisi migratoria. Di tutti i media stranieri operativi in Italia e’ stato il secondo piu’ influente, dopo Huffington Post Italia, secondo l’azienda. Il giornale spiega che accanto a Sputnik c’e’ anche una rete di website minori che si concentra quasi esclusivamente su messaggi anti-immigrazione. Secondo l’azienda un indicatore dell’attivita’ di account automatici (detti ‘bots’) che servono a far diventare virali i contenuti e’ che la comunita’ pro-immigrati, che conta il doppio dei membri, pubblica meno della meta’ dei commenti rispetto a quella degli anti-immigrati. Secondo El Pais, le reti di disinformazione russa “usano la stessa strategia del passato: fonti discutibili, esperti con opinioni di parte, e titoli sensazionalisti con l’obiettivo di rendere i contenuti virali e amplificare la percezione del problema”.