Blindatissimo e informale, ma dal peso politico decisivo. Si è concluso nella serata di ieri il vertice tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani. L’incontro, svoltosi nella residenza della premier, è il primo faccia a faccia tra i leader della maggioranza dopo la pesante sconfitta referendaria e una settimana segnata dalle dimissioni eccellenti di Santanchè, Delmastro e Bartolozzi.
Il messaggio della Premier ai suoi alleati è stato perentorio: “Ora bisogna portare risultati”. Sul tavolo, oltre alla gestione dell’interim al Turismo lasciato dalla Santanchè, pesano le emergenze economiche, con il gasolio che ha toccato il picco di 2,7 euro al litro. Tra le ipotesi al vaglio per rilanciare l’azione di governo figura una nuova proroga al taglio delle accise sui carburanti.
MAGISTRATURA, SVOLTA TANGO ALL’ANM Mentre il governo cerca di ricompattarsi, sul fronte della giustizia si apre una stagione potenzialmente meno conflittuale. Giuseppe Tango, esponente di Magistratura Indipendente, è stato eletto quasi all’unanimità nuovo presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati. “Proporremo soluzioni per migliorare davvero il sistema”, ha dichiarato Tango, tendendo la mano alla politica. Un’apertura raccolta immediatamente dal Guardasigilli Carlo Nordio, che si è detto fiducioso nel trovare “punti di concordia” tra potere esecutivo e ordine giudiziario.
LE OPPOSIZIONI SUL PIEDE DI GUERRA Il clima di stabilità cercato dal governo deve però fare i conti con un’opposizione galvanizzata dal risultato del referendum. Elly Schlein e Giuseppe Conte sono apparsi insieme sul palco della convention “Stati Uniti d’Europa”, lanciando la sfida per una coalizione alternativa. Se la segretaria del PD punta tutto sull’identità europea per contrastare le destre, il leader del M5S ha sorpreso con un’apertura sulla difesa comune europea: “Va rafforzata l’integrazione, l’unanimità non è più possibile”, ha ammesso Conte, pur ribadendo la distanza dai piani di riarmo.
IL MONITO DEL COLLE Sullo sfondo delle fibrillazioni interne e dei rumors di elezioni anticipate — evocati con insistenza da Matteo Renzi — resta ferma la posizione del Quirinale. Il Presidente Sergio Mattarella ha richiamato l’intera comunità nazionale alla responsabilità, sottolineando come la stabilità sia fondamentale in un contesto globale “travolto da tensioni e aggressioni”. Un monito che sembra allontanare, almeno per il momento, l’ipotesi di uno scioglimento anticipato delle Camere in piena crisi internazionale.