“Il Movimento 5 Stelle è la prima forza politica del Paese, a diversi punti di distacco dalla seconda”, e “triplica i parlamentari nelle due Camere, faccio gli auguri ai nuovi eletti…”. Lo ha detto Luigi di Maio, candidato premier del M5S, nella sua dichiarazione nella sala stampa dell’hotel romano che ospita il quartier generale del movimento. “Sentiamo la responsabilità di dare un governo a questa nazione – ha aggiunto di Maio – le coalizioni non hanno i numeri per governare”. Salvini: ‘abbiamo il diritto e il dovere di governare con il centrodestra’.
“E’ veramente un onore ricevere un tale consenso come prima forza politica del Paese, a diversi, diversi, punti dalla seconda”. Lo ha detto il candidato premier del M5s, Luigi Di Maio, in un punto stampa presso il Grand Hotel Parco dei Principi. “Un grazie agli attivisti e ai militanti che si sono adoperati in questa campagna, hanno dato il massimo. Grazie anche a coloro che hanno fatto le donazioni, è stata una campagna autofinanziata, non abbiamo preso finanziamenti pubblici né da grandi lobby. E’ un altro nostro grande orgoglio”. “Sono fiducioso perche’ so che il presidente della Repubblica sapra’ guidare questo momento con autorevolezza e responsabilita’ come ha sempre fatto”.
“Siamo consapevoli che i cittadini hanno votato il programma del M5s, vogliamo realizzare questo programma, ma più in generale sappiamo bene che ci sono delle questioni che emergono dai risultati elettorali, come la povertà, i tagli agli sprechi, l’immigrazione e la sicurezza, il lavoro, le tasse e lo sviluppo economico per le imprese. Questi temi si devono affrontare. Abbiamo l’occasione storica per realizzare soluzioni a questi problemi. Abbiamo la grande occasione storica DI portare a termine quelle cose che aspettiamo da trent’anni. Per questo siamo aperti al confronto con tutte le forze politiche, a partire dall’individuazione delle figure DI garanzia che vorremo individuare a capo delle due camere: per le due presidenze delle camere, ma soprattutto per i temi che dovranno riguardare il programma dei lavori della diciottesima legislatura”. Lo ha detto il candidato premier del M5s, Luigi Di Maio, in un punto stampa presso il Grand Hotel Parco dei Principi. “Noi sentiamo questa grande responsabilità – ha aggiunto – perchè sentiamo che si possono realizzare quelle cose che gli italiani aspettano da trent’anni. Sono fiducioso perché sono sicuro che il Presidente della repubblica saprà guidare questo momento con autorevolezza e sensibilità come ha sempre fatto. Oggi per noi inizia la Terza Repubblica, che sarà finalmente la Repubblica dei cittadini italiani”.
“La squadra con cui ragionare e governare è quella di centrodestra”, “la squadra a cui mancano meno numeri per avere la maggioranza alla Camera e al Senato”. Il leader della Lega Matteo Salvini mette i paletti e in conferenza stampa nella sede del partito di via Bellerio a Milano esclude con nettezza “coalizioni strane” (“Mi incontrerò con tutti, anche con la Boldrini, ma non mi piace cambiare squadra a partita in corso”). “È una vittoria straordinaria che ci carica di orgoglio, gioia e responsabilità: milioni di italiani ci hanno chiesto di riprendere per mano questo Paese” esordisce il numero uno del Carroccio, aggiungendo: “Sono uso mantenere la parola data con milioni di italiani, che riguarda un impegno con una coalizione di centrodestra con cui abbiamo il diritto e il dovere di governare”. “La Lega ha vinto nel centrodestra e resterà alla guida del centrodestra” ribadisce Salvini, che esclude “governi di scopo, governi a tempo, governi istituzionali. La squadra è quella con cui abbiamo giocato la partita”. Sui rapporti interni al centrodestra il leader della Lega chiarisce: “Non ho ancora sentito Berlusconi, lo sentirò dopo: ma gli accordi fra amici sono chiari: quello faremo e quello farà”. Salvini vedrà Berlusconi a pranzo ad Arcore.
“Nel centrodestra – aggiunge – l’accordo prevedeva che chi avesse preso più voti avrebbe avuto l’onore e l’onere di guidare il Paese fuori dalle sabbie mobili, la squadra è pronta”. Anche se, puntualizza il leader del Carroccio, “deciderà il presidente della Repubblica qual è il presidente del Consiglio con numeri più vicini alla realtà”. Da Salvini arriva poi un duro affondo contro il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker (“ringrazio Juncker per le parole in campagna elettorale, perché più parla e più voti prendiamo, speriamo resti presidente della Commissione europea il meno possibile”) e una precisazione sull’euro e sull’Europa: “L’euro è e rimane una moneta sbagliata e una scelta sbagliata, ma i referendum di cui parla qualcun altro non sono pensabili e sarebbero un problema”. “Al governo lavoreremo per cambiare trattati e vincoli europei” aggiunge il leader della Lega, sottolineando che “il sistema della moneta unica è destinato a finire non perché lo dice Salvini ma perché lo vuole il buon senso e l’economia reale”. “Ora comincia il ritornello dello spread. Il voto di ieri dice che per l’Italia decidono gli italiani e i mercati non hanno nulla da temere, anzi” puntualizza Salvini, visto che “tasse più basse e giustizia più veloce dovrebbero stimolare gli investimenti” ma “per l’Italia decidono gli italiani, non Berlino o lo spread”.
Da una pattuglia di dodici deputati solo alla Camera ad un gruppo parlamentare di una cinquantina di componenti tra Montecitorio e Palazzo Madama. Giorgia Meloni esulta per il 4,3% ottenuto da Fratelli d’Italia, lo definisce un “buon risultato”, da 600 mila a 1,4 milioni di voti alla Camera, che proietta la sua formazione verso una pattuglia parlamentare “cresciuta del 500%”. Ma la Meloni ammette anche che il suo ruolo di mediatrice tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi potrebbe avere eroso qualche voto alla sua formazione: “Un po’ abbiamo pagato la scelta di fare di collante tra Lega e Forza Italia”. Soprattutto la Lega, infatti, negli ultimi mesi ha accentuati la sua posizione sui temi sovranisti e sul freno all’immigrazione, tipici di Fdi. Per tutta la campagna elettorale la leader di Fdi ha chiesto ai tre alleati della coalizione – Forza Italia, Lega e Noi con l’Italia-Udc – di promettere che non avrebbero partecipato ad inciuci o ribaltoni post elettorali. Oggi ribadisce la linea: “Non ci saranno i voti di Fratelli d’Italia per un governo diverso dalla coalizione di centrodestra che abbiamo presentato agli elettori. Altrimenti la legislatura ci vedra’ all’opposizione”. E poi lancia il segretario della Lega a Palazzo Chigi: “Penso che Mattarella debba dare nelle prossime settimane l’incarico esplorativo alla prima coalizione, cioe’ al centrodestra, e che sia giusto che il nome sia quello di Matteo Salvini”.
“Si parte da noi, il centrodestra e’ la prima coalizione. Arriveranno sorprese nei collegi uninominali”, dicono da FI. Berlusconi e’ ad Arcore, ai suoi spiega che il partito azzurro sara’ centrale, “non ci sono altre alternative alla nostra alleanza”. Arrivano le prime proiezioni e anche se il traguardo del 40% sembra lontano la rivendicazione e’ che nessuna altra forza politica ha i numeri per festeggiare l’esito delle urne. Neanche il Movimento 5 stelle. “Dopo 5 anni di governo della sinistra il centrodestra e non il Movimento 5 Stelle e’ l’alternativa vincente. Gli italiani, come aveva chiesto il presidente Berlusconi, non hanno fatto prevalere la deriva grillina”, la nota diramata dal partito azzurro, “solo con dati piu’ precisi si capiranno i risultati dei singoli partiti e dei rapporti di forza parlamentari, e se la vittoria politica si tradurra’ in una maggioranza numerica a Camera e Senato”. Nel partito si punta a provare, in Parlamento, ad allargare la maggioranza, cercando di attrarre altri moderati. “Ci sara’ la fila per entrare nel centrodestra”, dice Brunetta. “Decidera’ il Quirinale ma con la Lega noi governiamo da tempo, decideremo insieme”, afferma Romani. Si attenderanno i dati ufficiali, gli esiti degli scontri sui collegi uninominali ma il Cavaliere con i suoi preferisce guardare il bicchiere pieno. E non dare eccessiva enfasi all’affermazione della Lega. “Saremo leali”, il ‘refrain’. Perche’ il dato piu’ sorprendente e’ il sorpasso del partito di via Bellerio su FI. Con Salvini che punta, qualora il centrodestra avesse i numeri sufficienti, a rilanciare la sua candidatura alla premiership.
Il colloquio tra il leader della Lega e Berlusconi avviene poco dopo che Matteo Salvini si è presentato davanti ai microfoni per rivendicare la sua “vittoria straordinaria” e reclamare il diritto a guidare la coalizione nel tentativo di dare vita a un governo di centrodestra. Il leader della Lega varca il portone di Arcore come tante altre volte in passato, ma per la prima volta dopo il sorpasso su Forza Italia. Ad attenderlo trova il padrone di casa che prima era stato impegnato nella solita riunione con famiglia e aziende. Berlusconi, raccontano, lo accoglie sorridente: “Ti presento la mia famiglia”. Al termine, da entrambe le parti, l’incontro verrà definito “molto cordiale”. Ma non è un caso se dallo staff del leader azzurro ci tengano a sottolineare che nell’occasione non si è parlato né di premiership né di leadership. Un modo anche per far capire che, pur nel rispetto dei patti, il Cavaliere non sta poi così comodo nel ruolo di junior partner.Berlusconi resta al momento l’unico leader a non aver ancora commentato ufficialmente l’esito delle elezioni. La linea viene riassunta in una nota del partito al termine dell’incontro. In cui, dopo il passaggio sui complimenti all’alleato, si sottolinea come Berlusconi abbia “confermato che con questo risultato le forze del centrodestra potranno rafforzare la coalizione che dovrà ottenere il mandato di governare l’Italia per far ripartire il nostro Paese”. Gli azzurri rivendicano il contributo del partito nel successo della coalizione e ribadiscono il rammarico per la mancata partecipazione come candidato del loro leader. “L’apporto numerico e politico di Forza Italia – si rimarca – è stato evidentemente determinante per questa affermazione nonostante il grande svantaggio causato dall’incandidabilità del suo leader Silvio Berlusconi”. “Il centrodestra – si legge ancora – è il vincitore politico di queste elezioni. I dati confermano che dopo cinque anni di opposizione, rappresenta la prima area politica del Paese. I contenuti del centrodestra, dal taglio alla pressione fiscale a una diversa politica sull’immigrazione, sono stati apprezzati dagli italiani”. Ma al di là delle rivendicazioni d’orgoglio, nel day after dentro Forza Italia ci si interroga sulla tenuta del partito adesso che il vecchio leader sembra aver perso il suo smalto. E già si allarga quel solco tra il cosiddetto asse del Nord, da sempre più filo leghista, e gli esponenti di Sud che ora temono che il partito venga fagocitato.
Con i fedelissimi Berlusconi non ha nascosto la delusione del sorpasso. Si aspettava di avere il 16% perlomeno. In qualche modo ha dovuto ammettere la ‘sconfitta’ nel derby interno all’alleanza. In questa tornata elettorale non c’e’ stata una rimonta simile alle altre votazioni. “E Berlusconi – spiega un dirigente azzurro – non e’ certamente abituato a fare il secondo. Nella sua vita la parola sconfitta non esiste”. Ma al di la’ dell’amarezza iniziale – anche per il tonfo di Mediaset – l’ex presidente del Consiglio ha spiegato ai fedelissimi che FI resta centrale e decisiva. Il timore nel partito azzurro e’ che si arrivi ad una ‘salvinizzazione’ della coalizione, che l’ex premier possa decidere di fare un passo di lato. Ma e’ stato lo stesso Berlusconi, riferiscono fonti di FI, a rincuorare chi ha provato a chiamare villa San Martino. “Io resto in campo”, il messaggio dell’ex premier che oggi ricevera’ ad Arcore i big azzurri per decidere la strategia. Intanto ha gia’ sottolineato “il determinante apporto numerico” di FI “nonostante il grande svantaggio causato dall’incandidabilita’ del suo leader”. Nel partito pero’ sotto traccia non si nascondono gli errori della campagna elettorale, soprattutto al sud.
E’ stato arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, minaccia aggravata e detenzione ai fini di spaccio Roberto P., il 54enne con precedenti per droga e reati contro il patrimonio che oggi pomeriggio ha aggredito verbalmente e minacciato con un’accetta da 50 centimetri un tecnico di Radio Padania all’esterno della sede della Lega in via Bellerio, a Milano. La tentata aggressione e’ avvenuta mentre i vertici del Carroccio erano riuniti a seguire lo spoglio delle elezioni regionali con Attilio Fontana, il candidato del centrodestra governatore in pectore della Lombardia. Erano passate le 16 e il leader Matteo Salvini aveva gia’ lasciato da tempo via Bellerio per recarsi ad Arcore, dove ha avuto un breve incontro con Silvio Berlusconi, e poi a Roma. L’uomo si e’ avvicinato al dipendente di Radio Padania, che stava tornando a casa al termine del suo lavoro. “Sei leghista?”, gli ha chiesto con fare sospetto. Alla risposta affermativa, sono partiti gli insulti (“Leghista di m…”) e le minacce ed e’ saltata fuori l’arma, con cui pero’ Roberto P. non e’ riuscito a ferire l’attivista del Carroccio. L’uomo ha quindi urlato frasi farneticanti contro il partito ed e’ scappato a casa, a pochi passi dalla sede, dove ha riposto l’arma. Quando e’ tornato in strada, attorno alle 16.30, gli agenti del commissariato Comasina lo hanno bloccato (era gia’ noto ai poliziotti della zona) in via Annibal Caro. Poco dopo e’ arrivata una pattuglia dei carabinieri in supporto e il 54enne ha colpito un militare al volto con un pugno. Nella brevissima colluttazione ha perso un coltellino da 5 centimetri. La successiva perquisizione in casa ha permesso di scoprire l’accetta, circa 30 grammi di hashish e 600 euro in contanti.