È rottura aperta tra il mondo degli industriali e l’esecutivo. Il nuovo decreto fiscale approvato dal Consiglio dei Ministri ha innescato una durissima reazione da parte di Confindustria, scagliatasi contro il drastico taglio agli incentivi del piano “Transizione 5.0”. La misura, definita “totalmente imprevista”, prevede una decurtazione del 65% del credito d’imposta per le aziende rimaste in attesa delle agevolazioni, oltre all’esclusione dai benefici per gli investimenti in impianti fotovoltaici ad alta efficienza.
“Si mina profondamente la fiducia delle imprese”, ha attaccato il vicepresidente Marco Novicelli, seguito dal presidente Emanuele Orsini che ha chiesto la convocazione immediata di un tavolo di confronto con i ministri già per la prossima settimana. La protesta ha raccolto l’adesione immediata delle sedi regionali di Veneto e Piemonte, oltre che di Confartigianato e Confapi, compatte nel denunciare un cambio di regole a partita in corso che penalizza chi ha scommesso sul “Made in Italy”.
IL DUELLO GIORGETTI-URSO Dietro la decisione del provvedimento si sarebbe consumato un acceso scontro politico all’interno del Gabinetto. Secondo indiscrezioni, il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il titolare delle Imprese Adolfo Urso avrebbero dato vita a un confronto serrato durante il Cdm. Giorgetti ha giustificato i tagli evocando uno “shock esterno” paragonabile alla crisi ucraina, che impone scelte drastiche per rispettare i vincoli di bilancio. Urso, di contro, si sarebbe opposto fermamente alla riduzione degli incentivi, costringendo Palazzo Chigi a una mediazione che ha inserito nel comunicato finale l’impegno a valutare “risorse aggiuntive” in sede di conversione.
DL FISCO: COSA CAMBIA NELLA MANOVRA A soli tre mesi dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio, il decreto agisce come una vera e propria correzione di rotta su diversi fronti:
- Pacchi extra-UE: Slitta al 1° luglio la tassa da 2 euro sulle spedizioni di piccolo valore.
- Iperammortamento: Viene cancellata la restrizione che limitava il bonus ai soli beni prodotti in Europa, una vittoria per il fronte delle imprese.
- Dividendi e Pex: Clamoroso dietrofront sulla tassazione agevolata. Cancellato il compromesso raggiunto con Forza Italia che prevedeva la doppia soglia del 5% o 500mila euro; si torna al regime precedente.
- Turismo: Posticipata l’entrata in vigore della ritenuta d’acconto per le agenzie di viaggio.
L’incertezza generata da queste modifiche improvvise preoccupa gli analisti, mentre il Governo cerca di rassicurare le categorie produttive promettendo che il tavolo di confronto servirà a “ricucire” uno strappo che, al momento, appare profondo.