“Annuncio oggi che gli Stati Uniti si ritireranno dall’accordo nucleare”. Cosi’ il presidente Donald Trump, cancellando il risultato piu’ distintivo di politica estera del predecessore Barak Obama e isolando gli Usa dagli alleati occidentali. “Questo e’ un accordo orribile che non si sarebbe mai dovuto fare. Non ha portato calma. Non ha portato pace e mai la portera’”, ha sentenziato Trump comunicando il ripristino delle sanzioni che erano state sospese in seguito all’intesa Jcpoa (Joint Comprehensive Plan of Action) siglata nel 2015 da Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Russia, Cina e Germania con Teheran. Il miliardario ha dunque firmato “un ordine per ripristinare le sanzioni” entro i prossimi 90-180 giorni e ha ammonito che ci saranno “serie conseguenze” per quei Paesi che continueranno a fare affari con l’Iran. “E’ chiaro che non possiamo impedire una bomba nucleare iraniana sulla base della struttura decadente e marcia dell’attuale accordo”, ha tuonato il presidente che entro il prossimo 12 maggio avrebbe dovuto decidere se confermare la sospensione delle sanzioni sul petrolio e il settore bancario iraniani come e’ tenuto a fare ogni 90 giorni certificando il rispetto dell’accordo.
Il consigliere per la sicurezza nazionale, il ‘falco’, John Bolton, ha precisato che le sanzioni precedenti l’intesa con Teheran saranno “reintrodotte immediatamente” impedendo nuovi accordi di business con il regime. Per gli affari gia’ in corso, ha poi segnalato il ministro del Tesoro Usa Steven Mnuchin, e’ prevista una finestra di 90-180 giorni per chiuderli. Bolton, pur escludendo che questo lasso di tempo possa essere usato per negoziare un nuovo accordo nucleare, ha spiegato che gli Usa sono disponibili “ad un’ampia discussione” sull’Iran. “Gli Stati Uniti non fanno piu’ vuote minacce. Quando io faccio una promessa la mantengo”, ha rivendicato Trump che su questa mossa ha incassato il sostegno dei parlamentari repubblicani. L’opposizione democratica e’ insorta definendolo “un errore storico” mentre l’ex inquilino della Casa Bianca, Barack Obama ha denunciato il rischio di una nuova guerra in Medio Oriente senza il Jcpoa. Trump ha argomentato la sua decisione dicendo di avere “la prova definitiva” sul fatto che Teheran abbia continuato ad arricchire uranio. Ha inoltre lamentato il fatto che gli ispettori internazionali non possano accedere ad alcuni siti militari e che l’accordo non contempli gli altri comportamenti “irresponsabili” da parte dell’Iran come i test balistici o il sostegno ai terroristi. Trump si e’ comunque detto disponibile a negoziare con gli alleati “un nuovo accordo reale, comprensivo e duraturo” e ha lasciato la porta perfino ad una trattativa con Teheran. “L’Iran dira’ naturalmente che non e’ disponibile a negoziare un nuovo accordo e va bene. Io probabilmente farei la stessa cosa nella loro posizione. Ma se loro volessero fare un nuovo accordo duraturo – ha concluso il presidente – a beneficio dell’Iran e del popolo iraniano, io sono pronto, volenteroso e capace”.
Con l’eccezione di Israele e Arabia Saudita, la comunita’ internazionale si rammarica per la decisione di Donald Trump di ritirare gli Usa dall’accordo sul nucleare iraniano. Ue, Francia, Germania e Gran Bretagna assicurano l’impegno a preservare l’intesa. L’Onu lancia un appello in tal senso ai Paesi firmatari e chiede agli Stati membri di continuare a sostenerla. Il presidente iraniano Hassan Rohani, in diretta tv, afferma che l’accordo puo’ andare avanti senza gli Usa, ma allo stesso tempo avverte che Teheran “potrebbe riprendere ad arricchire l’uranio senza limiti”. Prima “parleremo con i nostri amici e alleati, con gli altri Paesi che lo hanno firmato”, dice Rohani ribadendo la volonta’ di restare nell’accordo, “se Russia, Cina, Germania, Francia e Gran Bretagna, continueranno a rispettarlo”. Il presidente iraniano aspettera’ al massimo due settimane una risposta “certa e inequivocabile” dei 5 paesi. Ma rivela di aver gia’ “dato istruzioni all’Agenzia per l’energia atomica di prendere le misure per azioni future” e avverte che “se sara’ necessario possiamo riprendere ad arricchire l’uranio senza limiti”.
Dura la replica a Trump dell’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini. L’Ue, dice, “si rammarica della dichiarazione del presidente Usa” e aggiunge che “l’accordo e’ cruciale per la sicurezza della regione, dell’Europa e del mondo intero”. Per questo Bruxelles e’ “determinata ad agire in conformita’ con i suoi interessi di sicurezza e a proteggere i suoi investimenti. Preserveremo l’accordo”. Poi si rivolge direttamente agli iraniani: “Non lasciate che nessuno smantelli questo accordo. E’ uno dei piu’ grandi successi raggiunti dalla diplomazia: restate fedeli ai vostri impegni e noi resteremo fedeli ai nostri”, dice ricordando che l’intesa “e’ il risultato di dodici anni di lavoro diplomatico, appartiene a tutta la comunita’ internazionale, funziona e sta realizzando gli obiettivi per i quali a’ stata stipulata”, quindi “l’Ue fara’ tutto il possibile per preservarla” e “ci aspettiamo che il resto della comunita’ internazionale continuera’ a fare la propria parte”.
Francia, Germania e Gran Bretagna esprimono “rammarico” e “preoccupazione” per la decisione di Trump e si impegnano a “mantenere” l’accordo. Il presidente francese Emmanuel Macron aggiunge che “lavoreremo insieme per un nuovo accordo allargato al terrorismo e ai missili balistici”. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni twitta affermando che “l’accordo va mantenuto. Contribuisce alla sicurezza nella regione e frena la proliferazione nucleare. L’Italia con gli alleati europei per confermare gli impegni presi”. Mosca esprime “profonda delusione” per la decisione di Trump. Prima dell’annuncio del presidente Usa, il Cremlino aveva avvertito che ci saranno “inevitabili conseguenze dannose in seguito a qualsiasi azione contraria a questi accordi”. Da Riad arriva invece il sostegno a Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu plaude alla “coraggiosa” decisione del presidente Usa.