CAMUSSO, PLATEE RISTRETTE DAL GOVERNO, GIUDIZIO NON CAMBIA
L’emendamento del governo sulle pensioni relativo all’Ape social e agli ‘sconti’ contributivi per le donne lavoratrici con figli ‘sara’ presentato dopo il 30 novembre’. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. la segretaria della Cgil Camusso pero’ osserva che l’emendamento del Governo alla manovra ‘ricalca, almeno in parte’ il documento dell’esecutivo sulle pensioni e ‘il nostro giudizio non cambia’. Il rinvio dello scatto di eta’ invece ‘e’ una delle ipotesi che continua ad esserci, non mi risulta siano stati ritirati gli emendamenti’.
“Sarà presentato dopo il 30 novembre” l’emendamento del governo alla legge di bilancio che riguarda l’Ape social e gli ‘sconti’ contributivi per le donne lavoratrici con figli. Lo dice il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a margine dei 70 di Confapi. “Siccome impegna risorse residue non utilizzate, e la conferenza dei servizi e’ prevista per il 30 novembre, non si puo’ fare prima una norma, non avendo la quantificazione certa delle risorse”, la spiegazione di Poletti.
Quella del rinvio dell’adeguamento automatico dell’eta’ pensionabile all’aspettativa di vita “e’ una delle ipotesi che continua a esserci, non mi risulta che siano stati ritirati gli emendamenti. C’e’ un dibattito al Senato e alla Camera, seguiremo con attenzione tutto l’iter. Stiamo provando a decifrare gli emendamenti nei loro riferimenti e tabelle allegate, nel corso della giornata saremo in grado di verificare le risorse e le dimensioni che sono indicate”. Queste le parole del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, a margine del 70° anniversario di Confapi.
“Penso che faccia parte del dibattito politico del paese ma serve sempre coerenza”. Queste le parole del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, rispondendo a Matteo Salvini che si era detto pronto a scendere in piazza accanto a chiunque pur di difendere i diritti dei lavoratori. “Non mi dimentico – ha aggiunto – che la Legge Fornero e’ effetto della precedente legge che e’ a firma Maroni”.
“Per cambiare il sistema previdenziale, per sostenere sviluppo e occupazione, per garantire futuro ai giovani”. Questi i motivi della mobilitazione nazionale della Cgil di sabato 2 dicembre, proclamata dopo l’esito del confronto con il governo sul tema della previdenza, considerato “insufficiente”. Sono cinque le manifestazioni organizzate dalla Confederazione con lo slogan “Pensioni, i conti non tornano!”. A Roma l’appuntamento è per le ore 9 in piazza della Repubblica, da dove partirà il corteo fino a piazza del Popolo. A Torino il concentramento è previsto alle ore 9.30 a Porta Susa e si arriverà in piazza San Carlo. A Bari si sfilerà da piazza Massari, ore 9.30, a piazza Prefettura. A Palermo da piazza Croci a piazza G. Verdi, ore 8.30, e a Cagliari da viale Regina Elena a piazza Garibaldi, ore 9.30. A concludere tutte le iniziative sarà il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, che alle ore 12.30 prenderà la parola dal palco della Capitale, in collegamento video con le altre città. Le rivendicazioni per le quali la Cgil scenderà in piazza, come si legge nel volantino, sono “bloccare l’innalzamento illimitato dei requisiti per andare in pensione, garantire un lavoro dignitoso e un futuro previdenziale ai giovani, superare la disparità di genere e riconoscere il lavoro di cura, garantire una maggiore libertà di scelta ai lavoratori su quando andare in pensione”. E ancora, “favorire l’accesso alla previdenza integrativa” e “garantire un’effettiva rivalutazione delle pensioni”. Ma le motivazioni della mobilitazione non si fermano alla previdenza, il sindacato di corso d’Italia chiede anche di “cambiare la legge di bilancio per sostenere lo sviluppo e l’occupazione”, di “estendere gli ammortizzatori sociali”, di “garantire a tutti il diritto alla salute” e di “rinnovare i contratti pubblici”. La Cgil “invita lavoratori, pensionati e giovani a partecipare “per ottenere delle risposte concrete e per ridare speranza e fiducia al nostro Paese”.