L’elezione dei due presidenti delle Camere sara’ il primo test per verificare possibili alleanze. E non e’ un caso che entrambi i vincitori delle elezioni, il Movimento 5 stelle e la coalizione di centrodestra, abbiano gia’ aperto all’ipotesi di affidare uno dei due rami o addirittura entrambi a personalita’ indicate da altre forze politiche. Sia i pentastellati che i moderati del centrodestra non fanno mistero di guardare al Pd, purche’ ‘derenzizzato’. Sul punto e’ chiarissima Forza Italia: “Occorrera’ trovare alleanze in Parlamento con altri partiti”, visto che la coalizione di centrodestra non ha la maggioranza assoluta, spiega Renato Brunetta. Il primo banco di prova, per l’esponente azzurro, sara’ l’elezione dei “presidenti delle Camere e bisognera’ trovare alleanze per eleggerli e gia’ li’ si sperimenteranno le direzioni verso cui andare, se verso M5s o verso quel che e’ rimasto del Pd e gia’ questo sara’ un test”. Poi, prosegue Brunetta, “spettera’ a Mattarella farsi dire dai protagonisti quali sono gli orientamenti e decidera’ cosa fare: se dare un mandato esplorativo a uno dei due presidenti delle Camere appena eletti cosi’ che l’esploratore potra’ riferire, quindi il gioco e’ ancora lungo ma gioca intorno al centrodestra unito e non al Movimento 5 stelle, che non e’ al centro del ring o del parlamento”, conclude Brunetta.
I pentastellati ribadiscono: “visto l’esito delle elezioni c’e’ stata un’apertura importante a un confronto sui temi e su due figure che dovranno essere elette in Parlamento”, ovvero i presidenti delle due Camere. “Abbiamo sempre detto che senza maggioranza assoluta avremmo aperto un confronto sui temi con le altre forze politiche e manteniamo le promesse. Stiamo pensando alla possibilita’ di fare una rosa di nomi”, per i presidenti di Camera e Senato, “ma ancora non possiamo dare dettagli su come avvera’ questa scelta”, afferma Alfonso Bonafede che, a domanda diretta se l’interlocutore potrebbe essere il Pd senza Renzi, replica: “Non facciamo valutazioni di questo tipo, abbiamo fatto un’apertura alle altre forza politiche e ora sta a loro dare una risposta”. Spiega Danilo Toninelli: “Gli accordi li cercheremo sui programmi e la prima prova sara’ l’elezione dei presidenti delle Camere”. Insomma, “fondamentale sara’ il confronto per le presidenze delle Camere”, sottolinea il pentastellato. Un leitmotiv che parte dalle prime dichiarazioni post voto di Luigi Di Maio: “Siamo aperti al confronto con tutte le forze politiche e a partire dall’individuazione delle figure di garanzie che saranno a capo delle due Camere”. Il day after, infatti, e’ caratterizzato soprattutto dal tema inevitabile del confronto politico per riuscire a far nascere un governo che abbia una maggioranza in Parlamento. E, secondo quanto si apprende da fonti autorevoli del movimento, M5s guarda piu’ al centrosinistra, ad un Pd che senza Matteo Renzi consentirebbe l’avvio di un dialogo proficuo, che non alla Lega di Matteo Salvini.