OCCUPATA A DIMOSTRARE COLLUSIONE RUSSA CON CAMPAGNA
Donald Trump si scaglia contro l’Fbi per aver ignorato gli avvertimenti che avrebbero poi portato alla strage di studenti nel liceo della Florida. In un tweet, il presidente Usa sostiene che l’Fbi “sta trascorrendo troppo tempo nel tentativo di dimostrare la collusione russa con la campagna di Trump. Non c’e’ nessuna collusione. Ricominci daccapo e ci renda tutti orgogliosi”, scrive Trump. Il Bureau aveva ammesso di non aver agito dopo gli avvertimenti sul conto del killer del liceo di Parkland dove 17 studenti sono stati uccisi.
Il presidente degli Stati Donald Trump, al centro delle accuse dopo la sparatoria in una scuola della Florida in cui sono morte 17 persone per il sostegno alla lobby delle armi, ha provato a contrattaccare puntando il dito contro l’Fbi e sotenendo che l’ufficio d’investigazioni federale era troppo concentrato sull’inchiesta Russiagate per ricordarsi di prevenire un evento come la strage della scuola di Parkland. I suoi commenti sembrano un tentativo di allontanare da lui le critiche mosse da alcuni dei ragazzi sopravvissuti, che si sono scagliati contro i suoi legami con la potente National Rifle Association, che si oppone ai tentativi di regolamentare il possesso delle armi negli Stati uniti.
“E’ tristissimo che l’Fbi non abbia recepito alcuno dei molti segnali arrivati da colui che ha sparato nella scuola in Florida. Questo non è accettabile”, ha scritto su Twitter Trump. “Spendono troppo tempo – ha aggiunto – nel tentativo di dimostrare una collusione russa con la campagna elettorale per Trump, e non c’è alcuna collusione. Tornate ai vostri compuiti, e rendeteci orgogliosi!” Le autorità Usa sono sotto crescenti critiche per non aver recepito una serie di segnari d’allarme prima del massacro alla Marjory Stoneman Douglas High School. L’Fbi ha ammesso di aver ricecuto a gennaio un allarme pesante da una soffiata nella quale si diceva che Nikolas Cruz, il giovane sparatore, programmava una strage.
Ma, al di là delle mancanze degli inquirenti, l’attacco ha riacceso il dibattito sul tema della grande diffusioni di armi, anche da guerra, negli Usa. A chiedere un maggiore controllo delle armi, in prima linea, ci sono i sopravvissuti. In un appassionato discorso la 18enne Emma Gonzalez, sopravvissuta alla strage di Parkland, è stata chiara: “A tutti i politici che prendono donazioni dalla NRA (National Rifle Association): vergognatevi!” L’attacco della giovane liceale era in particolare a Trump, la cui campagna si è giovata di molti milioni di dollari dalla lobby delle armi. “Questa deve essere ultima sparatoria di massa…cambieremo la legge” ha ancora detto la ragazza, ricordando che il 19enne Cruz ha potuto acquistare una letale arma semiatumatica nonostante una storia di comportamenti violenti.
“La questione se la gente possa o no detenere armi automatiche non è politica. E’ una questione di vita o di morte e bisogna che non venga più trattata come una questione politica”, ha poi detto Gonzalez all’agenzia di stampa France Presse. Ma la politica conta e la NRA è molto brava a gestire i rapporti lobbystici. Tanto è vero che Trump, nel commentare la strage di sabato, ha parlato di una crisi di salute mentale e non ha fatto neanche un cenno al problema delle armi. “Se il presidente vuole venire da me e dirmi in faccia che è stata una terribile tragedia e che…che nulla si sarebbe potuto fare per evitarla, io sarò felice di dirgli quanti soldi lui ha ricevuto dalla National Rifle Association”, ha accusato durantemente la 18enne sopravvissuta. “E comunque – ha detto ancora – non ce n’è bisogno, perché io già lo so: 30 milioni”.