Si apre uno spiraglio nella trattativa Alitalia. Oggi i sindacati sono stati convocati da Assaereo e l’ad della societa’, Cramer Ball, ha fatto sapere con una nota “di voler trovare un’intesa con i sindacati sul rinnovo del contratto scaduto al 31 dicembre”. L’obiettivo immediato e’ quello di scongiurare lo sciopero di domani, 23 febbraio, che costringerebbe Alitalia a tagliare il 60% dei voli. Il governo attende un piano di rilancio.
I vertici di Alitalia si sono incontrati al ministero dello sviluppo economico con il ministro Carlo Calenda. L’altro ieri la riunione fra governo e sindacati durante la quale l’esecutivo si e’ impegnato a mediare sulla questione relativa al contratto. ‘Credo che l’ad Cramer Ball abbia colto la forza con cui il Governo chiede ad Alitalia un ritorno al confronto con i sindacati e l’apertura di un tavolo sul contratto’, ha detto il viceministro allo Sviluppo Economico Bellanova.
“Credo che l’amministratore delegato Cramer Ball abbia colto la forza con cui il Governo chiede ad Alitalia un ritorno al confronto con i sindacati e l’apertura di un tavolo sul contratto”. Cosi’ il viceministro allo Sviluppo Economico dopo l’incontro con l’azienda al Mise. “Il Governo intende dare un contributo” sia per comporre la vertenza sia “per rilanciare Alitalia” ha detto Bellanova. “Ognuno faccia la propria parte. Alitalia ritiri il regolamento aziendale, si metta al tavolo con i sindacati e mantenga il vecchio contratto fino al rinnovo”.
Lo sciopero dei lavoratori di Alitalia proclamato per domani “è confermato”: per sospendere la protesta “non ci sono più i tempi” e le condizioni visto che “l’azienda non ha fatto alcuna retromarcia per ripristinare le condizioni contrattuali al 31 dicembre scorso”. A ribadirlo è il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, che esprime il proprio apprezzamento per l’invito rivolto alla compagnia ad aprire un tavolo sul contratto di lavoro e a ritirare il regolamento che verrebbe applicato dal primo marzo prossimo in assenza di un rinnovo. “Per una sospensione dello sciopero – evidenzia Tarlazzi – siamo fuori tempo massimo. I tempi non ci sono ma, soprattutto, non c’è alcun segnale di retromarcia da parte dell’azienda per un ripristino delle condizioni contrattuali al 31 dicembre scorso. Occorre riportare indietro le lancette dell’orologio e azzerare tutte le azioni unilaterali messe in campo dall’azienda, a cominciare dal congelamento degli scatti di anzianità. Ora, il cerino è in mano all’azienda e tocca a lei fare i passi necessari”. E a fronte della convocazione giunta da Assaereo per oggi, “non possiamo certo andare a sentirci dire che sono confermate le misure unilaterali applicate”, avverte Tarlazzi, che vuole vederci chiara su quella che sarà la linea dell’azienda. “Il Governo – sottolinea Tarlazzi – ha compreso e condiviso le nostre istanze. Questa non è una cosa comune e per nulla scontata. Il Governo è ben consapevole che Alitalia è un asset strategico del paese e che un terzo fallimento della compagnia il Paese non lo reggerebbe. Ed è ben consapevole che servono strategie industriali e che non si può scaricare tutto sul lavoro”.