INDAGINE A ROMA SU CONTATTI KILLER DI MARSIGLIA IN ITALIA. LA PROCURA APRIRA’ UN FASCICOLO CONTRO IGNOTI
Ahmed Hanachi, l’uomo che ha accoltellato a morte due donne alla stazione Saint-Charles di Marsiglia, fino a tre anni fa era ad Aprilia, sposato con una donna italiana. Lavorava saltuariamente nei cantieri. Ma era anche stato arrestato più di una volta per furto e spaccio di droga. Dalla zona dell’agro pontino, tra Aprilia, Latina e Fondi, in meno di un anno e mezzo, già erano stati espulsi quattro tunisini sospettati di fanatismo religioso.
La procura di Roma aprira’ un fascicolo contro ignoti, e per associazione con finalita’ di terrorismo, nel quadro degli accertamenti che saranno avviati per fare luce sulla rete di contatti in Italia di Ahmed Hanachi, il tunisino autore del duplice omicidio di Marsiglia. Gli accertamenti, saranno curati dal procuratore aggiunto Francesco Caporale. I contatti avuti, i luoghi frequentati, i rapporti coltivati negli anni passati in Italia: su questo si sta concentrando l’attenzione degli uomini di antiterrorismo e intelligence sul passato del tunisino che ha assassinato le due cugine Laure e Mauranne a Marsiglia.
L’assalitore e’ stato formalmente identificato proprio dalle autorita’ tunisine come Hamed Hanachi: e’ quanto riferisce France 2. Anche in Tunisia il trentenne che ieri ha ucciso due ragazze alla stazione Saint-Charles era noto per fatti di piccola criminalita’. La sua reale identita’ e’ stata confermata grazie a una fotocopia del suo passaporto e alle impronte digitali. L’uomo aveva fornito ben sette identita’ diverse.
Il ministro francese dell’Interno, Ge’rard Collomb, chiede un’ispezione generale amministrativa sulle condizioni che hanno indotto a rimettere in liberta’ l’assalitore di Marsiglia. Bisogna fare “piena luce”, ha detto il ministro all’indomani dell’assalto. Ahmed Hanaci, 30 anni, tunisino di Bizerte secondo il passaporto mostrato, era uscito da un negozio del centro commerciale della stazione lionese di Part-Dieu senza pagare una giacca da 39 euro.
Dopo l’arresto per furto, l’altro ieri, l’uomo e’ stato lasciato a piede libero. Fonti vicine all’inchiesta spiegano infatti che in quel momento l’ufficiale di permanenza alla prefettura di zona, l’unico ad avere l’autorita’ per decretare una incarcerazione, “era assente”, il che ha impedito di trattenerlo. Secondo altre fonti citate dal Parisien online, sabato mattina c’era “anche un problema di disponibilita’ di posti” nei centri di detenzione. Di qui, la decisione di Ge’rard Collomb di chiedere l’apertura di un’inchiesta amministrativa.