REPLICA DEL CAPOGRUPPO D’UVA, TESTO GIA’ MIGLIORATO AL SENATO’
Una ventina di deputati del M5s ha scritto al capogruppo Francesco D’Uva per chiedere un ‘tavolo di discussione’ sul decreto sicurezza. Il provvedimento e’ all’esame della commissione Affari Costituzionali della Camera, dove sono iniziate le audizioni, dopo l’approvazione al Senato con la fiducia. ‘Il testo e’ stato gia’ migliorato al Senato e presto sara’ approvato anche alla Camera’, taglia corto D’Uva.
Diciannove deputati M5s che chiedono, “con forza” maggiore collegialita’ nelle decisioni, avendo “da tempo” esaurito gli appelli alla condivisione. Si conclude cosi’ la lettera inviata dai deputati M5s al capogruppo M5s Francesco D’Uva in cui annunciano la presentazione di otto emendamenti al dl sicurezza in discussione alla Camera, pur chiarendo di non voler, con questo, “complicare i gia’ delicati equilibri di governo”. I 5 stelle, tutti al primo mandato, si dicono “coscienti del percorso” che avra’ il decreto e delle trattative che gia’ ci sono state su di esso ma non per questo rinunciano a rilevarne le “criticita’ che si rifletteranno pesantemente sulla vita dei cittadini”. I deputati 5 S ricordano che il testo del provvedimento “non trova, in molte sue parti, presenza nel Contratto di Governo ed e’, in parte, in contraddizione col programma elettorale del M5s”. “Siamo perfettamente a conoscenza di come questo decreto sia essenziale per la Lega e non e’ nostra intenzione complicare i gia’ delicati equilibri di governo” sottolineano tuttavia i parlamentari che non vogliono pero’ rinunciare alle loro prerogative e soprattutto intendono “lasciare una traccia chiara e precisa di quale sia la posizione del M5s” sul provvedimento. “Non ci arroghiamo il diritto di essere la voce del Movimento, sia chiaro. Ci sarebbe pero’ piaciuto confrontarci in tempi e modi adeguati affinche’ una posizione condivisa emergesse. Purtroppo rileviamo una carenza di discussione interna che in molte sedi, anche ufficiali, tanti di noi hanno espresso” scrivono nella lettera inviata al capogruppo a cui annunciano otto emendamenti da depositare in Commissione Affari Costituzionali che “sicuramente non renderebbero il decreto ottimale ma migliorerebbero sostanzialmente alcune parti davvero critiche, sempre ovviamente nel rispetto del Contratto di Governo, della Costituzione e dei principi M5s”. “Sappiamo che questo iter di condivisione interna possa non essere canonico e che la firma su un emendamento dovrebbe essere il passo conclusivo di un percorso: tale percorso pero’ non c’e’ mai stato e la responsabilita’ non e’ certo dei singoli deputati e deputate. Quindi non rimane altra strada, al momento, di procedere in questa maniera” concludono i 19 che si firmano: Barzotti Valentina, Bruno Raffaele, Cappellani Santi, D’Ippolito Giuseppe, Deiana Paola, Di Lauro Carmen, Ehm Yana Chiara, Federico Antonio, Giannone Veronica, Giordano Concetta, Iovino Luigi, Ricciardi Riccardo, Sarli Doriana, Siragusa Elisa, Sportiello Gilda, Suriano Simona, Termini Guia, Traversi Roberto, Vizzini Gloria.