Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha dichiarato che il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha respinto ogni proposta di pace avanzata dal presidente americano Donald Trump durante il loro incontro a Washington. Secondo Lavrov, le proposte prevedevano che l’Ucraina non aderisse alla NATO e che si discutessero scambi territoriali. Zelensky avrebbe detto “no a tutto questo”.
Lavrov ha ribadito che un vertice tra il presidente russo Vladimir Putin e Zelensky non è in programma, mentre ha accusato l’Ucraina di non volere “una soluzione giusta e duratura” del conflitto. Le parole di Lavrov giungono in un contesto di tensioni diplomatiche, con il Cremlino che pur sostenendo l’idea di un incontro tra i due leader, ritiene che questo debba avvenire solo nella fase finale dei colloqui di pace.
Nel frattempo, il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha compiuto una visita a sorpresa a Kiev per incontrare Zelensky. Rutte ha assicurato che l’alleanza atlantica continua a fornire un “sostegno incrollabile” all’Ucraina, e ha aggiunto che si sta lavorando per fornire a Kiev “robuste garanzie di sicurezza”. Ha inoltre rivelato che, in meno di un mese, i paesi membri della NATO hanno acquistato dagli Stati Uniti equipaggiamento militare per un valore di 1,5 miliardi di dollari, destinato all’Ucraina. “Ne seguiranno altri”, ha aggiunto Rutte.
A margine dell’incontro con Rutte, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha risposto alle accuse di Lavrov, affermando che la Russia “sta facendo di tutto per rendere impossibile” un incontro con Putin. “È a livello di leader che dovrebbe essere risolta la questione della fine della guerra”, ha detto Zelensky, che ha più volte manifestato la sua disponibilità a incontrare Putin, nonostante un decreto del 2022 che vieta qualsiasi negoziazione.
Zelensky ha poi ribadito la necessità di “garanzie di sicurezza come l’articolo 5 della NATO”, che definisce “davvero efficaci”. L’obiettivo è quello di definire un’architettura di sicurezza chiara, stabilendo quali paesi aiuteranno l’Ucraina a livello terrestre, aereo e marittimo. “Poi c’è la questione del finanziamento del nostro esercito in termini di numeri e qualità”, ha concluso Zelensky.