Il premier Matteo Renzi apre al Patto per Roma, richiesto a gran voce dalla sindaca Virginia Raggi. Il presidente del consiglio lo annuncia alla cerimonia per la nascita della Nuvola di Fuksas, il nuovo centro congressi della Capitale, inaugurato ieri dopo 18 anni di attesa. Nella stessa occasione interviene Virginia Raggi che sottolinea gli ”errori” fatti nel passato sull’opera e viene accolta da una contestazione.
La prima contestazione e’ avvenuta da parte di una persona del pubblico dopo che la sindaca aveva detto che “la Nuvola e’ un’opera iniziata molto tempo fa con costi spropositati”. Raggi ha interrotto il suo discorso per qualche secondo per poi riprenderlo con queste parole: “Quando si tratta di denaro pubblico, gli sprechi non potranno mai vederci d’accordo”. A queste parole la sindaca e’ stata nuovamente interrotta in maniera piu’ fragorosa della prima da piu’ persone presenti fra il pubblico. “Mi dispiace – ha proseguito la Raggi – che voi la pensiate cosi'”. Una terza contestazione, accompagnata da diversi fischi, e’ partita successivamente quando la sindaca ha detto che “l’amministrazione comunale sta lavorando per qualificare l’area in cui sorge la Nuvola“.
Virginia ha detto la verita’”, dice a caldo il presidente dell’Assemblea capitolina, Marcello De Vito, e la contestazione “non e’ stata un bello spettacolo”. “Del resto – fa osservare ai cronisti anche l’altro esponente M5S – avete visto da chi era composta la platea…”. A sentire parlare di sprechi e’ proprio l’archistar padre dell’opera, Massimiliano Fuksas (e la sua presenza oggi alla cerimonia, al fianco della moglie e co-firmataria del progetto, Doriana, non era proprio da considerarsi scontata) che non ci sta: “Parliamo di 275 milioni come base d’asta nel 207, cioe’ 10 anni fa. Oggi, a consuntivo, siamo a 238,9 milioni”. E se il governo parla di 500 milioni, Fuksas taglia corto dicendo di non conoscere il sottosegretario all’Economia Paola De Micheli (sua la stima dei costi) per osservare, a corollario del tutto, che in Italia “non si parla d’altro che di costi, non di cultura o d’arte”. Fatto sta che, almeno, ma non e’ cosa da poco, Virginia Raggi incassa anche l’apertura di Matteo Renzi sull’auspicato, dal Campidoglio, Patto per Roma. “Ci vogliono progetti da incardinare in vista di un ‘Patto per Roma’ da sottoscrivere con il governo. Roma e il Paese lo meritano. E lo attendono”, dice la sindaca che parla di una Roma che “puo’ e deve ambire a tornare ad essere capitale mondiale della cultura, ruolo messo in discussione dopo anni di mala gestione che vogliamo far dimenticare”. Il presidente del Consiglio, che le cedera’ l’onore del taglio del nastro, altro gesto di disgelo dopo il brutto tempo segnato a lungo sul barometro a cavallo del dossier Roma2024, le assicura subito che “il governo e’ assolutamente disponibile a lavorare per un Patto per Roma”.