Un monito solenne contro il rischio di un ritorno al “cesarismo” e un appello a non smantellare l’ordine internazionale costruito dopo la Seconda Guerra Mondiale. È questo il cuore del discorso pronunciato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, in occasione del conferimento della laurea magistrale honoris causa in “Politica, Istituzioni e Mercato” da parte dell’Università di Firenze.
Nel quadro delle celebrazioni per i 150 anni della prestigiosa Scuola di Scienze Politiche “Cesare Alfieri”, il Capo dello Stato ha utilizzato le parole profetiche di Alexis de Tocqueville per descrivere le insidie della contemporaneità: “Non lasciamo che si realizzi una regressione verso una tirannide dall’aspetto filantropico e dalle forme fraudolentemente rappresentative, che tende a perpetuare l’infanzia dell’uomo”.


Mattarella ha analizzato con preoccupazione l’attuale scenario geopolitico, denunciando la “nuova pretesa” di alcuni attori globali di agire al di fuori delle norme e degli organismi sovranazionali. Secondo il Presidente, è in corso un tentativo di erodere la sovranità degli Stati e il ruolo delle istituzioni internazionali per tornare a una logica di pura potenza.
“La contemporaneità impone sfide rivoluzionarie”, ha sottolineato, citando l’impatto dei nuovi giganti tecnologici, dei social media e dell’intelligenza artificiale, strumenti che stanno ridefinendo i confini del sapere ma anche le modalità della vita democratica e del lavoro.



Un passaggio significativo è stato dedicato ai partiti politici, definiti “motore della rinascita democratica” e strumenti necessari, seppur aperti a critiche e sollecitazioni, per garantire il coinvolgimento popolare previsto dalla Costituzione. Ricordando la storia della “Cesare Alfieri”, il Capo dello Stato ha reso omaggio agli studiosi che hanno pagato con la vita il loro impegno civile, come Ezio Tarantelli, ucciso dalle Brigate Rosse: “Vittime di una violenza cieca che ha colpito chi cercava il dialogo e soluzioni condivise”.


La rettrice dell’Ateneo fiorentino, Alessandra Petrucci, ha espresso l’orgoglio dell’intera comunità accademica nel premiare Mattarella, definito nella motivazione ufficiale come “figura esemplare della cultura istituzionale e simbolo di come le cariche pubbliche debbano essere interpretate nel rispetto dei valori costituzionali”.
Il Presidente ha concluso invitando i giovani a dedicarsi allo studio con “passione e spirito indipendente”, ricordando che la democrazia italiana è il frutto di una collaborazione profonda tra politica e cultura. Un’eredità che, per Mattarella, non può essere messa a rischio dalle ambizioni dei “nuovi Cesari”.