A Granada Meloni fa la pace con Scholz: ‘È consapevole che la strategia italiana è l’unica che può essere efficace: a me ha detto che bisogna andare avanti con questo lavoro in Tunisia’. La Bild scrive: Berlino vuole bloccare i finanziamenti alle ong nel 2024. A Granada niente intesa a 27 per lo strappo di Polonia e Ungheria sui migranti.
“Sono molto soddisfatta di quello che sta accadendo a livello europeo, oggi noi ci ritroviamo in un Consiglio europeo nel quale 27 paesi sono d’accordo sul fatto che la priorità è fermare l’immigrazione illegale, a partire dalla dimensione esterna. E questo è indubitabile: dopodiché bisogna essere bravi nell’implementazione”. Così il premier Giorgia Meloni, dopo aver partecipato a Granada alla riunione informale dei capi di Stato e di Governo del Consiglio europeo. Polonia e Ungheria si sono opposte all’accordo in merito alle nuove regole sull’immigrazione, tanto che al presidente dell’Euco, Charles Michel, non è rimasto che stralciare completamente il capitolo sui migranti dalla dichiarazione finale per assenza di unanimità.
Le parole del premier ungherese Viktor Orban: “Se sei legalmente stuprato, costretto ad accettare qualcosa che non ti piace, come pensi di raggiungere un compromesso? È impossibile”.
Poi è arrivata la seconda voce del primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, a confermare la posa del team che già nel Consiglio europeo di giugno aveva esercitato il diritto di veto: “Sono responsabile della sicurezza della Polonia e dei suoi cittadini. Pertanto, come politico responsabile, rifiuto ufficialmente l’intero paragrafo delle conclusioni del vertice riguardante l’immigrazione”.
“Questo è un dibattito che ci trasciniamo da qualche mese, legato alla precedente percezione di come doveva essere gestita la questione migratoria – commenta Meloni – L’Italia ha votato il Patto di migrazione e asilo banalmente perché le nuove regole secondo noi sono migliori delle precedenti, ma io non ho portato questa come priorità: per me fin quando continuiamo a parlare di come distribuiamo queste persone all’interno dell’Ue non solo produciamo pull factor, ma soprattutto nessuno può pensare di risolvere il problema a casa sua scaricandolo su un altro. Per cui secondo me è un dibattito di una vecchia percezione. Ora le regole sono migliori: su questo la posizione tra l’Italia, la Polonia e l’Ungheria è diversa, banalmente perché sono diverse le posizioni geografiche, e non dipende dalla strategia italiana sulla quale anche loro sono d’accordo, fermare l’immigrazione illegale”.