L’EUROPA E’ SEMPRE SPACCATA
Al vertice informale dei 16 leader Ue a Bruxelles sui migranti il premier Giuseppe Conte propone di superare completamente il regolamento di Dublino e il criterio del Paese di primo arrivo, chi sbarca in Italia, sbarca in Europa. Chiede inoltre centri di accoglienza in piu’ Paesi Ue. Secondo fonti, con la proposta dell’Italia i ricollocamenti diventano ininfluenti. Si delinea un asse Francia-Germania-Spagna che rischia di isolare Roma. Macron, non prendiamo lezioni da nessuno, mai dimenticare i valori dell’Ue, soluzione a 28 o tra gruppo di Stati. Merkel, trovare accordi bi-trilaterali.
Ecco il documento di sintesi della proposta italiana avanzata dal premier Giuseppe Conte al vertice informale di Bruxelles sui migranti. Si intitola ‘European Multilevel Strategy for Migration’ e consta di una premessa e 10 obiettivi. “L’Europa – vi si legge – e’ chiamata ad una sfida cruciale. Se non riesce a realizzare un’efficace politica di regolazione e gestione dei flussi migratori, rischia di perdere credibilita’ tutto l’edificio europeo. Occorre un approccio integrato, multilivello che coniughi diritti e responsabilita’. L’Italia vuole contribuire costruttivamente alla formulazione di questo nuovo approccio. Dobbiamo passare dalla gestione emergenziale, alla gestione strutturale del fenomeno immigrazione. Cio’ si realizza in primo luogo con la regolazione dei flussi primari (ingressi) in Europa, solo cosi’ si potranno regolare successivamente i flussi secondari (spostamenti intraeuropei). 1. Intensificare accordi e rapporti tra Unione europea e Paesi terzi da cui partono o transitano i migranti e investire in progetti. Ad esempio la Libia e il Niger, col cui aiuto abbiamo ridotto dell’80% le partenze nel 2018. 2. Centri di protezione internazionale nei Paesi di transito. Per valutare richieste di asilo e offrire assistenza giuridica ai migranti, anche al fine di rimpatri volontari. A questo scopo l’Ue deve lavorare con UNHCR e OIM. Percio’ e’ urgente rifinanziare il Trust Fund UE-Africa (che ha attualmente uno scoperto complessivo di 500milioni di euro) che incide anche su contrasto a immigrazione illegale su frontiera Libia-Niger. 3. Rafforzare le frontiere esterne. L’Italia sta gia’ sostenendo missioni UE (EUNAVFOR MED Sophia e Joint Operation Themis) e supportando la Guardia Costiera Libica, occorre rafforzare queste iniziative. 4. Superare Dublino (obiettivo piu’ complesso). Nato per altri scopi, e’ ormai insufficiente. Solo il 7% dei migranti sono rifugiati. Senza intervenire adeguatamente rischiamo di perdere la possibilita’ di adottare uno strumento europeo veramente efficace. Il Sistema Comune Europeo d’Asilo oggi e’ fondato su un paradosso: i diritti vengono riconosciuti solo se le persone riescono a raggiungere l’Europa, poco importa a che prezzo. 5. Superare il criterio Paese di primo arrivo. Chi sbarca in Italia, sbarca in Europa. Riaffermare responsabilita’-solidarieta’ come binomio, non come dualismo. E’ in gioco Schengen. 6. Responsabilita’ comune tra Stati membri sui naufraghi in mare. Non puo’ ricadere tutto sui Paesi di primo arrivo. Superare il concetto di ‘attraversamento illegale’ per le persone soccorse in mare e portate a terra a seguito di Sar. Bisogna scindere tra porto sicuro di sbarco e Stato competente ad esaminare richieste di asilo. L’obbligo di salvataggio non puo’ diventare obbligo di processare domande per conto di tutti. 7. L’Unione europea deve contrastare, con iniziative comuni e non affidate solo ai singoli Stati membri, la ‘tratta di esseri umani’ e combattere le organizzazioni criminali che alimentano i traffici e le false illusioni dei migranti. 8. Non possiamo portare tutti in Italia o Spagna. Occorrono centri di accoglienza in piu’ paesi europei per salvaguardare i diritti di chi arriva e evitare problemi di ordine pubblico e sovraffollamento. 9. Contrastare i movimenti secondari. Attuando principi precedenti, gli spostamenti intra-europei di rifugiati sarebbero meramente marginali. Cosi’ i movimenti secondari potranno diventare oggetto di intese tecniche tra paesi maggiormente interessati. 10. Ogni Stato stabilisce quote di ingresso dei migranti economici. E’ un principio che va rispettato, ma – conclude il documento – vanno previste adeguate contromisure finanziare rispetto agli Stati che non si offrono di accogliere rifugiati”.