Cresce l’allerta attorno alla Global Sumud Flotilla. Le imbarcazioni, cariche di attivisti e aiuti, si stanno avvicinando alla costa di Gaza e, nonostante i pressanti avvisi della Marina Militare Italiana, non intendono fermarsi, aumentando drasticamente il rischio di un blocco o di un intervento diretto da parte delle autorità israeliane stanotte.
Cresce la tensione attorno alla Global Sumud Flotilla, la spedizione umanitaria diretta verso la Striscia di Gaza, che ha denunciato di essere stata avvicinata da imbarcazioni “non identificate” che operavano con le luci spente, salvo poi allontanarsi. La flottiglia si trova attualmente a meno di 145 miglia nautiche dalla costa di Gaza, in una zona marittima tristemente nota per gli intercettamenti e gli attacchi avvenuti contro precedenti spedizioni dirette all’enclave palestinese.
I partecipanti alla missione hanno reso noto l’episodio di “avvicinamento” e successiva ritirata dei natanti sconosciuti. La situazione ha subito un’escalation nella notte, quando l’eurodeputata a bordo, Benedetta Scuderi, ha diffuso un video messaggio affermando di aver “visto l’Esercito Israeliano” in avvicinamento. La flottiglia prosegue la sua rotta, consapevole di essere entrata in una zona ad alto rischio di intercettazione militare.
Nonostante l’imminente pericolo, i militanti sono determinati ad andare avanti. Maria Elena Delia, portavoce italiana della Flotilla, ha chiesto mobilitazione popolare immediata qualora le comunicazioni con le barche venissero interrotte o gli attivisti arrestati, invocando l’applicazione del diritto internazionale.
Sul piano diplomatico, l’attenzione del Governo italiano è massima. Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha confermato di aver parlato con l’omologo israeliano per tentare di scongiurare il peggio. “Ho chiesto di non usare violenza qualora dovessero fermare gli italiani della Flottiglia. Non sono lì con intenti di guerra,” ha dichiarato Tajani, sottolineando la necessità di “evitare assolutamente che ci siano problemi con chicchessia.”
Anche il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha lanciato un “ultimo appello” agli attivisti, invitandoli a riconsiderare la loro azione alla luce del nuovo piano di tregua USA per Gaza. Crosetto ha esortato la Flotilla a utilizzare “soluzioni alternative” per la consegna degli aiuti, citando tra gli altri il Patriarcato della Chiesa cattolica.