Mosca annuncia di aver ucciso in un raid aereo vicino Raqqa il 28 maggio il capo dell’Isis Ibrahim Abu-Bakr Al Baghdadi. Il ministero della Difesa precisa tuttavia che le informazioni sono in corso di ‘verifica’. Al Baghdadi era alla riunione dei leader del ‘Consiglio militare’ dell’Isis, bersaglio del raid nel quale sarebbero stati uccisi ‘comandanti di alto livello, con circa 30 comandanti di medio rango e fino a 300 miliziani addetti alla sicurezza’. La Coalizione internazionale a guida Usa dice ad Ap di non poter confermare l’uccisione di Al Baghdadi. Prudente anche il ministro degli esteri russo Lavrov: ‘Non ho la conferma al 100%’. Dubbi dall’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria che parla di ‘informazioni non accurate’.
Mosca sostiene di aver ucciso il leader dell’Isis Ibrahim Abu-Bakr Al Baghdadi in un raid vicino Raqqa il 28 maggio. “Secondo le informazioni che si stanno verificando attraverso diversi canali”, nel sobborgo a sud di Raqqa “era presente anche il leader dell’Isis Ibrahim Abu-Bakr Al Baghdadi, che e’ stato eliminato inseguito al raid”, fa sapere il ministero della Difesa russo, citato dal sito online della tv del dicastero, ‘Zvezda’.
Potrebbe essere stata la volta buona. Il Ministero della Difesa di Mosca, usando il condizionale, ha detto che il capo dell’Isis Abu Bakr al-Baghdadi potrebbe essere rimasto ucciso in un attacco delle forze aeree russe alla fine del mese scorso. al Baghdadi potrebbe essere stato eliminato insieme ad altri leader del gruppo estremista in un raid delle forze aeree russe su Raqqa. Il ministero lo ha reso noto attraverso un comunicato, ma con grande prudenza, poiché al Baghdadi, che si è proclamato califfo dello Stato islamico nel luglio 2014, è stato dato per morto in più occasioni senza che i media jihadisti abbiano confermato le informazioni. Ma nel testo c’è di più. Il raid, se le informazioni venissero confermate, avrebbe decapitato l’intero comendo dello Stato islamico. Nel testo si citano tra i terroristi che sono stati uccisi il cosiddetto emiro di al Raqqa, il capo del servizio di sicurezza dell’Isis e un altro signore della guerra che controllava la zona tra al Raqqa e Suhnah. In sostanza l’intero consiglio militare dell’organizzazione.
“Il comando russo delle truppe nella Repubblica araba siriana aveva ricevuto informazioni di una riunione a Raqqa dei leader del gruppo terroristico Isis nella periferia meridionale della città” si rende noto dal Ministero della Difesa di Mosca. “Durante la verifica delle informazioni, è stato ulteriormente chiarito che lo scopo della riunione era progettare le vie di uscita dei combattenti da Raqqa attraverso il cosiddetto corridoio Sud”.
Un drone aveva effettuato la ricognizione prima del raid. “Il raid russo è avvenuto il 28 maggio 2017 (secondo l’ora di Mosca, ma era ancora il 27 secondo il fuso orario italiano), dopo la conferma da mezzi senza equipaggio della posizione e dell’ora della riunione dei capi di Isis, della riunione dove erano presenti i signori della guerra”. Dalle 23.35 alle 23.45 ora italiana i velivoli russi hanno fatto fuoco. Come conseguenza dell’attacco, gli aerei Su-35 e Su-34 hanno ucciso i grandi capi del gruppo terrorista, ossia gli appartenenti al cosiddetto Consiglio militare dell’Isis, “così come circa 30 comandanti di medio livello e fino a 300 militanti”. Il Ministero della difesa russo, secondo la nota, aveva informato in anticipo i militari americani dell’ora e del luogo dell’attacco. In precedenza, erano apparse informazioni sui media che la città siriana di alMayadin, in provincia di Deir Ezzor era diventata la nuova “capitale” dell’Isis. L’11 giugno era stato anche riferito che il leader alBaghdadi era stato liquidato a Raqqa. Proprio ad al Mayadin si erano invece concentrati i raid della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti, nel nord est della Siria.