E’ un ”Italicum bis” il primo testo di riforma della legge elettorale. Il relatore Andrea Mazziotti ha presentato in commissione alla Camera il testo base, che sara’ il punto di partenza della discussione tra i partiti. E ha scelto di estendere al Senato l’Italicum, la legge della Camera cosi’ come corretta dalla Consulta. Un proporzionale quasi puro, che piace a Cinque Stelle e Forza Italia ma viene bocciato dal Pd, che fino all’ultimo aveva spinto per una correzione maggioritaria. ”Il nostro voto non e’ scontato”, dichiara il capogruppo Ettore Rosato. E Matteo Renzi, scettico sulle possibilita’ della riforma di arrivare in porto, parla di ”grandi manovre di chi a parole chiede una legge ma non la vuole e perde tempo”.
L’Italicum bis, il testo base sulla leggeElettorale presentato in commissione Affari costituzionali della Camera dal relatore Andrea Mazziotti, piace ai 5 Stelle, ai centristi di Ap, e ad altre forze minori, non dispiace a Forza Italia, che non gradisce le preferenze e vede la strada in salita se non ci dovesse essere il si’ del Pd. L’Italicum bis pero’ non trova per ora il plauso del primo partito di maggioranza, il Pd, che non da’ per scontato il suo voto favorevole. Non piace alla Lega, ai verdiniani e a Mdp. Non dovrebbe raccogliere i favoriti di Sinistra italiana, contraria ai capolista bloccati e al premio di maggioranza. Nel dettaglio: sono a favore del testo base Alternativa popolare (che conta 27 deputati), Civici e Innovatori (16 deputati), FdI (11 deputati), M5S (88). Forza Italia in teoria e’ favorevole, ma non si e’ espressa ufficialmente (50 deputati). Sono contrari: i verdiniani (15 deputati), Lega (19 deputati), Mdp (40 deputati), Si (17 deputati). Stando alle dichiarazioni dei dem, anche il Pd potrebbe bocciare il testo base (282 deputati).
Alla fine un testo base c’e’. E’ l’Italicum bis, che scontenta un po’ tutti. Gli unici a battere le mani e a dirsi pronti a votarlo sono i 5 Stelle. Il Pd non gradisce affatto e fa subito sapere che il voto a favore, martedi’ prossimo quando la commissione Affari costituzionali della Camera sara’ chiamata ad adottare il testo base, non e’ per nulla scontato. Storce il naso anche Forza Italia, che proprio dopo una riunione con Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli aveva messo nero su bianco il suo no netto alle preferenze. Non piace alla Lega, che parla di legge elettorale “salva Alfano”. Non piace a Mdp. L’Italicum bis, presentato dal relatore Andrea Mazziotti che subito ammette che il testo “rappresenta il miglior risultato nelle condizioni date”, e’ l’esatta fotocopia dell’Italicum corretto dalla Consulta e esteso al Senato, con l’unica differenza nel numero dei collegi e quindi dei capilista bloccati: alla Camera sono 100, al Senato 50. Per il resto ci sono tutti i capisaldi dell’Italicum: capilista bloccati appunto, cosa che fa infuriare un po’ tutti tranne Forza Italia; preferenze; soglia di sbarramento al 3% anche al Senato ma su base regionale; premio al partito che raggiunge almeno il 40% dei voti e non alla coalizione ma con il rischio di avere due maggioranze diverse tra Camera e Senato.
Il Pd fino all’ultimo ha tentato di spostare l’asse in commissione verso un sistema che avesse dei forti correttivi maggioritari, e ha tentato di sparigliare le carte, quando ormai era chiaro che il testo base sarebbe stato l’Italicum esteso al Senato. E dopo un vertice al Nazareno con il leader Matteo Renzi, e poi dopo un faccia a faccia con il relatore, ha ufficializzato la sua proposta: un mix tra maggioritario e proporzionale, che per i dem e’ un tedesco corretto ma in verita’ assomiglia molto di piu’ al Mattarellum corretto: 50% di collegi uninominali e 50% di proporzionale. Ma solo la Lega e i verdiniani si sono detti pronti a sostenere la proposta targata Pd: un’impresa impossibile, quindi, tanto piu’ visti i numeri e gli equilibri al Senato.