Le unita’ dell’autoproclamato Esercito nazionale libico, guidato dal maresciallo Khalifa Haftar, sono arrivate oggi a 70 chilometri di distanza ad est di Sirte. Secondo quanto ha annunciato l’emittente televisiva “al Libya”, i soldati di Haftar hanno assunto il controllo dell’entrata principale di Harawa, villaggio controllato in passato anche dalle milizie dello Stato islamico ora asserragliate nel quartiere della marina diSirte. Intanto in citta’ regna un clima di calma relativa con una sospensione delle attivita’ belliche. Fonti dell’operazione “al Bunian al Marsus”, hanno reso noto che da ieri non ci registrano raid aerei dei caccia statunitensi sugli obiettivi dei jihadisti in citta’. Secondo quanto riferisce una fonte locale al sito informativo libico “al Wasat”, le milizie di Misurata, fedeli al governo libico di Tripoli sostenuti dall’Onu, stanno ancora assediando il quartiere al Jiza e in particolare il lotto residenziale 656 dove sarebbero asserragliati gli ultimi militanti jihadisti.
Gli scontri sono fermi anche perche’ si attende l’esito dei raid aerei statunitensi sulla zona e i risultati delle ricognizioni dei caccia che cercano di capire quanti siano i miliziani ancora rimasti. Intanto e’ stato imposto il coprifuoco notturno nella zona di Abu Hadi, a 20 chilometri da Sirte, dove si teme che possano fuggire i terroristi che tentano di scappare dall’assedio di Sirte. Secondo un ex combattente del gruppo jihadista catturato nei giorni scorsi, sarebbero circa 180 i miliziani dello Stato islamico ancora presenti a Sirte, in Libia, circondati nel quartiere della marina, tra cui 22 kamikaze pronti a farsi saltare in aria. Il terrorista prigioniero dei miliziani di Misurata ha spiegato che “22 kamikaze sono pronti ad agire alla guida delle loro autobombe. Al momento inoltre vi sono 37 miliziani jihadisti feriti, i quali vengono curati da quattro medici indiani, due medici spagnoli e due egiziani”, come riferito sempre da “al Wasat”. Tra le fila del gruppo ci sarebbero anche un medico libico ed uno tunisino. Da giorni le milizie di Misurata assediano i jihadisti in una zona di Sirte larga circa un chilometro quadrato, spalleggiate dagli aerei da guerra statunitensi impiegati nell’operazione “Odyssey Lightning”, che hanno compiuto, dallo scorso primo agosto, un totale di 205 raid. Il 2 ottobre gli Stati Uniti hanno compiuto ben 20 bombardamenti sulla citta’ costiera libica, il maggior numero di raid in un solo giorno, colpendo il centro di comando del gruppo terroristico, un veicolo-bomba e ben 71 postazioni nemiche. Il giorno successivo, lunedi’ 3 ottobre, altri cinque raid hanno distrutto 27 postazioni dei combattenti dell’Is. I raid aerei statunitensi in Libia si erano quasi dimezzati lo scorso mese – 72 a settembre contro i 108 di agosto – per poi riprendere con maggiore frequenza nei primi giorni di ottobre. Le forze dell’operazione militare “al Bunian al Marsus” hanno annunciato il 3 ottobre scorso di aver ucciso ben 80 uomini dell’Is mentre cercavano di raggiungere la zona del porto. “Un cospicuo gruppo di militanti dell’Is ha attaccato le nostre retrovie cercando di raggiungere il porto. Le nostre forze hanno subito ripreso l’iniziativa e hanno contrattaccato”, si legge in un comunicato pubblicato sulla pagine Facebook dell’operazione militare. Un totale di 55 uomini del gruppo terroristico sono stati uccisi nell’area del primo attacco, mentre altri 25 sono morti un altro quartiere della citta’.