NEONATA MORTA PER I LACRIMOGENI. OMS, E’ EMERGENZA SANITARIA. TURCHIA ESPELLE AMBASCIATORE ISRAELE AD ANKARA. SALE BILANCIO VITTIME A GAZA
Gli Stati Uniti hanno bloccato una dichiarazione del Consiglio di Sicurezza Onu elaborata dal Kuwait che esprimeva sdegno e dolore per la morte dei civili palestinesi a Gaza, e chiedeva ‘un’indagine indipendente e trasparente delle Nazioni Unite per determinare la responsabilita”. E’ salito intanto a 60 il bilancio degli uccisi negli scontri con l’esercito israeliano sul confine tra Gaza e lo Stato ebraico. In questo numero anche la neonata di otto mesi morta, secondo il ministero della sanita’ della Striscia, per l’inalazione dei gas lacrimogeni sparati dall’esercito e che si trovava sotto una tenda con i genitori. Allarme dall’Oms: ‘Il sistema sanitario e’ travolto da migliaia di feriti, servono 5,9 milioni di dollari per le necessita’ piu’ urgenti’. Oggi i palestinesi della Cisgiordania e Gerusalemme est in sciopero generale.
L’ambasciatore di Israele ad Ankara, Eitan Naeh, e’ stato espulso oggi dalla Turchia a seguito dei gravi disordini avvenuti ieri, 14 maggio, presso la linea di demarcazione tra Israele e Striscia di Gaza. Lo rende noto la stampa turca. A Naeh, convocato al ministero degli Esteri di Ankara, e’ stato richiesto di “lasciare temporaneamente” la Turchia. Durante le proteste dei palestinesi contro il trasferimento dell’ambasciata degli Stati Uniti nello Stato ebraico da Tel Aviv a Gerusalemme, avvenuto ieri 14 maggio, 61 manifestanti sono stati uccisi e piu’ di 2 mila sono rimasti feriti. La Turchia ha duramente criticato tanto l’iniziativa degli Stati Uniti sul trasferimento dell’ambasciata a Gerusalemme, quanto le misure adottate dalle Forze di difesa israeliane (Idf) sulla linea di demarcazione tra Israele e Striscia di Gaza.
E’ salito a 61 morti il bilancio degli scontri di ieri tra manifestanti palestinesi e soldati israeliani lungo il confine tra la Striscia di Gaza e lo Stato ebraico. Lo riferisce il portavoce del ministero della Sanità a Gaza, precisando che l’ultima vittima è un uomo di 30 anni deceduto in ospedale per le ferite riportate. Tra le 61 vittime anche 16 minorenni e una neonata. Si stima che dal 30 marzo, quando il movimento islamico di Hamas ha lanciato la Grande Marcia del ritorno, sono almeno 110 i palestinesi uccisi dal fuoco israeliano. Il bilancio più grave si è registato ieri, quando i manifestanti palestinesi hanno contestato l’inaugurazione dell’ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme.