In tema migranti, l’Italia chiede che le organizzazioni legate all’Onu, Unhcr e Oim, e le ong approfittino “dell’apertura che le autorita’ libiche finalmente iniziano a dare”. Il messaggio arriva dal premier Gentiloni, che a Tunisi ha visto l’inviato Onu per la Libia. Secondo, il premier adesso bisogna accelerare su rimpatri e potenziali corridoi umanitari. Gentiloni ricorda che la stabilizzazione del paese nordafricano ha impatto anche per la sicurezza in Italia. E sottolinea i rischi che puo’ provocare a tutta la regione il ritorno di foreign fighters.
La situazione in Libia “è fragile ma l’azione dell’Onu sta portando la situazione verso un contesto migliore”, l’obiettivo è arrivare nel 2018 “a elezioni a suffragio universale”, ma nel frattempo definire “un assetto transitorio più solido”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni al termine del suo incontro a Tunisi con l’inviato Onu per la LibiaGhassan Salomè. La stabilizzazione della Libia “avrebbe conseguenze anche per la sicurezza in Italia e consoliderebbe i passi in avanti che già abbiamo fatto nella lotta contro i trafficanti di esseri umani”, ha sottolineato Gentiloni. Che sulle violazioni dei diritti umani nei campi per migranti sulle coste libiche si è detto “più che deluso” e ha ribadito che “dobbiamo essere tutti traumatizzati e dobbiamo agire”.”La cosa che dobbiamo sapere come opinione pubblica italiana è che i temi su cui si discute oggi – i diritti umani dei rifugiati e dei migranti economici – in Libia vanno avanti da quattro anni, e proprio l’iniziativa italiana degli ultimi 6-7 mesi sta permettendo di accendere un riflettore internazionale sulla situazione”, ha rivendicato il premier spiegando che “se oggi organismi dell’Onu possono intervenire in Libia è perchè l’iniziativa italiana ha consentito passi avanti”. La Tunisia, dice Gentiloni, che ha reso omaggio alle 24 vittime dell’attentato del 18 maggio 2015 al museo del Bardo, tra cui 4 italiani, “va avanti nel suo percorso democratico”. “Diamo atto che la Tunisia ha fatto passi avanti sul terreno della sicurezza e la lotta al terrorismo”, evidenzia Gentiloni. Che avverte sul rischio legato al ritorno dei foreign fighters nella regione nord africana con l’esaurirsi del conflitto in Libia e in Siria, che “può creare effetti destabilizzanti”. Dopo la visita in Tunisia, Gentiloni sarà in Angola lunedì e in Ghana martedì. Ultima destinazione, mercoledì, sarà la Costa d’Avorio per il quinto Vertice Ue-Unione Africana.