4,6 MLN SENZA ELETTRICITA’ IN FLORIDA E GEORGIA
Irma perde forza e diventa una tempesta tropicale mentre si muove verso la Georgia, dopo i danni causati alla Florida. I venti massimi sono di 110 chilometri all’ora e le autorita’ americane prevedono che perdera’ ulteriore forza nel corso delle prossime ore, fino a diventare una depressione tropicale. Sono circa 4,6 milioni le persone rimaste senza elettricita’ in Florida e Georgia in seguito al passaggio dell’uragano, riferiscono le autorita’.
Irma si allontana dalla Florida e viene declassata a tempesta tropicale, con venti che adesso soffiano a 110 chilometri all’ora. Lo ha reso noto il Centro nazionale per gli uragani, avvertendo tuttavia che Irma “sta ancora producendo raffiche di vento vicine alla dell’uragano” e che le onde di tempesta rappresentano ancora un rischio “potenzialmente mortale” per gli abitanti della Florida. Irma è adesso diretta verso il sud della Georgia.
Irma, che domenica ha toccato terra in Florida come uragano di categoria 3 e ha successivamente perso potenza, scendendo alla categoria 1, e’ stato ora declassato ulteriormente a tempesta tropicale. Come fa sapere il National Hurrican Center (Nhc), Irma non va comunque presa sottogamba, mentre si muove verso nord verso le aree meridionali della Georgia, dove dovrebbe arrivare nel pomeriggio americano (la serata italiana). In Florida Irma ha lasciato 6 milioni di persone senza energia elettrica, quasi il 60% della popolazione locale. Nel frattempo, si comincia a fare la conta dei danni, che potrebbero essere meno ingenti di quanto inizialmente stimato. In particolare, gli analisti di Enki Research, che nei giorni scorsi avevano ipotizzato costi complessivi per circa 200 miliardi di dollari in tutte le zone colpite dall’uragano, di cui circa 135 miliardi solo in Florida, ha abbassato le previsioni di 49 miliardi e attende ora costi totali per circa 150 miliardi.
Per fare un paragone, l’uragano Katrina, che nel 2005 aveva devastato New Orleans, aveva causato danni per 160 miliardi di dollari. Secondo le stime di Air Worldwide, le perdite coperte da assicurazione nel settore privato si aggireranno tra 20 e 40 miliardi di dollari, molto al di sotto degli oltre 100 miliardi ipotizzati la settimana scorsa, prima che Irma arrivasse in Florida. A fare le spese del passaggio di Irma potrebbe essere il settore petrolifero, gia’ messo in difficolta’ dall’uragano Harvey, che aveva colpito il Texas a fine agosto: la produzione non si e’ fermata durante gli uragani, ma la domanda nelle zone colpite (dal Texas alla Florida e alla South Carolina) secondo le previsioni subira’ un rallentamento, cosa che potra’ creare un eccesso di offerta, che si andrebbe ad aggiungere a quello gia’ registrato a livello globale. Questo potrebbe fare scendere i prezzi del greggio, gia’ sotto forte pressione nonostante le decisioni dell’Opec sull’output.
La Protezione civile cubana ha confermato che il passaggio dell’uragano Irma sull’isola ha causato dieci morti. Le province colpite sono quelle di L’Avana, Matanzas, Camaguey e Ciego de Avila. Secondo il Comando centrale nazionale, tutte queste persone sono decedute a causa di incidenti causati dai forti venti, che hanno raggiunto i 150 km/h, in quanto non avrebbero rispettato le ordinanze di sicurezza emanate dalle autorita’ nei giorni scorsi. A partire da venerdi’ il nord e il centro dell’Isola caraibica e’ stato duramente colpito da Irma, che ora si e’ spostato sulla Florida: tetti divelti, alberi e pali della luce abbattuti, strade bloccate dall’acqua e dai detriti, mentre almeno un milione tra residenti e turisti hanno lasciato le zone costiere per mettersi in salvo altrove, come suggerito dalla Protezione civile. Alcuni quartieri della capitale L’Avana sono irriconoscibili per le devastazioni causate da Irma, e sono anche rimasti la buio. Anche i sei delfini ospiti del centro Cayo Guillermo sono stati messi in salvo da un team di soccorritori e ricarcatori poche ore prima dell’arrivo del ciclone, venerdi’, e trasferiti nel delfinario di Cienfuegos, nel sud del Paese.
Irma in Florida e prima ancora Harvey in Texas sono uragani di “una gravità catastrofica e stiamo mettendo insieme tutte le risorse del governo federale per aiutare i nostri concittadini americani in Florida, Alabama, Georgia, Texas, Louisiana, Tennessee e tutti gli altri meravigliosi posti e stati” coinvolti. E’ quanto ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlando dal Pentagono, dove ha partecipato ad una cerimonia in ricordo delle vittime dell’attacco dell’11 settembre del 2001. “Quando gli americani hanno bisogno – ha continuato – gli americani sono uniti. Siamo un unico Paese. E quando affrontiamo le difficoltà, ne usciamo più vicini, forti e determinati che mai”.