L’Ucraina ha celebrato il 34° anniversario della sua Indipendenza, dichiarata nel 1991, in un clima di orgoglio nazionale e fermezza. Il presidente Volodymyr Zelensky ha ribadito la posizione di Kiev: “Un’Ucraina unita non sarà mai più costretta a quella vergogna che i russi chiamano compromesso. Abbiamo bisogno di una pace giusta”.
Il leader ucraino, in un discorso pronunciato in piazza Maidan a Kiev, ha sottolineato che il futuro del Paese “dipende solo da noi”, rivendicando il ruolo dell’Ucraina come “fondamento” dell’alleanza tra Europa e Stati Uniti. Zelensky ha anche rimarcato la necessità di “solide garanzie di sicurezza” post-conflitto, spingendosi a ipotizzare la presenza di truppe straniere sul territorio ucraino.
Le dichiarazioni di Zelensky hanno immediatamente innescato una reazione a livello internazionale. Mentre il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha escluso l’invio di truppe, ha aperto alla possibilità di un supporto nello sminamento. Simile la posizione del senatore statunitense JD Vance, che ha ribadito che “niente truppe americane in Ucraina”.
In questo contesto, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha intensificato i suoi appelli per una soluzione negoziata, sostenendo che è “il momento di porre fine a una carneficina senza senso”. L’ex leader della Casa Bianca, pur non menzionando il suo ruolo, ha sostenuto che gli Stati Uniti dovrebbero “sostenere un accordo negoziale che porti a una pace duratura”.
Sul fronte russo, il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha dichiarato che il presidente Vladimir Putin “è pronto a proseguire i negoziati iniziati a Istanbul”. Lavrov ha precisato che Putin ha espresso questa volontà in una conversazione telefonica con Trump. Tuttavia, ha rimarcato che un incontro ad alto livello tra i due leader richiede un’adeguata preparazione.
Il ministro russo ha accusato i Paesi occidentali di “cercare un pretesto per impedire i negoziati” e ha attaccato Zelensky per la sua “testardaggine” nel chiedere un incontro immediato con Putin. Unico passo avanti concreto, per ora, sembra essere un nuovo scambio di prigionieri, 146 per parte.
Sul campo di battaglia, l’Ucraina ha rivendicato la riconquista di tre villaggi nel Donetsk e ha intensificato gli attacchi in profondità in territorio russo. Un drone è stato abbattuto vicino alla centrale nucleare di Kursk e ha causato un incendio, mentre un altro attacco ha colpito un terminal della società Novatek nel porto di Ust-Luga.
Zelensky ha confermato che Kiev utilizza armi di propria produzione per questi attacchi, smentendo le voci secondo cui il Pentagono avrebbe impedito l’uso di missili a lungo raggio statunitensi.