I risultati “spazzano via le polemiche”. E’ Franceschini, il titolare del Collegio romano, a snocciolare i numeri del sistema museale italiano, che in 5 anni ha visto crescere di dieci milioni i visitatori, passando dai 43,7 milioni del 2015 ai 54,6 del 2019, tra l’altro in flessione rispetto ai 55,3 milioni del 2018 per via della cancellazione, a opera dell’ex ministro pentastellato Alberto Bonisoli, delle domeniche gratuite. “Le ripristiniamo in maniera permanente- dice poi il ministro- perche’ oltre a un valore pedagogico hanno anche fatto aumentare gli incassi nei giorni successivi, a vantaggio dei musei autonomi, ma anche dei piu’ piccoli”.
Tant’e’, i “numeri importanti che vedono l’Italia crescere piu’ di altri Paesi” spianano la strada a un nuovo bando internazionale per scovare in tutto il mondo i direttori di 13 siti autonomi. “In questi anni hanno fatto un lavoro eccellente”, ribadisce il ministro, che giudica “molto provinciale” la polemica scaturita nel 2014 con tanto di ricorsi alla Giustizia amministrativa (tutti vinti dal Mibact) contro la scelta di individuare direttori non italiani.
“Ma il criterio e’ la qualita’, non la nazionalita’. Si scelgono i migliori sulla base del curriculum”. Cosi’ come nel 2014, dunque, il bando – online da oggi e domani anche sull’Economist – prevede una selezione internazionale per 13 siti, otto dei quali appena diventati autonomi. Si tratta del nuovo museo del Vittoriano e Palazzo Venezia, a cui si potra’ accedere anche dalla nuova fermata della metro C, in stile Louvre, della Biblioteca e il complesso monumentale dei Girolamini di Napoli, del Museo archeologico nazionale di Cagliari, dell Museo nazionale d’Abruzzo de L’Aquila, del Museo nazionale di Matera, del Palazzo reale di Napoli, del Parco archeologico di Sibari e della Pinacoteca nazionale di Bologna. Gli altri cinque siti che saranno coinvolti dal bando sono la Galleria Borghese di Roma e il Parco archeologico di Ostia antica, diretti rispettivamente da Anna Coliva e Maria Rosaria Barbera, prossime alla pensione, il Museo nazionale romano, la cui direttrice, Daniela Porro, e’ diventata Soprintendente di Roma, la Galleria nazionale delle Marche di Urbino e il Palazzo ducale di Mantova, i cui direttori, Peter Aufreiter e Peter Assmann, hanno scelto di lasciare l’incarico.
“Non mi stupisco, e’ fisiologico che in un mondo in cui tutti i musei cercano i migliori, un direttore cambi museo, cambi Stato- commenta Franceschini- e questo e’ il meccanismo in cui anche l’Italia si e’ inserita. Chi viene qui sa che cosa significa dirigere un museo in Italia e sa che mentre i primi direttori erano davanti a una sfida al buio, oggi e’ chiaro invece che cosa e’ successo ai nostri musei”. La presentazione del bando nella sede della stampa estera, a Roma, e’ anche l’occasione per annunciare il ritorno dei tre direttori decaduti dopo il declassamento, anche questo a opera del precedente governo, dell’Accademia di Firenze e dei romani Museo nazionale etrusco di Villa Giulia e Parco archeologico dell’Appia antica. Tornata l’autonomia dei tre musei, torneranno “in tempi brevi” anche i loro direttori: in ordine, Cecilie Hollberg, Valentino Nizzo e Simone Quilici.