Parlando alle Commissioni Esteri di Camera e Senato, il ministro Gentiloni ha detto che ‘ bombardamenti sulla parte orientale di Aleppo sono indiscriminati e di una violenza senza precedenti’. ‘Stiamo parlando di una citta’ di 300.000 persone, nella quale si annidano o combattono 15-16.000 militanti ribelli. Cosi’ non si fa la guerra a loro ma si spiana una citta”, ha aggiunto. Il segretario di stato Usa John Kerry intanto ha spiegato che la decisione di sospendere i contatti bilaterali con la Russia sul cessate fuoco in Siria, non significa abbandonare i siriani: ‘continueremo a cercare un modo per mettere fine a questa guerra’.
L’interruzione dei colloqui di pace con tra Usa e Russia “era purtroppo inevitabile” ma l’Italia non smetterà di credere e di ricercare la soluzione diplomatica per la pace in Siria. Secondo il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, la notizia della decisione di John Kerry, sottosegretario di Stato Usa, di interrompere il dialogo con l’omologo Sergej Lavrov “è stata una decisione inevitabile. Non è certo una decisione di cui rallegrarsi, ma hanno preso atto di una situazione degenerata”. L’accusa è velata, ma neanche tanto: “Purtroppo i russi non sono riusciti” a trattare con il leader siriano Bashar al-Assad”, o non hanno voluto, anche sul primo caso ho molti dubbi perché la Russia sulla Siria ha tanta, tanta, tanta influenza, ma è evidente che Assad ha tenuto sempre un atteggiamento difficile”.
In poche parole: la colpa finale è quella della Russia di volere ostinarsi ad appoggiare ad Assad nella lotta all’Isis. “Abbiamo detto che l’intervento della Russia poteva costituire una opportunità, se il regime siriano si fosse convinto ad aprire una leva verso la popolazione, ma forze piuttosto decise da una parte e dall’altra non volevano il cessate il fuoco” dice Gentiloni. “Da un paio di settimane stiamo assistendo a una offensiva militare del regime di Damasco alla parte orientale di Aleppo, che è una offensiva di una violenza senza precedenti e di una totale irragionevolezza: si tratta di bombardamenti indiscriminati, dell’utilizzo di barrel bomb e di missili che vanno a colpire i tunnel. E stiamo parlando di una città delle dimensioni di Bologna abitata da quasi trecentomila persone, nella quali si annidano secondo il regime siriano 15-16mila militanti delle forze ribelli: non si sta facendo la guerra ai quei 15mila, ma si sta spianando una città”.
Come detto però l’Italia non smette di pensare alla soluzione diplomatica. “L’Italia ha sempre detto che non esiste una soluzione militare per questo conflitto, e abbiamo constatato che questa posizione è diventata con gli anni una posizione condivisa – ha concluso Gentiloni – Pensiamo che in questo momento si debba dare precedenza alle operazioni umanitarie, la Ue ne sta approntando una e non daremo tutto l’appoggio possibile”. L’ultimo pensiero è ancora per Putin: “Pensiamo di avere una leva sulla Russia. Per questo non consideriamo soluzioni di natura non diplomatica. Continuo a pensare che una leva nei confronti di Putin e del suo sostegno del tutto irragionevole ad Assad ci sia: un motivo è che alla lunga questa avventura può costare molto alla Russia, perché può inimicarsi molti Paesi”.
Gli Stati Uniti “non abbandoneranno” il processo di pace in Siria nonostante la rottura dei colloqui con la Russia a seguito degli attacchi a ospedali nella zona est di Aleppo. Lo ha detto il segretario di Stato americano, John Kerry. Washington “non abbandonerà il popolo siriano né il processo di pace”, ha garantito parlando a una conferenza a Bruxelles, aggiungendo che farà “tutto il possibile” tramite il Gruppo internazionale di contatto o le Nazioni unite per raggiungere una soluzione.