Non lasciarsi paralizzare dal post-referendum. È questo l’imperativo di Giorgia Meloni, che ha trascorso la giornata a blindare i dossier economici e sociali per arrivare all’informativa in Parlamento del 9 aprile con risultati concreti. L’obiettivo è dimostrare che l’esecutivo è in piena attività, nonostante le scosse politiche e le dimissioni di alcuni sottosegretari.
CARO-CARBURANTE E LAVORO: LE MOSSE DELLA PREMIER Il cuore dell’azione immediata riguarda il portafoglio degli italiani:
- Proroga Accise: Meloni e il Ministro Giorgetti sono al lavoro su un “decreto fotocopia” da varare venerdì in Consiglio dei Ministri. L’obiettivo è rinnovare per altri 20 giorni il taglio delle accise sulla benzina, evitando il rincaro previsto per lunedì prossimo.
- Salari e Lavoro Povero: In vista del 1° maggio, la Premier ha incontrato la Ministra Calderone per definire un pacchetto di misure contro il lavoro povero, cercando di dare una risposta sociale dopo la firma del rinnovo contrattuale della scuola annunciata da Valditara.
- Sicurezza Energetica: Il colloquio con l’AD di Eni, Claudio Descalzi, ha confermato la priorità nazionale sull’approvvigionamento in una fase di estrema instabilità nel Golfo Persico.
IL CASO PIANTEDOSI: IL VIMINALE SOTTO OSSERVAZIONE A guastare i piani della “fase due” è però esploso il caso diplomatico-sentimentale che coinvolge Matteo Piantedosi. Le rivelazioni di Claudia Conte sulla loro relazione hanno trasformato un affare privato in un problema di tenuta politica, evocando lo spettro del caso Sangiuliano-Boccia.
In un faccia a faccia a Palazzo Chigi, Piantedosi ha tentato di tranquillizzare la Premier, assicurando che non esistono elementi o documenti che possano esporre il governo a ricatti o imbarazzi istituzionali. La difesa d’ufficio è arrivata anche dalla Lega: dopo un vertice con Salvini, via Bellerio ha confermato “totale stima” per il Ministro.
L’EQUILIBRIO PRECARIO Meloni sa che il Viminale non è un ministero qualunque. Se il caso dovesse aggravarsi, un eventuale rimpasto diventerebbe inevitabile, aprendo però un fronte pericolosissimo con Matteo Salvini, che non ha mai nascosto il desiderio di tornare a occupare la poltrona di Ministro dell’Interno. Per ora, la Premier sceglie la linea della stabilità, sperando che le rassicurazioni di Piantedosi tengano l’esecutivo al riparo da una nuova tempesta estiva anticipata.