Mentre la crisi diplomatica tra Roma e Washington tocca i minimi storici, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) pubblica un World Economic Outlook che gela le prospettive di ripresa. La guerra in Medio Oriente e il blocco dello Stretto di Hormuz stanno ridisegnando la mappa economica globale, con l’Italia tra i Paesi più vulnerabili.
Il FMI ha rivisto al ribasso la crescita del Prodotto Interno Lordo per quasi tutte le economie occidentali, ma il dato italiano è particolarmente preoccupante:
- Italia: Il PIL è tagliato a +0,5% per il 2026 e 2027 (un calo dello 0,2% rispetto alle stime di gennaio).
- Eurozona: Crescita prevista all’1,1% nel 2026.
- Confronto Europeo: Se la Spagna resiste al +2,1%, Germania e Gran Bretagna rallentano allo 0,8%, con la Francia allo 0,9%.
- Mondo: La crescita globale scende al 3,1%, frenata dall’incertezza e dalle barriere commerciali.
LO SHOCK PETROLIFERO: COME NEL 1974
Il capo economista del FMI, Pierre-Olivier Gourinchas, ha lanciato un avvertimento storico: la quantità di petrolio sottratta oggi al mercato a causa del conflitto e dei danni alle infrastrutture è paragonabile allo shock del 1974.
- Scenario Base: Inflazione al 4,4% nel 2026 se la guerra avrà durata limitata.
- Scenario Grave: Se il conflitto persiste e le infrastrutture energetiche subiscono ulteriori danni, l’inflazione potrebbe superare il 6% entro il 2027, con la crescita globale che crollerebbe al 2%.
“Siamo di fronte alla più grande crisi energetica della storia moderna,” avverte il Fondo, pur sottolineando che rispetto agli anni ’70 l’economia globale è meno dipendente dal petrolio e le Banche Centrali sono più indipendenti e pronte a combattere l’inflazione.
POLITICA E REAZIONI: MELONI CHIAMA L’EUROPA
I dati del FMI arrivano proprio mentre la premier Giorgia Meloni, dal Vinitaly, invocava con urgenza l’intervento di Bruxelles. Le stime del Fondo confermano i timori del governo italiano:
- Sospensione del Patto di Stabilità: Meloni ritiene “irresponsabile” non considerare una sospensione generalizzata a fronte di uno shock di queste proporzioni.
- Emergenza Prezzi: Con l’inflazione che rischia di tornare a correre, il pressing italiano su UE ed BCE per misure fiscali espansive si farà ancora più asfissiante.
- Il “buco” di Hormuz: Il FMI chiarisce che solo la riapertura immediata dello Stretto può limitare i danni. Tuttavia, il blocco navale USA e la sfida delle petroliere cinesi rendono questo scenario lontano.
SINTESI ECONOMICA
L’Italia si trova in una “tempesta perfetta”: una crescita quasi nulla, un’inflazione potenzialmente fuori controllo e il rischio di sanzioni commerciali (dazi) da parte degli Stati Uniti dopo lo strappo politico tra Meloni e Trump.