ERDOGAN, ‘MANTENERE LA CALMA’. PUTIN: RESTANO BUONI RAPPORTI
La crisi turca, con la lira ai minimi storici sul dollaro, mette sotto pressione le Borse europee, con Milano che segna -3% e Istanbul che sprofonda a -8,8%. In sofferenza i titoli bancari, a partire da Unicredit che possiede il 41% della turca Yapi Kredi, quarta banca del paese; l’euro scende ai minimi da luglio 2017. Erdogan invita a mantenere la calma e denuncia ‘campagne’ contro Ankara. ‘Se loro hanno i dollari – dice – noi abbiamo la nostra gente, il nostro diritto, il nostro Allah. E assicura che il Paese ‘non perdera’ la guerra economica’. Poi parla con Putin che rassicura sui ‘positivi’ rapporti economici fra i due Paesi. Trump invece raddoppia i dazi su acciaio e alluminio turchi e spiega: ‘I nostri rapporti non sono buoni’.
Le tensioni tra Turchia e Usa hanno accelerato il crollo della lira turca, con conseguente record al cambio per dollaro ed euro. Il primo gia’ alla riapertura dei mercati questa mattina aveva fatto registrare la valutazione record di 6,41, salvo poi calare a 5,80 in una ripresa rivelatasi effimera, considerando che nel pomeriggio di oggi servivano 6,52 lire turche per eguagliare il valore di un dollaro, numeri inimmaginabili, che denotano una perdita di valore di piu’ del 30% negli ultimi 8 mesi e di circa il 55% negli ultimi 2 anni. Il dollaro infatti mai aveva superato le 3 lire turche di valutazione prima di luglio 2016. Discorso simile per l’euro, valutato 2,5 lire turche nel gennaio 2015 e poco meno di 3 un anno dopo, ha toccato la valutazione di 3,7 lire turche a fine 2016. Da li’ in poi un crollo senza fine, con la valutazione di 5 lire turche abbattuta a marzo scorso e ora attestato a 7,4, dopo aver toccato il record di 7,42 .
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha avuto oggi un colloquio telefonico con il suo omologo russo, Vladimir Putin, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di aver autorizzato l’aumento dei dazi sulle importazioni di alluminio e acciaio dalla Turchia. Secondo il quotidiano turco Daily Sabah, “i due leader hanno definito positive le relazioni economiche e commerciali tra i due paesi”. Erdogan e Putin hanno anche discusso della crisi siriana in corso e dei recenti sviluppi relativi al processo di Astana. La lira turca ha perso oggi quasi il 19% del proprio valore rispetto al dollaro in seguito all’annuncio del presidente degli Stati Uniti. Al livello attuale, in confronto a inizio anno, la valuta ha perso quasi la meta’ del proprio valore rispetto al biglietto verde. Gia’ prima dell’aggravarsi del confronto diplomatico ed economico con gli Stati Uniti, l’economia di Ankara erano in difficolta’, a causa della crescente inflazione e dello squilibrio nei conti con l’estero. Inoltre, i rendimenti sui titoli decennali del governo turco hanno superato negli scorsi giorni il 19%, i massimi da sempre secondo quanto riporta Bloomberg. A luglio, l’inflazione e’ salita a quasi il 16% e il disavanzo delle partite correnti si e’ ampliato fino al 6,5% del Pil.
L’onda d’urto del crollo della lira turca travolge altri mercati emergenti. Al peso argentino che affonda nei confronti del dollaro con un balzo dei rendimenti sui bond a 100 anni di Buenos Aires che lascia intravedere una recessione alle porte, si aggiunge il crollo del rand sudafricano che scende a 14 per dollaro per la prima volta da novembre. L’Etf sull’indice della volatilita’ dei mercati emergenti sale dell’11%.
Indipendentemente dalle sanzioni contro l’Iran, con le sanzioni imposte alla Russia, la Turchia aveva gia’ seri problemi politici con il suo principale alleato della Nato, gli Stati Uniti. A tutto cio’ si aggiunge il fatto che anche contro la stessa Turchia stanno per abbattersi ulteriori sanzioni degli Stati Uniti dopo il congelamento dei beni di due ministri turchi annunciato la settimana scorsa; azione, questa, simbolica, ma pesante. Tale scenario ha fatto di nuovo sprofondare la lira turca ai minimi storici rispetto al dollaro Usa. Trump, peraltro, ha annunciato oggi il “raddoppio” delle tariffe su acciaio e alluminio dalla Turchia.