FINOCCHIARO: NO A SOPPRESSIONE UNAR
Il governo ha avviato la procedura di annullamento dei finanziamenti, 55 mila euro, all’ Anddoss, Associazione contro le Discriminazioni Da Orientamento Sessuale, coinvolta, secondo un reportage delle Iene, in un giro di prostituzione. Il presidente dell’ Anddos, Marco Canale, ha smentito le accuse annunciando querele. Il ministro per i Rapporti con il parlamento Anna Finocchiaro, spiega che i finanziamenti non erano ancora stati erogati e che l’Unar, ente erogante, non sara’ soppresso, pena sanzioni da parte dell’Unione europea che ne ha voluto a suo tempo l’istituzione in tutti gli Stati membri.
Con un provvedimento del Capo Dipartimento per le Pari Opportunita’ della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giovanna Boda, e’ stata avviata la procedura di annullamento, solo per l’associazione Anddos, dei finanziamenti relativi al bando oggetto di polemiche. Lo comunicano le Iene sui social specificando che l’annuncio e’ stato dato loro dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Maria Elena Boschi. Di fatto questo significa la revoca del finanziamento di 55mila euro alla sola associazione Andoss. Si chiude cosi’ un capitolo al termine di una giornata scandita dalle polemiche sulla soppressione dell’Unar, l’Ufficio antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio: l’Ufficio fa sapere il ministro per i Rapporti con il parlamento Anna Finocchiaro, non sara’ soppresso, perche’ la sua abolizione provocherebbe sanzioni da parte dell’Unione europea che ne ha voluto a suo tempo l’istituzione in tutti gli Stati membri. E comunque fin dagli inizi l’Unar ha svolto un importante lavoro contro le discriminazioni razziali e a sostegno delle persone disabili e contro l’odio e i pregiudizi.Il ministro aveva anche precisato che fondi assegnati dall’Unar al centro delle polemiche di questi giorni non erano stati ancora erogati.
Intervenendo al Question time alla Camera, il ministro ha sottolineato anche che “come tutti gli uffici della Presidenza del Consiglio, l’Unar eroga fondi per progetti afferenti le proprie competenze istituzionali nella piu’ grande trasparenza. Ciascun bando prevede anche la sottoscrizione di un patto di integrita’ e ogni finanziamento deve essere rendicontato”. Riferendosi poi al bando al centro delle polemiche – vinto dall’associazione Anddos e destinato a centri di ascolto e antiviolenza – Finocchiaro ha precisato che “quel bando finanziava singoli progetti e non l’attivita’ generale di quella associazione”.
Ma anche ieri sono proseguite le polemiche, da parte di esponenti del centrodestra e delle associazioni familiari, nei confronti dell’Ufficio governativo il cui direttore, Francesco Spano, si e’ dimesso due giorni fa. Stamani un drappello di parlamentari di Idea ha inscenato un sit-in davanti alla sede dell’Unar, chiedendo che oltre a bloccare i finanziamenti l’Ufficio sia riportato alla sua funzione iniziale, cioe’ il contrasto alle discriminazioni etniche e razziali, oppure sia chiuso. I parlamentari di Forza Italia Fabrizio Di Stefano e Stefania Prestigiacomo chiedono invece al Governo di “essere chiaro e farci capire come intende procedere”. Le dimissioni di Spano, affermano, “non possono diventare il simulacro per chiudere la vicenda. C’e’ un capo Dipartimento, c’e’ il sottosegretario Boschi che ha la delega per le Pari Opportunita’ e che ha la responsabilita’ politica dell’ente”.
Ieri e’ intervenuto anche il presidente di Anddos. Marco Canale ha accusato il servizio delle Iene – che ha dato origine alla bufera sull’Unar intervistando una persona in anonimato che puntava il dito sui finanziamenti erogati dall’Ufficio ad alcune associazioni in cui, sosteneva, si pratica prostituzione Gay – di essere costruito su falsita’ e ha preannunciato querele nei confronti della trasmissione di Mediaset. “I finanziamenti non vanno ai circoli ma ai centri antiviolenza e di ascolto. E’ tutto falso. Abbiamo vinto un bando chiaro”. Canale ha poi negato che nei loro circoli si pratichi prostituzione e ha ribadito che il direttore dell’Unar non e’ socio di Anddos. Di “sensazionalismo mediatico” delle Iene parlano anche i Radicali Italiani, mentre il presidente di Equality Italia, Aurelio Mancuso, sostiene che le dimissioni del direttore dell’Unar non possono concludere la vicenda e sottolinea le sue perplessita’ sulle scelte operate negli anni dall’Ufficio. “Alla luce di quello che e’ accaduto, chiediamo che al piu’ presto la sottosegretaria Boschi decida di affrontare un’adeguata riorganizzazione dell’Unar, ascoltando anche le reti associative impegnate sui diritti civili, il contrasto al razzismo, all’antisemitismo, all’omofobia”.