In un clima di fortissima tensione interna e internazionale, la Premier Giorgia Meloni si appresta a varcare domani la soglia del Parlamento per un’informativa che segna l’inizio dell’ultimo anno della legislatura. Si tratta del primo confronto in Aula dopo la sconfitta nel referendum e in un momento in cui l’alleanza con Washington e i rapporti europei vivono una fase di profonda mutazione. A infiammare il dibattito sono le parole del vicepresidente USA JD Vance, pronunciate a Budapest. Vance ha lodato esplicitamente la Meloni e, soprattutto, l’ungherese Viktor Orban, definendoli partner “utili” per aver spinto gli USA a comprendere “entrambe le parti” nel conflitto ucraino.
Per il centrosinistra, questo asse Trump-Vance-Orban-Meloni rappresenta un “appiattimento pericoloso”. Secondo Angelo Bonelli (AVS), la Premier si è “chinata alla logica del più forte”, contribuendo alla demolizione del diritto internazionale.
Giuseppe Conte (M5S) accusa Meloni di aver preferito l’affinità ideologica con Trump agli interessi nazionali: “Abbiamo promesso l’acquisto di gas americano costosissimo e armi, mentre il Paese è in ginocchio. Tutto questo per una carezza di Trump?”.
Il fronte delle minoranze (PD, M5S, AVS, Azione e IV) attende la Premier “al varco”, decisa a smontare la narrazione del rilancio governativo. Il capogruppo PD al Senato, Francesco Boccia, parla di “crescita zero” e deficit fuori controllo. Matteo Renzi rincara la dose citando le revisioni Istat: “Meloni diceva che il potere d’acquisto aumentava, ma i numeri erano sballati. Aveva torto lei, non i cittadini che faticano a fare la spesa”.
I dem sottolineano come le uniche due grandi riforme del governo siano state bocciate dalla Consulta (Autonomia) o dagli italiani (Referendum). La presidente dei deputati dem, Chiara Braga: “Melonidovrebbe prendere atto che questa legislatura è stato un grande fallimento. In questi anni non sono arrivati risultati concreti per gli italiani. Si erano dichiarati pronti, si sono dimostrati incapaci”. “E sul piano internazionale la linea di appiattimento a Trump ha portato neloni avrà l’umiltà di fare autocritica. La aspettiamo per capire se finalmente abbandonerà la propaganda e tornerà a occuparsi dei problemi degli italiani”.
Circolano indiscrezioni su una possibile apertura della Premier al salario minimo per alcune categorie come “mossa tattica” di rilancio, ma per il PD sarebbe un “appello fuori tempo massimo”.
Nonostante l’assedio, Palazzo Chigi punta a utilizzare l’informativa di domani per rivendicare la centralità internazionale: l’elogio di Vance viene letto dai sostenitori come la prova che l’Italia è l’unico ponte credibile tra la nuova Casa Bianca e l’Europa.
Dopo le dimissioni di Daniela Santanchè, Meloni vuole dimostrare che il governo non è logorato e ha ancora la forza per completare l’agenda economica. Il governo cercherà di aprire un tavolo con l’ANM per disinnescare lo scontro con la magistratura.