La terra continua a tremare tra Marche e Umbria. Ieri decine di scosse, una dopo l’altra, poi una piu’ forte di magnitudo 4,2 con epicentro tra Norcia, Preci e Castelsantangelo sul Nera. Non ci sarebbero stati nuovi crolli importanti ne’ persone sono rimaste coinvolte. Negli hotel e nei residence di Civitanova Marche, Porto Sant’Elpidio e Porto San Giorgio ci sono gia’ oltre mille persone provenienti da quasi tutti i paesi dell’epicentro del 26 ottobre. ”Non permetteremo che questo terremoto sia una vergognosa occasione di scandalo come fu l’Irpinia o l’Aquila” ha detto il premier Renzi.
La forte scossa avvertita nell’alto maceratese e anche ad Ancona e’ avvenuta alle 18,24, con epicentro nella Valnerina e nel Perugino, registrando una magnitudo di 4.2, secondo le rilevazioni dell’Ingv.
Sono circa 4mila le persone assistite nelle strutture ricettive di Porto Sant’Elpidio e Civitanova Marche (fra palasport, hotel e un treno). L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia valuta un abbassamento del suolo di 20 centimetri. Intanto continuano le scosse: una ventina quelle registrate dai sismografi dopo la mezzanotte. A Ussita solo gli anziani sono andati in hotel. Gli altri preferito i bungalow del campeggio.
L’assessore regionale alla Protezione civile delle Marche, dopo il terremoto di quattro giorni fa, racconta che ‘la situazione e’ sempre piu’ grave’. Una parte della provincia di Macerata che il sisma del 24 agosto aveva gia’ provato, ora e’ in ginocchio, piu’ di ogni altra volta’. La priorita’, spiega Sciapichetti, e’ convincere la popolazione a ‘lasciare momentaneamente il territorio, perche’ con il freddo non possiamo allestire tende, e per le casette ci vogliono i tempi tecnici’.
Anche le imprese sono in forte difficoltà dopo il Terremoto di questi giorni. Sono 7.378 le imprese dei comuni più coinvolti dal Terremoto di questi giorni, nelle aree soprattutto di Macerata e Perugia. Una economia prevalentemente agricola (30%) e industriale (industria 9% e costruzioni 16%), ma in cui cresce il settore turistico (+8%). L’agricoltura perde il -10% in cinque anni, l’industria il -9%, le costruzioni il -17%. Il commercio tiene con -3%, crescono alberghi e ristoranti +8% e pesano oggi il 7% di tutte le imprese. Crescono i servizi alle imprese di circa il 10%. Le imprese in totale sono in calo del -0,6% in un anno e del -6,6%, 525 in meno, in cinque anni. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro delle imprese al terzo trimestre 2016, 2015 e 2011, sulle zone colpite dal Terremoto in questi giorni, secondo alcuni comunicati della Protezione Civile.
Sono 239.917 le imprese nei comuni più soggetti a terremoti in Italia, il 5% dei circa 5 milioni di imprese italiane con 439 pppĺmila addetti, il 3% del totale nazionale e un fatturato da 26 miliardi. Economia in ripresa, con circa 1.000 imprese in più un anno grazie al turismo. Sono infatti 400 le imprese in più nel settore alloggio e ristorazione, + 2,5%. Rispetto al dato nazionale si tratta di un’economia più agricola (24% delle imprese dell’area, il 9% in più che in Italia) e commerciale (primo settore con 30% delle imprese dell’area, il 2,7% in più che in Italia). Minore il peso delle costruzioni (12,4%, il 2,3% in meno della media italiana) e del manifatturiero (8%, 1,7% in meno). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro delle imprese al secondo trimestre 2016, 2015 e 2011, sulle zone sismiche, livello 1, secondo la classificazione sismica al 2015 della Protezione Civile.