PD: MAGGIORANZA CAMBIA ODG, NON SI DISCUTE SU SEGRETARIO MARTINA, ‘NO ANATEMI A LEGA-M5S, MA STUPORE PER SILENZI’ . FRAGILE TREGUA NEL PD, RINVIATA LA DISCUSSIONE SUL SEGRETARIO GENTILONI, FIDUCIA A MARTINA. OK DA ASSEMBLEA ALLA RELAZIONE
Siglata la pace momentanea tra maggioranza renziana e area Martina nel Pd, in vista di una futura assemblea a luglio, prende la parola Maurizio Martina e non piu’ Matteo Renzi com’era previsto. Di fatto le dimissioni di Renzi senza la presa d’atto dell’assemblea sono congelate. L’assemblea non ha gradito lo slittamento dell’odg della riunione. All’annuncio da parte del presidente Matteo Orfini molti delegati hanno protestato a viva voce.
Con un voto a maggioranza l’assemblea Pd ha deciso di cambiare l’ordine del giorno e non discutere oggi sulla guida del partito e il congresso, ma rinviare a una successiva riunione. In extremis, una mediazione su dimissioni irrevocabili dell’ex leader e cambio dell’odg tra i sostenitori di Martina e l’area che fa capo a Renzi. Aprendo l’assemblea, Martina ha detto che si commetterebbe un errore se si reagisse alla vittoria di M5s e Lega con soli anatemi. ‘Ma desta meraviglia – ha aggiunto – che parte dell’establishment ha accarezzato queste forze e ora si scandalizza, e desta stupore che chi ha contrastato la riforma costituzionale ora taccia’.
Il presidente del Pd Matteo Orfini ha presentato la proposta (avanzata all’unanimità dall’ufficio di presidenza) di modificare l’ordine del giorno dell’assemblea, che prevede le decisioni in seguito alle dimissioni di Matteo Renzi. La proposta è stata accolta da alcuni fischi. “Questa – ha ricordato Orfini – è una assemblea straordinaria dopo le dimissioni presentate da Renzi il 5 marzo. Noi abbiamo all’ordine del giorno le dimissioni del segretario e gli adempimenti conseguenti, molti hanno chiesto pubblicamente e privatamente di cambiare la natura dell’assemblea per dedicarla a una discussione politica a fronte di quello che sta accadendo nel paese, alla possibile nascita di un governo M5s-Lega, alla necessità che il Pd parli prevalentemente all’esterno e non discuta esclusivamente al suo interno, rinviando la trattazione dell’odg alla prossima assemblea. Ci siamo fatti carico di ascoltare i rappresentanti delle mozioni e delle aree politiche e proponiamo all’unanimità di cambiare la natura dell’odg. Su questo si vota”.
Con un voto a maggioranza l’assemblea Pd ha deciso di cambiare l’ordine del giorno e non discutere oggi sulla guida del partito e il congresso, ma rinviare a una successiva riunione. Sono stati 397 i voti a favore, 221 i contrari e sei gli astenuti. Contro la proposta si sono levate proteste dalla platea, che in precedenza aveva fischiato. “Capiamoci, anche basta”, ha detto Orfini a chi lo interrompeva. L’assemblea si e’ poi aperta con la relazione di Martina.
“Noi sappiamo che c’e’ una geografia del risentimento che sta scombinando antiche certezze. Se e’ vero che i nuovi movimenti salgono alla ribalta c’e’ molto di profondo che noi dobbiamo capire per costruire l’alternativa”. Lo ha detto il segretario reggente del PD, Maurizio Martina, aprendo l’assemblea nazionale del Partito Democratico.
“Abbiamo perso non perchè non ci hanno capito gli italiani ma perchè la nostra proposta politica non era adeguata e va cambiata con un congresso, che va affrontato con un punto di riferimento che ci consenta, mentre discutiamo, anche di far partire l’opposizione nel Paese”. Lo ha detto Andrea Orlando, leader della componente Dems, a margine dell’assemblea del Pd. “Per farlo – ha aggiunto – bisogna aprire una fase nuova nel Pd perchè siamo opposizione se sappiamo riconnetterci a quei pezzi di società che nelle urne non ci hanno votato e che non vedono in noi un riferimento, ma che sono essenziali per far nascere un’opposizione sociale e civile alle scelte contenute nelo famigerato contratto”.
“La relazione del segretario Martina e’ totalmente condivisibile. Chi vuole il bene del Partito democratico, regole chiare e una posizione politica netta fino al congresso non puo’ non votare la sua relazione. Poi, con una guida sicura e condivisa faremo il congresso in tempi adeguati e ci divideremo come e’ giusto che sia sulle diverse linee politiche”. Cosi’ Francesco Boccia, esponente di Fronte Dem, a margine dell’assemblea nazionale del Pd.