L’Isis ha rivendicato l’attentato al nightclub ‘Reina’ di Istanbul che nella notte di Capodanno ha provocato la morte di 39 persone, 38 delle quali sono state identificate. In un comunicato, diffuso per la prima volta oltre che in arabo anche in turco, il Califfato ha definito l’attentatore ‘un soldato eroico’ e la Turchia ‘serva della Croce’. Riferendosi al conflitto in Siria, l’Isis avverte quindi che ‘il governo di Ankara dovrebbe sapere che il sangue dei musulmani, uccisi dai suoi aerei e dalla sua artiglieria, provochera’ un fuoco nella sua casa per volere di Dio’. Prosegue intanto la caccia all’uomo per catturare il killer, forse originario dell’Asia centrale. Fermati otto sospetti per presunti coinvolgimenti nell’attacco. Stanno bene ma sono molto provati i 5 italiani scampati all’ attentato. In Turchia per lavoro, pensano di tornare in Italia.
Per le autorita’, il killer sarebbe uno jihadista uiguro, un cinese dello Xinjiang. Dalle immagini, i tratti somatici sarebbero comunque asiatici. Secondo altre ipotesi anche uzbeko o kirghizo. Fermati 8 sospetti di essere suoi complici. Tra le vittime straniere molti sono giovani arabi ricchi.
L’Isis rivendica la strage di Capodanno a Istanbul, mentre prosegue la caccia al killer autore della mattanza al nightclub Reina. La polizia turca ha operato 8 arresti tra esponenti dell’estremismo jihadista. Nella rivendicazione l’Isis dice che l’attentato e’ stato una “vendetta” per i bombardamenti della Turchia contro i musulmani in Siria: l'”eroico soldato del califfato” – si legge nel comunicato di rivendicazione – ha causato 150 tra morti e feriti e ancora “il governo apostata della Turchia sappia che il sangue dei musulmani versato per i bombardamenti dei suoi caccia si trasforma in fuoco nella sua casa”. Intanto, la polizia turca ha arrestato a Istanbul 8 persone per presunto coinvolgimento nella strage.
Prosegue la caccia all’uomo che ha ucciso 39 persone. Le autorita’ turche ritengono che l’attentatore potrebbe essere originario dell’Asia centrale, Kirghizistan o Uzbekistan. Lo rivela il quotidiano Hurriyet senza citare fonti e spiegando che l’autore della strage potrebbe essere legato alla stessa cellula che nel giugno scorso colpi’ l’aeroporto Ataturk, causando 47 morti. “Le ricerche del terrorista sono ancora in corso e spero che sia catturato presto”, ha auspicato il ministro dell’Interno Suleyman Soylu. Secondo l’emittente televisiva NTV, nel luogo della strage di Capodanno sono stati esplosi tra i 120 e i 180 colpi in sette minuti. Gli stranieri uccisi sono almeno 27 e tra essi un belga di origine turca, tre giordani, tre libanesi, una giovane arabo-israeliana, tre iracheni, due indiani, un kuwaitiano, un libico e due marocchini, un tunisino e sua moglie franco-tunisina. Ci sono poi una canadese e una russa, oltre a diverse vittime saudite, probabilmente cinque.
Secondo un calciatore che si trovava nel Reina, Sefa Boydas, alcune persone potrebbero essere morte dopo essere state calpestate da altre in fuga durante quei minuti di terrore, mentre il killer sparava all’impazzata. Sempre secondo Hurriyet la Turchia aveva ricevuto il 30 dicembre informazioni di intelligence dagli Usa in merito a possibili attacchi a Istanbul o ad Ankara nella notte di Capodanno, ma senza alcuna segnalazione di particolari obiettivi. Oltre alla rivendicazione, il sedicente califfo Abu Bakr al-Baghdadi e il nuovo portavoce dell’Isis hanno diffuso messaggi in cui esortano a colpire la Turchia e gli interessi turchi nel mondo. Lo rivela su Twitter Rita Katz, direttrice e co-fondatrice di Site, il sito Usa di monitoraggio dei jihadisti: “Con l’aiuto di Allah attacca la Turchia, trasforma in panico la loro sicurezza e la loro calma nel caos”, e’ il testo di uno dei messaggi.