MA L’EUROPA DEVE AFFRONTARE LA SFIDA UNITA
Sui migranti, cogliendo l’occasione dell’appuntamento di Ferragosto, il ministro dell’Interno, Minniti, ha detto di ‘vedere la luce alla fine del tunnel’ anche se, ha aggiunto, ‘l’Europa deve affrontare unita la sfida’. Sull’ordine pubblico ha dichiarato che la situazione e’ tranquilla: nei primi sette mesi abbiamo avuto il quadro di un Paese accogliente, con livelli buoni di sicurezza, ci sono le condizioni per proseguire nell’approccio positivo avuto in questi primi 7 mesi’. Minniti ha presieduto il Comitato nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Minniti ha assicurato che sul terrorismo c’e’ un’attenzione ‘alta, ma nessuna minaccia imminente’. Per quanto riguarda il quadro della sicurezza, nel 2017 ‘i delitti sono diminuiti del 12%, gli omicidi del 15%, quelli riconducibili criminalita’ organizzata del 41%’. In calo del 23% i femminicidi, ‘ma non sono soddisfatto’. In crescita del 70% invece gli incendi, in media oltre 1000 interventi al giorno.
“Migranti? Siamo ancora sotto il tunnel: il tunnel è lungo ma io comincio a vedere la luce alla fine. Non so se sono troppo ottimista”. Lo ha detto in conferenza stampa al Viminale il ministro dell’Interno Marco Minniti. “L’auspicio è che si possa continuare con l’impegno e la passione civile di un grande Paese che ha affrontato sfide difficilissime in questi anni”, ha aggiunto.
“Io credo che l’idea di affrontare e governare i flussi migratori sia un grande tema cruciale per la democrazia”, ha detto il ministro dell’Interno. “Flussi non governati minacciano la tenuta sociale e democratica del Paese – ha ribadito il ministro -. Questa e’ la mia posizione politica, questo e’ il mio approccio: mi si puo’ dire che e’ sbagliato ma in quel caso bisogna offrire la possibilita’ di discutere un’altra proposta, purche’ essa non inizi con la parola emergenza. Siamo alle prese con un fenomeno epocale che per essere affrontato serenamente non deve essere considerato emergenziale”.
“Il sentimento di paura e’ un grande tema su cui si misureranno le democrazie di tutto il mondo nei prossimi 15 anni”. Il mio approccio da ministro e’ ascoltare chi ha paura per aiutarlo a liberarsene mentre c’e’ chi vorrebbe che ne restasse prigioniero. Credo sia una vera discriminante democratica, non di appartenenza a un partito”, ha affermato il ministro dell’Interno, Marco Minniti.
“Cinque Ong hanno firmato il Condice di condotta, quelle che operavano erano 8. Una non puo’ operare perche’ la sua nave e’ sotto sequestro dell’autorita’ giudiziaria ed e’ la prima volta che accade nel mondo. Due non hanno firmato, e rispetto questa scelta”, ha detto il ministro dell’Interno. “Pensiamo che ci debba essere un rapporto di fiducia tra il dispositivo di sicurezza e salvataggio nazionale e le Ong”, ha aggiunto Minniti. “L’immigrazione non puo’ essere affrontata in emergenza – ha insistito Minniti – e noi lo stiamo facendo rispettando i diritti umani, di chi e’ accolto e di chi accoglie. Perche’ una democrazia in cui questi diritti sono in conflitto rischia di perdersi”.
“Salvezza in mare su cui l’Italia non si ritira e impegno umanitario in Libia, vogliamo farlo insieme”. Sono i due capisaldi su cui si basa l’azione del Viminale in tema migranti, secondo quanto ha riferito oggi il ministro dell’Interno Marco Minniti nella conferenza stampa di Ferragosto. Il ministro ha annunciato che nelle prossime ore l’ambasciata italiana a Tripoli distribuira’ materiale umanitario per la popolazione. “Il traffico di essere umani in Libia e’ una delle poche cose che economicamente purtroppo funziona e costituisce reddito”, ha aggiunto. “Vedro’ i sindaci e il governo libico nei prossimi giorni a Roma. L’Ue e l’Italia hanno messo in campo – ha detto il titolare del Viminale – sul terreno dell’accoglienza, circa 200 milioni di euro per accogliere in Libia, dobbiamo lavorare per costruire le condizioni perche’ quei soldi siano impegnati per la tutela dei diritti delle persone che sono li’. Su questo terreno si puo’ costruire un rapporto positivo con le Ong. Ci sono le condizioni perche’ il Codice sulle Ong richiesto dal Parlamento possa essere completato”.
Oltre all’attivita’ di controllo delle acque territoriali libiche, l’Italia sta operando, “pur nel quadro di instabilita’” in cui si trova quel Paese, affinche’ si rafforzi il controllo del confine Sud della Libia, “che io considero il verso confine meridionale dell’Europa, ha detto il ministro dell’Interno che oggi ha presieduto il Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Minniti ha ricordato che da quel confine con i paesi subsahariani passano oggi i trafficanti uomini e dove domani potrebbero passare quei foreing fighters di ritorno dai territori che l’Is sta perdendo. “Noi lavoreremo con passione incessante su questi obiettivi”, ha aggiunto il ministro, spiegando che e’ intenzione dell’Italia lanciare una “forte iniziativa” a livello internazionale a partire dal 28 agosto quando si svolgera’ a Roma una riunione dei ministri dell’Interno dei paesi africani che confinano con il sud della Libia, mentre si continuera’ a rapportarsi con le principali tribu’ sahariane.
“Sono orgoglioso, da ministro dell’Interno, di non aver vietato alcuna manifestazione” in occasione della celebrazione dell’Anniversario dei Trattati di Roma e del G7 di Taormina. Lo ha sottolineato Marco Minniti in conferenza stampa al Viminale, tracciando un bilancio dei primi sette mesi dell’anno. “Eventi come questi – ha ricordato Minniti – impongono due esigenze: garantire la sicurezza di chi partecipa, dei grandi d’Europa e del mondo, e da questo punto di vista tutto e’ andato per il meglio; garantire la liberta’ di manifestare, che si tratti di consenso o di radicale dissenso, in un quadro in cui unico elemento inaccettabile resta la violenza”.
Da inizio 2017 “i delitti sono diminuiti del 12%, gli omicidi del 15%, quelli riconducibili alla criminalità organizzata del 41%”. Così il ministro dell’Interno Marco Minniti durante la conferenza stampa di ferragosto al Viminale.
“Gli omicidi volontari in ambito familiare e affettivo nei primi sette mesi di quest’anno sono scesi del 23,4%, da 94 a 72 (il 70,8% donne). E’ un dato incoraggiante, di cui pero’ non sono soddisfatto perche’ non esiste nulla di piu’ terribile e di piu’ inaccettabile della violenza di genere. Saro’ soddisfatto solo quando sara’ stata cancellata”. Lo ha affermato il ministro dell’Interno Marco Minniti nel corso della tradizionale conferenza stampa di Ferragosto al Viminale. Sempre tra gennaio e luglio, sono state presentate 6.042 denunce per stalking, il 71,5% da donne.
“Oggi ho firmato una direttiva per il coordinamento delle specialita’ e della presenza sul territorio di Carabinieri, Polizia e Guardia di finanza”, ha reso noto il ministro dell’Interno, Marco Minniti, in conferenza stampa al Viminale. “L’ultima direttiva completa era quella di Napolitano del ’98, poi ce n’era stata un’altra parziale di Pisanu otto anni piu’ tardi”, ha ricordato Minniti, e ha spiegato: “Il tutto in un quadro di assoluta complementarieta’ tra le forze di polizia che hanno imparato a lavorare assieme: evitando ogni ridondanza e ogni sovrapposizione, si garantisce il massimo dell’efficienza e si espande la capacita’ di iniziativa dello Stato”.
“L’Italia ha affrontato una situazione difficile: da inizio anno c’è stato un più 70% di incendi con una media di oltre 1000 interventi al giorno”. Così il ministro dell’Interno Marco Minniti durante la conferenza stampa di ferragosto al Viminale. “Vogliamo rafforzare l’iniziativa di prevenzione verso l’attività dolosa: gran parte degli incendi sono di carattere doloso – prosegue il ministro – Gli incendi sono dovuti in parte da imperizia, in parte da negligenze comportamentali, come l’incendio nel Gran Sasso, in altri casi c’è un vero e proprio disegno criminale di singoli, in alcuni casi anche di volontari”.
“Nei primi 7 mesi abbiamo operato 67 espulsioni. Complessivamente dal 1 gennaio 2015 abbiamo avuto 199 espulsioni per ragioni di sicurezza: e’ uno strumento prezioso di prevenzione che altri Paesi non hanno”, ha detto il ministro dell’Interno. Sono 18 i Comuni commissariati per infiltrazioni mafiose, 15 quelli sciolti e tre i prorogati.
Il quadro della minaccia legata al terrorismo “rimane alto ma nessuna minaccia imminente” e nei primi mesi sono state 67 le espulsioni, rimpatri effettivamente fatti nel Paese di provenienza”. Questa situazione, ha detto il ministro, e’ dovuta ad “un complesso di attivita’, in particolare del Comitato antiterrorismo che “tiene insieme le forze di polizia e dell’intelligence”, unico caso in Europa. Lo scambio di informazioni in tempo reale, ha aggiunto Minniti, e’ essenziale, con risultati straordinari. Il sistema di sicurezza nazionale, si e’ inoltre integrato positivamente con le forze armate.
Dopo gli eventi organizzati quest’anno l’Italia organizzera’ in autunno una riunione del ministri dell’Interno del G7. “Un G7 dei ministri dell’Interno non previsto probabilmente si terrà a ottobre su richiesta a gran voce dei nostri partner, come momento conclusivo e come passaggio di testimone dall’Italia al Canada”, ha spiegato il ministro dell’Interno Marco Minniti al Viminale.
Il Ministro Minniti, acquisito il parere favorevole espresso oggi dal Comitato nazionale dell’ordine e della sicurezza pubblica (CNOSP), ha adottato la nuova direttiva sui comparti di specialità delle Forze di polizia e sulla razionalizzazione della dislocazione dei presidi, in attuazione degli articoli 2 e 3 del decreto legislativo 177/2016.Il provvedimento, che si muove nella cornice dei precedenti atti di indirizzo, ne attualizza, a più di dieci anni di distanza, i contenuti tenendo conto dei mutamenti intervenuti nello scenario economico e sociale del Paese, dell’evolversi della minaccia criminale nonché delle innovazioni introdotte dalle normative di settore.
In particolare, nella prima parte, la direttiva declina le modalità con cui la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza dovranno coordinare l’espletamento dei rispettivi servizi in tutti quei settori- affidati alla esclusiva competenza di una Forza di polizia, ovvero a più specialità in concorso tra loro- deputati alla tutela delle frontiere e delle comunicazioni, della sicurezza in ambito stradale e ferroviario, della circolazione dei mezzi di pagamento, della sicurezza sul lavoro, delle sofisticazioni alimentari, della tutela del patrimonio artistico, culturale e ambientale nonché del nuovo ambito della sicurezza del mare.I criteri di riparto tengono, dunque, conto delle profonde trasformazioni che, sul piano organizzativo, ordinamentale e tecnologico hanno interessato ciascuno di questi settori e dell’esigenza di valorizzare le vocazioni specialistiche e le capacità operative tradizionalmente maturate, nei singoli comparti, da ciascun Corpo di polizia, con l’obiettivo di conferire maggiore efficacia all’azione complessiva del sistema sicurezza .
Nella seconda parte, la direttiva individua – sulla base di parametri oggettivi connessi alle condizioni socio-economiche, infrastrutturali, della criminalità comune ed organizzata, rilevabili in ogni singolo contesto- criteri per razionalizzare la dislocazione dei presidi delle Forze di polizia con l’obiettivo di assicurare una presenza coordinata che privilegia l’impiego della Polizia di Stato nei comuni capoluogo e dell’Arma dei Carabinieri nel restante territorio.Rilievo fondamentale in questo rinnovato modello rivestono i piani di controllo coordinato del territorio che dovranno essere aggiornati e rafforzati- tenendo tra l’altro conto della necessità di garantire l’uniforme attuazione su tutto il territorio nazionale del 112 NUE – e fondati su criteri più evoluti volti ad assicurare il pieno e reciproco scambio informativo, anche attraverso l’attivo coinvolgimento delle polizie locali, che realizzino così un ‘sistema integrato di sicurezza’.