L’Ungheria costruira’ una nuova barriera fortificata anti- migranti lungo i suoi confini meridionali: lo ha annunciato il primo ministro Viktor Orban. Presto ci sara’ un ‘maggior bisogno di sicurezza’, ha detto Orban, che in precedenza aveva paragonato i migranti al ‘veleno’.
L’Ungheria costruirà una seconda barriera al confine con la Serbia, lungo quella già eretta, per fermare i migranti che potrebbero ricominciare ad affluire se la Turchia cambiasse le sue politiche sui profughi come ha minacciato di fare. Ad annunciarlo è stato il primo ministro Viktor Orban, parlando alla radio pubblica, mentre gli ungheresi il 2 ottobre voteranno nel referendum per accettare o respingere la ripartizione in quote dei rifugiati decisa dall’Unione europea. Una consultazione che fa paura a molti, visto il terremoto che ha avuto quella di giugno con cui il Regno Unito ha detto sì alla Brexit. Nessuna parola però sulla tempistica: Orban non ha precisato quando i lavori dovrebbero cominciare, né quando potrebbero concludersi.Il premier nazionalconservatore dell’Ungheria ha descritto la nuova barriera come “un sistema di difesa più imponente” di quello esistente, perché potrebbe dover resistere all’arrivo di “varie centinaia di migliaia di persone”. Con questa affermazione ha fatto riferimento all’eventualità che l’accordo siglato a marzo fra Turchia e Unione europea salti, il che porterebbe alla ‘riapertura’ della cosiddetta balcanica ai migranti. Secondo l’intesa, Ankara ha accettato di contribuire a fermare l’ondata di persone proveniente dall’est dell’Europa, in cambio di aiuti e dell’eliminazione dei visti per i cittadini turchi che intendano viaggiare in Ue. Ha però accusato più volte Bruxelles di non rispettare i patti, minacciando di far saltare l’accordo. Il ‘muro’ di rete e filo spinato già esistente al confine meridionale con Serbia e Croazia è stato alzato lo scorso anno, quando quasi 400mila migranti in fuga da guerre e povertà attraversarono l’Ungheria dirette a ovest. In precedenza il Paese ha anche approvato una controversa legge che permette alle autorità di riportare i migranti in Serbia se vengono intercettati in una fascia di 8 chilometri dal confine. E Orban ha annunciato anche che rafforzerà la presenza della polizia: il numero attuale di 44mila agenti sarà portato a 47mila, di cui 3mila saranno dispiegati stabilmente al confine meridionale. Intanto, per il 2 ottobre è previsto il referendum, voluto proprio da Orban, fortemente contrario alla politica delle quote per la redistribuzione dei profughi in arrivo nel blocco europeo. Il quesito della consultazione sarà il seguente: “Vuole che l’Unione europea disponga, senza il consenso del Parlamento ungherese, del collocamento di cittadini non ungheresi in Ungheria?”. Il governo di Budapest sta facendo campagna per il no e ha legato l’arrivo degli immigrati a delinquenza e terrorismo. “Dall’inizio della crisi migratoria, in Europa sono morte oltre 300 persone in attacchi terroristici”, si legge su alcuni dei cartelli ufficiali sul referendum. A opporsi al sistema delle quote, insieme a Orban, ci sono anche altri Paesi dell’Europa dell’Est, come Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia. I quattro Paesi compongono il cosiddetto Gruppo Visegrad.