In un clima di crescente tensione internazionale, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lancia un monito severo contro la “deriva” dei conflitti che tornano a insanguinare il mondo, anche a breve distanza dai confini italiani. L’occasione è la cerimonia al Quirinale per la premiazione dei nuovi “eroi del sociale”, cittadini distintisi per atti di altruismo e solidarietà, ma il discorso del Capo dello Stato assume rapidamente i connotati di una profonda riflessione politica e diplomatica.
Senza mai citare direttamente i protagonisti della crisi in Medio Oriente – con il pensiero degli osservatori rivolto alle recenti azioni delle amministrazioni di Stati Uniti e Israele contro l’Iran – Mattarella ha descritto lo scontro tra due opposte visioni del mondo:
- La scuola della forza: chi persegue esclusivamente i propri interessi, cercando di imporsi sugli altri.
- La scuola della condivisione: chi privilegia il multilateralismo e la gestione comune di difficoltà e obiettivi.
«Si confrontano due modi contrapposti di pensare», ha sottolineato il Presidente, evidenziando come la tentazione dell’isolamento e della prova di forza stia mettendo a rischio la stabilità globale.
L’appello contro l’indifferenza
Il richiamo di Mattarella è un invito esplicito alla responsabilità collettiva. In un “tempo difficile”, il Capo dello Stato esorta a non cedere al pessimismo: «È necessario abbattere i muri della paura e della rassegnazione. Non dobbiamo pensare che queste derive siano inevitabili».
Secondo il Presidente, la scelta di non ignorare le esigenze del prossimo non è solo un atto morale, ma un pilastro politico: «Queste scelte fanno crescere la società e rendono più forti le istituzioni».
Fiducia nelle risorse del Paese
Nonostante il tono preoccupato, Mattarella ha voluto chiudere con un messaggio di speranza, rivolgendosi direttamente ai premiati: «Le vostre storie trasmettono fiducia. Il senso di comunità e la capacità di affrontare sfide apparentemente insormontabili sono più forti degli eventi negativi».
L’Italia, ha concluso il Presidente, possiede “in abbondanza” queste doti, necessarie per navigare in una fase storica in cui la cooperazione internazionale sembra scricchiolare sotto il peso dei nuovi conflitti.