Parigi sprofonda nel caos politico dopo la caduta del governo del primo ministro François Bayrou. Con 364 voti contro 194, l’Assemblée Nationale ha negato la fiducia all’esecutivo, gettando la Francia in una profonda crisi istituzionale. A meno di nove mesi dalla sua formazione, il governo Bayrou è stato sfiduciato sulla nuova legge di bilancio, lasciando il presidente Emmanuel Macron alla ricerca di un successore.
Il voto di sfiducia è arrivato al culmine di un dibattito acceso. Bayrou aveva tentato di sbloccare l’impasse sulla legge di bilancio, ma la sua mossa si è rivelata fatale. Subito dopo l’esito del voto, il primo ministro ha annunciato che presenterà le sue dimissioni a Macron domani mattina. La bocciatura della manovra, che prevedeva tagli per 44 miliardi di euro, ha unito le opposizioni di destra e sinistra, evidenziando la fragilità della maggioranza presidenziale.
La caduta del governo ha scatenato la reazione delle opposizioni, che ora chiedono a gran voce lo scioglimento delle Camere e il ritorno alle urne. La leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, data in testa in tutti i sondaggi, ha definito le nuove elezioni un “obbligo, e non un’opzione” per il presidente Macron.
Anche il leader della sinistra radicale, Jean-Luc Mélenchon, ha esultato per la caduta di Bayrou. “Vittoria e sollievo popolare”, ha scritto su X (ex Twitter), aggiungendo che ora anche Macron “deve andarsene”. La presidente del suo gruppo parlamentare, Mathilde Panot, ha definito il premier “l’ultimo volto di una politica illegittima e ostinata”, e ha illustrato il programma della sinistra, che punta a “una transizione verso la Sesta Repubblica”.
La crisi non riguarda solo il governo, ma la stabilità stessa del Paese. Il leader dei Repubblicani, Éric Ciotti, ha accusato Bayrou di aver cercato una “uscita di scena” strategica in vista delle prossime presidenziali, ma ha chiarito che la crisi attuale non è colpa del primo ministro, bensì di Macron, a causa dell'”alleanza di opposti” che si è creata contro il governo.
A sostegno di Bayrou si è schierato l’ex primo ministro Gabriel Attal, che ha invocato “un accordo di interesse generale” per evitare che la Francia “soffochi a causa di una situazione di stallo permanente”. Attal ha ricordato che il Paese ha tempo fino al 31 dicembre per approvare una legge di bilancio, un’urgenza che ora rischia di diventare un’impresa quasi impossibile.